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1861
2012
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L’Associazione
Nazionale Giudici di Pace celebra l’Unità d’Italia
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CONVOCAZIONE DELLA XVIII ASSEMBLEA NAZIONALE
NAPOLI 20-21 aprile 2012
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31
marzo
2012
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L’ASSOCIAZIONE
NAZIONALE è INTERVENUTA ALLA
CONFERENZA NAZIONALE DELLA GIUSTIZIA PRESSO LA CAMERA DEI DEPUTATI
La Presidenza:
“L’Associazione Nazionale Giudici di Pace è intervenuta
venerdì 30 marzo, con il suo presidente, presso la Camera dei Deputati alla
Conferenza nazionale della giustizia PD, unitamente, tra gli altri, al
ministro della Giustizia Severino, al neopresidente
ANM Sabelli, al Segretario PD Bersani. Forse solo le audizioni alla Camera ed al Senato dello scorso anno, rispettivamente sulla
riforma della Costituzione e della giustizia di pace, hanno avuto pari
rilevanza. Finalmente, grazie
all'Associazione, vediamo riconosciuto il nostro ruolo centrale
nell'amministrazione della giustizia. Abbiamo fatto sentire forte la
voce della magistratura di pace. In specie abbiamo insistito nel chiedere una riforma che
intervenga entro la fine della legislatura, anche per evitare al Paese il
rischio di una condanna da parte della Corte Europea dei diritti dell’uomo a seguito delle azioni da noi proposte. Ringrazio
tutti i dirigenti dell’Associazione che hanno reso possibili tali risultati. Parteciperemo altresì al fondamentale evento europeo sui magistrati di
pace di cui abbiamo resi edotti nelle scorse
settimane. Molto vi è ancora da fare, ma è certo che l'Associazione c'è e
continuerà ad operare senza soluzione di continuità”.
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19
marzo
2012
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L’ASSOCIAZIONE
INCONTRA I SEN. BERSELLI, SERRA, DIVINA e COSTA
La Presidenza:
“Una delegazione dell’Associazione Nazionale Giudici di
Pace composta dal Presidente Crasto, dal
vicepresidente Di Girolamo, da Daniela Longo dell’Ufficio di Presidenza e dal
membro della giunta Mannino ha avuto una serie d’incontri con il Presidente
della Commissione Giustizia Sen. Filippo Berselli, con il Sen. Serra,
Capogruppo UDC in Commissione Giustizia e con il Sen. Divina, Capogruppo Lega
Nord in Commissione Giustizia. L’Associazione ha chiesto la
massima accelerazione dell’iter di approvazione della riforma della giustizia
di pace, all’esame proprio della Commissione giustizia del Senato ed in ordine alla quale l’Associazione è stata sentita in
audizione nel lontano luglio dell’anno scorso. Abbiamo evidenziato ai
parlamentari l’estrema gravità di una situazione di precarietà e di assoluta carenza di diritti costituzionali previdenziali ed
assistenziali, palesemente incostituzionale ed è in patente contrasto con le
direttive comunitarie in materia di trattamenti riservati ai giudici onorari,
la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, la Carta di Strasburgo
e con la raccomandazione del 17 novembre 2010 del Comitato dei ministri del
Consiglio d’Europa CM/Rec
(2010)12. L’Associazione ha ringraziato il Sen. Serra per la recente presentazione di un’interessante
proposta di riforma della giustizia di pace (S.
3186), il quale ha assicurato il massimo impegno per l’approvazione. Anche il Sen Costa (PDL) è stato incontrato dall’Associazione, il quale ha
presentato in Commissione Giustizia del Senato, un importante disegno di
legge (3090) sulla stabilizzazione dei Giudici di Pace. Il Presidente Berselli ha garantito che
la riforma sarà licenziata in tempi brevi. Abbiamo però espresso agli
autorevoli interlocutori la nostra preoccupazione in ordine
alla possibilità di giungere all’approvazione della riforma da parte
di entrambi i rami del Parlamento e chiesto di approvare in uno dei prossimi
provvedimenti in tema di giustizia una norma che preveda quantomeno la
continuità della funzione dei giudici di pace”.
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24
febbraio 2012
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L’ASSOCIAZIONE
INCONTRA LA CASSA FORENSE
La Presidenza: “Una delegazione dell’Associazione
Nazionale Giudici di Pace, composta dal Vicepresidente Di Foggia e dal
Presidente distrettuale Tesei
ha incontrato nella giornata di oggi i vertici della Cassa forense.
L’Associazione ha perseguito in questi anni la strada del confronto serrato
con le istituzioni per giungere al riconoscimento delle tutele previdenziali ed assistenziali riconosciute a tutti i lavoratori.
L’Associazione ritiene di fondamentale rilevanza la prosecuzione del
confronto con la Cassa Forense per conseguire il risultato auspicato.
Auspichiamo che la Cassa forense si attivi ancora con maggior impegno al fine
di realizzare le sinergie necessarie per garantire i diritti fondamentali in
materia pensionistica ed assistenziale a tutti
quegli avvocati che hanno visto progressivamente diminuire i propri
emolumenti per servire il Paese nello svolgimento delle funzioni
giurisdizionali”.
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23
febbraio 2012
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SOLIDARIETA’ AL
PROCURATORE CAPO DI TORINO GIAN CARLO CASELLI
Il Presidente Crasto: “L’Associazione Nazionale Giudici di
Pace esprime solidarietà al Procuratore Capo Giancarlo Caselli e ai
magistrati della Procura della Repubblica di Torino. Nell’ultimo periodo il procuratore Caselli è stato oggetto di una
campagna denigratoria a causa di provvedimenti adottati nei confronti di
persone indagate di reati che si assumono commessi nell’ambito della
manifestazione, legittima, di dissenso alla TAV. La gravità di quanto è accaduto non va soltanto ravvisata nei toni gratuitamente
offensivi e volgari che travalicano quello che è il legittimo esercizio del
diritto di critica, per configurare invece un attacco alla persona del
magistrato, ma anche e soprattutto nel fatto che questo costituisce una
lesione all’autonomia della magistratura. Il Procuratore Caselli viene,
infatti, offeso per il semplice motivo di aver compiuto atti dovuti del suo
ufficio che secondo alcuni avrebbe dovuto omettere, ma un magistrato non può,
di fronte a fatti astrattamente costituenti reato, scegliere se procedere o meno a suo arbitrio, erigendosi a legislatore, ma deve
applicare la legge adottando i provvedimenti conseguenti. L’autonomia della
magistratura non è un principio posto a beneficio della persona del
magistrato, ma a tutela dell’intero ordinamento perché solo garantendo
l’indipendenza del magistrato di fronte a pressioni di piazza o di altri poteri si tutela quello che è il fondamentale principio di
uno stato democratico, ossia l’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte
alla legge”.
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22
febbraio 2012
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L’ASSOCIAZIONE
NAZIONALE INCONTRA IL SENATORE SERRA
Il Presidente Crasto: “Il Presidente Crasto all’esito dell’incontro
ha dichiarato: «abbiamo ringraziato il Sen. Serra per aver presentato in
sede di conversione del d.l. n. 212/2011, in Commissione Giustizia del
Senato, un emendamento che prevedeva la continuità per i magistrati di pace ed illustrato la nostra idea di riforma sulla magistratura di
pace ed in
specie le proposte
volte a rendere più efficiente e celere il processo
nel nostro Paese, innanzitutto prevedendo un aumento delle competenze del giudice di pace nel civile sino a 25.000 euro. Abbiamo
proposte soluzioni strutturali in grado di deflazionare il contenzioso in un anno. Abbiamo
altresì manifestato la nostra contrarietà alla chiusura di circa 700 sedi del
Giudice di Pace esistenti sul territorio nazionale, che riteniamo
potrebbe condurre al collasso della giustizia di pace, che oggi tratta oltre
il 50% del civile e che definisce i giudizi in tempi brevissimi, in media in
meno di un anno, ed abbiamo portato la nostra proposta volta a salvare la
maggior parte degli uffici. Abbiamo altresì lamentato la mancata previsione
di tutele previdenziali ed assistenziali e persino
il mancato adeguamento delle indennità secondo gli indici Istat, prevista
dalla legge istitutiva, ma mai avvenuto dal 1999 ad oggi.» Il Sen Serra ha
seriamente assicurato piena disponibilità a sostenere le istanze
della magistratura di pace, in specie per quanto riguarda la tutela della
maternità e la rinnovabilità dei mandati”.
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20
febbraio 2012
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E’ STATA
PUBBLICATA IN G.U. LA
LEGGE DI CONVERSIONE CHE PREVEDE LA PROROGA PER I
GIUDICI DI PACE
Il Presidente Crasto: “Come già ribadito
il decreto di proroga delle funzioni, è una soluzione che
ovviamente non soddisfa l’Associazione Nazionale ma che comunque costituisce
un obiettivo che deve essere perseguito con forza per evitare la cessazione dalle funzioni di più di 800
giudici di pace. Inoltre occorre ricordare sempre che la mancata previsione della
proroga costituirebbe un precedente che pregiudicherebbe la permanenza nelle
funzioni di tutti i Giudici di Pace e non solo di quelli in scadenza. L’Associazione Nazionale sta continuando nella sua
azione diretta ad ottenere la continuità degli
incarichi per tutti i giudici di pace. Infatti, in sede di presentazione di
emendamenti all’art. 15 del D.L. 212/2011, proposti
dalle forze politiche da noi contattate, si è raggiunta una convergenza della
quasi totalità dei partiti sulla nostra istanza di continuità dei mandati per i Giudici di Pace, che mai ci saremmo aspettati anni fa. Questo è un
importante risultato che si deve alla continua attività non solo della
Presidenza dell’Associazione ma di tutti quei colleghi che, invece di
lasciarsi andare ad inutili piagnistei e sterili
polemiche, hanno deciso di attivarsi presso le forze politiche per
raggiungere un sempre più ampio consenso intorno alle nostre istanze”.
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16
febbraio 2012
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LETTERA DEL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA PROF. SEVERINO
AL PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE Avv. CRASTO
Il Ministro: “Gentile Dott. Crasto ho letto
con attenzione le Sue considerazioni per le quali la ringrazio. Le
proposte di emendamento cui Lei fa riferimento recavano le linee generali per una riforma
complessiva e sistematica di principi di delega. Tali linee di riforma
sarebbero state, al pari degli altri emendamenti governativi e parlamentari,
oggetto di dibattito e condivisione nell’ambito delle Commissione Giustizia
del Senato e della Camera dei Deputati. Il percorso che era stato immaginato
avrebbe consentito di intervenire rapidamente dettando le basi per una
riforma da tempo attesa e premesso un ampio
confronto con le rappresentanze della magistratura onoraria saranno
adeguatamente consultate. Questa soluzione, tuttavia è stata rinviata ad
altro momento. Pertanto, non appena si ripresenterà l’occasione di riproporre ipotesi di revisione della materia, le
rappresentanze della magistratura onoraria saranno adeguatamente consultate”.
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28
gennaio
2012
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DISCORSO DEL
PRESIDENTE CRASTO ALL’INAUGURAZIONE DELL’ANNO GIUDIZIARIO
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18
gennaio
2012
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PRESENTATI SEI
EMENDAMENTI SULLA CONTINUITA’ PER I GIUDICI DI PACE
DA ESPONENTI DI TUTTE LE FORZE POLITICHE
GLI ELEMENTAMENTI PRESENTATI
La Presidenza:
“In forza della nostra azione, sono stati presentati vari emendamenti, in
sede di conversione del d.l. n. 212/2011 in discussione alla Commissione
Giustizia del Senato, aventi ad oggetto da un lato
la continuità della magistratura di pace attraverso i mandati plurimi e dall’altra la riduzione della pianta organica della stessa
magistratura in modo da incidere sulla normativa che riapriva le procedure
concorsuali. L’approvazione di tali emendamenti costituisce un primo e significativo passo per l’accoglimento del complesso delle
istanze della categoria che l’Associazione sta portando avanti nelle sedi
politico-istituzionali. Come ogni magistrato di pace sa, ancora tanto lavoro
deve essere fatto, a tal fine è necessario un pieno e convinto sostegno
all’Associazione, oltre ad uno sforzo unitario della categoria, in quanto gli obiettivi da raggiungere sono comuni a tutti
i Giudici di Pace, specie per i colleghi di ultima generazione, che
costituiscono il nucleo della dirigenza nazionale”.
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22 dicembre 2011
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PUBBLICATO IN
GAZZETTA UFFICIALE IL DECRETO LEGGE SULLA PROROGA
La Presidenza:
“Oggi è stato pubblicato in Gazzetta
Ufficiale (G.U. del 22.12.2011 Serie Generale n. 297) il Decreto Legge
22.12.2011 n. 212 che all’articolo 15 prevede la
proroga dei Giudici di Pace sino alla riforma organica della magistratura
onoraria e comunque sino al 31.12.2012. L’associazione Nazionale è
intervenuta in limine, in quanto sino a due giorni
fa, per un mero errore materiale, non era prevista la proroga per i Giudici
di Pace che scadevano al 31.12.2012 ma solo per quelli con scadenza al
31.12.2011. Abbiamo chiarito, inviando comunicato, la necessità che le
proroghe dei Giudici di Pace siano tenute distinte da quelle dei Got e Vpo, per quanto attiene
alla fissazione del termine, dovendosi necessariamente prevedere per i
giudici di pace la proroga sia dei magistrati in scadenza nell’anno in corso
che di quelli in scadenza nell’anno successivo. Pertanto
per il prossimo anno la proroga dovrà prevedere sia i Giudici in scadenza
nell’anno 2012 che quelli in scadenza nell’anno 2013”.
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16 dicembre 2011
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Interrogazione
a risposta scritta al Ministro della Giustizia
del Sen. Mariano DELOGU
Il Senatore DELOGU: “Premesso
che solo la previsione di una certa continuità dei mandati
, mediante conferme quadriennali possa assicurare la necessaria
autonomia ed indipendenza ai giudici di pace, come è accaduto nel 2005 per i magistrati tributari e
nel 2010 per i magistrati onorari minorili e come chiede l’Europa. Tale
riforma permetterebbe di realizzare una sistema
eminentemente meritocratico, con valutazione quadriennale dell’esercizio
dell’attività giurisdizionale dei giudice di pace da parte del Consiglio
superiore della Magistratura e del Consiglio giudiziario di appartenenza,
rimuovendo il limite dei tre mandati. Ciò sarebbe anche il
linea con il principio del buon andamento della pubblica amministrazione
(art. 97 Cost.”.
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16 dicembre 2011
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IL CONSIGLIO DEI MINISTRI APPROVA LA PROROGA ANNUALE PER I
GIUDICI DI PACE
Il Presidente Crasto: “Come assicurato all’incontro di mercoledì 07
dicembre ai vertici dell’Associazione Nazionale Giudici di Pace dal
sottosegretario alla Giustizia Prof. Salvatore Mazzamuto, sarà prevista un’ulteriore
proroga annuale per i
giudici di pace in scadenza. Trattasi di provvedimento che ovviamente non
soddisfa l’Associazione Nazionale ma che comunque costituisce un obiettivo
che va perseguito con forza per evitare la cessazione dalle funzioni di più
di 800 giudici di pace, evento che oltre a
costituire un pericoloso precedente, rappresenterebbe un grave pregiudizio al
funzionamento della giustizia. L’Associazione continuerà
nella sua attività per raggiungere quelli che sono i punti irrinunciabili quali la
rinnovabilità degli incarichi e la necessaria previsione di una copertura
previdenziale, consapevole di una sempre crescente condivisione da parte
delle istituzioni e delle forze politiche”.
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16 dicembre 2011
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CONSIGLIO DEI MINISTRI n. 7
Provvedimenti in materia di giustizia approvati
“Decreto Legge EFFICIENZA PROCESSO CIVILE E
SOVRAINDEBITAMENTO
(Omissis)
E' prevista una proroga di un anno per i magistrati onorari in servizio, tenuto conto,
da un lato della necessità di procedere alla riforma organica della
magistratura onoraria, dall'altro di completare l'attuazione della delega in
materia di revisione delle circoscrizioni
giudiziarie”
“Decreto Legislativo REVISIONE
DELLE CIRCOSCRIZIONI GIUDIZIARIE DEGLI UFFICI DEI GIUDICI DI
PACE
E' stato approvato in prima lettura lo schema del
primo dei decreti legislativi di attuazione della delega sulla revisione delle circoscrizioni giudiziarie degli uffici
dei giudici di pace. Il decreto, che sarà trasmesso alle Camere per i
relativi pareri, prevede l'accorpamento di diversi uffici consentendo di
recuperare 1944 giudici di pace, 2104 unità di personale amministrativo, con
un risparmio di spesa, a regime, pari a 28 milioni di euro l'anno”
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04 dicembre 2011
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L’ASSOCIAZIONE
NAZIONALE GIUDICI DI PACE è STATA CONVOCATA MERCOLEDì
07 ALLE 10.00 DAL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA
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04 dicembre 2011
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IL PD DICE Sì ALLA CONTINUITà PER I GIUDICI DI
PACE
Il
Presidente Crasto: “L’Associazione Nazionale Giudici di Pace ha
incontrato il responsabile giustizia del Partito Democratico On. Andrea
Orlando. L’Associazione ha enunciato i punti irrinunciabili dell’emananda riforma, quali la rinnovabilità degli incarichi e la
necessaria previsione di una copertura previdenziale. Abbiamo chiesto che la riforma garantisca
l’effettiva autonomia ed indipendenza del magistrato di pace. Ciò può
avvenire solo attraverso il riconoscimento della continuità della funzione
svolta, con la rinnovabilità quadriennale dei mandati, come del resto già è
avvenuto per i magistrati tributari ed i giudici minorili, figure di
magistrati onorari. Inoltre abbiamo evidenziato che il turn over dei giudici
di pace in servizio determinerebbe la dispersione di alte professionalità
maturate in decenni di attività, fenomeno esiziale per l’amministrazione
della giustizia e costerebbe al Paese svariati milioni di euro per la
necessaria formazione dei nuovi assunti. L’onorevole Orlando ha affermato di essere d’accordo sulla previsione della continuità
dell’esercizio delle funzioni ed ha espresso la necessità di stabilire modalità di reclutamento dei
magistrati di pace profondamente differenti”.
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30 novembre 2011
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LETTERA DEL PRESidente DELL’OUA DE TILLA AL
PRESidente ANgdP crasto
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30 novembre 2011
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PROPOSTA DI LEGGE DEGLI
ON. RIA E RAO PER UNA MAGGIORE STABILITA’ DEI GIUDICI DI
PACE
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30 novembre 2011
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SOSPENSIONE
DELL’ASTENSIONE
dal 01 dicembre 2011
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28 novembre 2011
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Seminario
della Commissione per la Formazione della Magistratura Onoraria
VENT’ANNI DOPO
Il Giudice di Pace a vent’anni
dalla sua istituzione: un bilancio
28 novembre 2011 ore 15.00
Napoli, Palazzo di Giustizia, Centro Direzionale Auditorium
Intervento: Vincenzo Crasto
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10 novembre 2011
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ASTENSIONE NAZIONALE
magistratura di della pace
dal 21 novembre
al 02 dicembre 2011
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MODALITÀ DI SVOLGIMENTO
DELL’ASTENSIONE
Dichiarazione di
astensione da DEPOSITARE PRESSO LA SEGRETERIA DEL coordinatore
Provvedimento di
astensionE IN MATERIA CIVILE
Provvedimento di
astensionE IN MATERIA PENALE
Istanza al Coordinatore dell’Ufficio per l’affissione dei
manifesti
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29 agosto 2011
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COMUNICATO DELLA
PRESIDENZA DELL’ASSOCIAZIONE
L’ASSOCIAZIONE
NAZIONALE GIUDICI DI PACE SI OPPONE NETTAMENTE ALLA
CHIUSURA DI 681 UFFICI DEL GIUDICE DI PACE
Il Presidente Vincenzo Crasto:
“Una revisione
della geografia giudiziaria e degli uffici dei Giudici di pace ha un senso
solo se legata ad una contemporanea riforma dello status dei magistrati di
pace, altrimenti si finisce per affossare anche l'unico presidio giudiziario
che funziona in Italia (in media, caso unico in Italia, un processo dura meno
di un anno).
Tutto va tenuto insieme ed è solo nel quadro di
una riforma complessiva che è ipotizzabile la riduzione degli uffici che
presentino uno scarso indice di produttività. Tra gli 846 uffici giudiziari
del Giudice di pace ve ne sono vari che per il loro esiguo contenzioso
(iscrizioni al di sotto dei 200/300 procedimenti
annui) potrebbero essere facilmente accorpati agli uffici giurisdizionali
rispettivamente più vicini al fine di consentire un impiego più razionale del
personale amministrativo e determinando un indubbio risparmio per lo Stato.
Tali somme dovrebbero però essere destinate per finanziare la riforma della
giustizia di pace. E’ del tutto evidente che solo attraverso la continuità
del mandato è possibile assicurare il corretto e sereno esercizio della
giurisdizione e la necessaria autonomia ed
indipendenza del giudice, come è già avvenuto per i magistrati tributari e
per i magistrati onorari minorili. Oggi vige
la proroga trimestrale o semestrale delle funzioni. Tale sistema di
conferme non solo lede gravemente la dignità, l’autonomia e l’indipendenza
del giudice di pace, magistrato appartenente all’ordine giudiziario, ma
incide negativamente sulla stessa efficienza dell’amministrazione della
giustizia. La condizione attuale risulta altresì
intollerabile alla luce della recente pronunzia della Corte di Cassazione,
che ha ribadito che non solo la nomina, ma anche la conferma dei magistrati
di pace avviene mediante procedura concorsuale”.
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26 luglio 2011
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COMUNICATO DELLA
PRESIDENZA DELL’ASSOCIAZIONE
CONVOCAZIONE DIRETTIVO CENTRALE E GIUNTA ESECUTIVA
COSENZA 23-24 settembre 2011
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16 giugno 2011
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Anteprima dell’articolo del presidente Vincenzo Crasto su Italia Oggi.
L’Associazione in audizionale al parlamento sulla
riforma costituzionale
Il
Presidente Vincenzo Crasto: “E’ altresì
incostituzionale la sottoposizione di fatto dei magistrati di pace ad un
altro potere dello Stato, ovvero all’esecutivo. La permanenza nelle funzioni
dipende da un atto discrezionale del governo, che attualmente si estrinseca
in una proroga trimestrale ovvero semestrale attraverso un decreto legge.
Pertanto al fine di evitare un pericoloso precedente è opportuno che per la
magistratura di pace sia prevista la continuità dei mandati. L’attuale
meccanismo di proroga lede gravemente la dignità, l’autonomia e
l’indipendenza del magistrato di pace, su cui gravano i medesimi doveri dei
giudici di carriera. Non è
tollerabile che in uno Stato di democrazia avanzata la permanenza nelle
funzioni di un magistrato giudicante con funzioni proprie e non delegate
dipenda da un provvedimento meramente discrezionale dell’esecutivo. In
definitiva l’attuale status dei magistrati di pace è in patente contrasto con
la Carta costituzionale, le direttive comunitarie in materia di trattamenti
riservati ai giudici onorari, la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione
europea, la Carta di Strasburgo e con la raccomandazione del 17 novembre 2010
del Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa CM/Rec (2010)12”.
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21 aprile 2011
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RASSEGNA STAMPA
Italia Oggi
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Dopo l’astensione dei Giudici di Pace (dal 4 al 8 aprile) un nuovo slancio per la riforma.
MAGISTRATURA ONORARIA AL RESTYLING
L’interesse del paese ad
una giustizia equa prevalga sull’inerzia.
Il testo del
disegno di legge delega “Berselli”
Il
Presidente Vincenzo Crasto: “A cagione
dell'astensione, il governo ha acconsentito alla ripresa dell'esame congiunto
in commissione giustizia del Senato di quattro progetti di legge d'iniziativa
parlamentare di riforma della giustizia di pace e onoraria che giacevano
negletti in Parlamento. Si tratta del disegno di legge delega proposto dal
presidente della Commissione Giustizia del Senato Filippo Berselli e dal sen.
Mugnai (Pdl), il progetto di legge presentato dal sen. Giuseppe Valentino
(Pdl), già sottosegretario alla giustizia nel secondo e nel terzo governo
Berlusconi e delle proposte degli esponenti dell'opposizione Maritati e
Poretti-Perduca (quest'ultima prevede un aumento della competenza per valore
dei magistrati di pace fino a 16 mila euro). Ebbene tanto i
progetti di legge della maggioranza, quanto quelli delle opposizioni
prevedono la continuità nelle funzioni per i magistrati di pace. Ed invero gli articolati che maggiormente ci
convincono sono quelli presentati da esponenti della maggioranza, in quanto
la proposta Maritati ricorda un po' troppo da vicino la riforma dell'ex
ministro Scotti. In specie il disegno di legge Berselli (in basso riportato)
contiene una delega al governo ed in quanto tale individua principi e criteri
direttivi a cui dovrà essere improntata la riforma”.
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05 aprile 2011
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L’ASSOCIAZIONE NAZIONALE INCONTRA IL PRESIDENTE
vICARIO DEI senatori DEL PDL gAETaNo quagliariello
La Presidenza
dell’Associazione: “Una
delegazione delle associazioni dei magistrati di pace che hanno proclamato
l’astensione composta dal Presidente dell’ANGdP
Vincenzo Crasto e dal Vice Presidente dell’ANMdP Maria Stefania Camerlengo ha incontrato il Vicepresidente
vicario del gruppo PDL Sen. Gaetano Quagliariello. Nel corso dell’incontro sono
state illustrate le ragioni dell’esasperazione dei magistrati di pace, a
fronte della totale chiusura del Governo manifestatasi con l’opposizione
all’approvazione dei 7 emendamenti al D.L. “Milleproroghe” - presentati da autorevoli rappresentanti
della maggioranza oltre che dell’opposizione - che prevedevano la rinnovabilità degli incarichi. I rappresentanti Crasto e Camerlengo hanno ribadito
che l’attuale status dei magistrati di pace ed onorari è in palese contrasto
con la Carta costituzionale e con le norme comunitarie in tema di magistrati
onorari ed è altresì gravemente lesivo della dignità, dell’autonomia e
dell’indipendenza del giudice di pace, magistrato appartenente all’ordine
giudiziario, la cui funzione è espressamente prevista nella Carta
costituzionale all’art. 116 e su cui gravano i medesimi doveri dei giudici di
carriera. In attesa dell’approvazione del progetto di legge (per il
quale si prevedono tempi lunghi), è stato sollecitato un immediato ed improcrastinabile intervento normativo volto alla
modifica l’art. 7 della legge istitutiva del giudice di pace, consentendo da
subito la rinnovabilità degli incarichi. In tal modo si assicurerebbe la
necessaria serenità a cui tutti i magistrati hanno
diritto per poter svolgere al meglio le proprie funzioni”.
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08-09
aprile
2011
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COMUNICATO DELLA PRESIDENZA
DELL’ASSOCIAZIONE
CONVOCAZIONE DELLA XVII ASSEMBLEA NAZIONALE
ROMA 08-09 aprile 2011
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04 aprile 2011
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COMUNICATO STAMPA DELL’OUA
GIUSTIZIA: L’OUA SOLIDALE CON L’ASTENSIONE
PROCLAMATA DAI GIUDICI DI PACE E DAI MAGISTRATI
ONORARI DI TRIBUNALE
Il Presidente Maurizio De Tilla: “I giudici di
pace non godono di alcuna tutela previdenziale (che
era invece prevista per i giudici onorari aggregati) ed assistenziale: sono
in buona sostanza lavoratori “in nero” dello Stato. L’attuale status dei magistrati di pace è in
patente contrasto con la Carta costituzionale, le direttive comunitarie in
materia di trattamenti riservati ai giudici onorari, la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione
europea, la Carta di Strasburgo e con la raccomandazione del 17 novembre 2010
del Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa CM/Rec (2010)12. Per tutte queste ragioni l’Oua
non solo condivide le ragioni della protesta – conclude
de Tilla – ma ha anche formulato un progetto di
riforma sul giudice laico, già trasmesso al Governo che risponde proprio alle
esigenze poste a fondamento della proclamata astensione dei giudici di pace”.
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03 aprile 2011
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ASTENSIONE NAZIONALE
della magistratura di pace ed onoraria
DAL 04 AL 08 aprile 2011
COMUNICATO CONGIUNTO
Associazione Nazionale Giudici di Pace –
Associazione Nazionale Magistratura di Pace – Confederazione Giudici di Pace
– Feder.M.O.T. – Magistrati Onorari Uniti – Unità Democratica Giudici di
Pace
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31 marzo 2011
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RASSEGNA STAMPA
Italia Oggi
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L’Associazione ha proclamato un’astensione dalle
udienze nei giorni dal 04 al 08 di aprile.
IN UFFICIO PER SPIEGARE LO SCIOPERO
L’astensione coinvolgerà l’intera magistratura
onoraria. Migliaia di magistrati di asterranno dalle udienze e non si
celebreranno oltre 200 mila processi.
Il
Presidente Vincenzo
Crasto: “Magistrati
da oltre 15 anni sono trattati dallo Stato come lavoratori in nero, privi di
coperture previdenziali ed assistenziali. I soli giudici di pace trattano
oltre il 50% del contenzioso in materia civile, si occupano della delicata materia
dell'immigrazione e celebrano i processi celermente, potremmo dire che già
attuano il processo «breve» (in media un giudizio dura meno di un anno), ma
non godono di alcuna tutela in caso di maternità, malattia e infortuni sul
lavoro e non godono di ferie retribuite. Inoltre sono lavoratori a termine la
cui permanenza nelle funzioni dipende da un atto discrezionale
dell'esecutivo, che attualmente si estrinseca in una proroga anche
trimestrale. Protestiamo contro il mancato rispetto
dell'impegno di assicurare la continuità del mandato.
Solo con tale riforma riteniamo possibile garantire la necessaria autonomia
ed indipendenza del giudice e quindi il rispetto del diritto del cittadino ad
una giustizia giusta ed efficiente. L'attuale status dei magistrati di pace
ed onorari è in palese contrasto con la Carta costituzionale e le norme
comunitarie in tema di magistrati onorari ed è altresì gravemente lesivo
della dignità, dell'autonomia e dell'indipendenza del giudice di pace,
magistrato appartenente all'ordine giudiziario, la cui funzione è
espressamente prevista nella Carta costituzionale all'art. 116 e su cui
gravano i medesimi doveri dei giudici di carriera”.
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23 marzo 2011
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Commissione di Garanzia
dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi
pubblici essenziali
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L’astensione proclamata dall’Associazione Nazionale
Giudici di Pace per i giorni 04-08 aprile 2011 è stata calendarizzata
nel quadro degli scioperi a rilevanza nazionale.
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22 marzo 2011
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ASTENSIONE NAZIONALE
della magistratura di pace ed onoraria
DAL 04 AL 08 aprile 2011
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MODALITÀ DI SVOLGIMENTO
DELL’ASTENSIONE
Dichiarazione di
astensione da inviare al coordinatore
Provvedimento di
astensione
Istanza al Coordinatore dell’Ufficio per l’affissione dei
manifesti
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20 marzo 2011
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COMUNICATO DELLA PRESIDENZA
DELL’ASSOCIAZIONE
CONVOCAZIONE DELLA XVII ASSEMBLEA NAZIONALE
ROMA 08-09 aprile 2011
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17 marzo 2011
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RASSEGNA STAMPA
Italia Oggi
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L’Associazione ha proclamato un’astensione dalle
udienze nei giorni dal 04 al 08 di aprile.
I MAGISTRATI COSTRETTI A SCIOPERARE
Zero tutela previdenziale e assistenziale
ai giudici di pace.
Il
Presidente Vincenzo
Crasto: “Chiamiamo
a raccolta l'intera magistratura onoraria che affronta i nostri stessi
disagi. In particolare ci asterremo unitamente alla Federmot e ai Magistrati
onorari uniti. In breve le ragioni della protesta. I giudici di pace non godono di
alcuna tutela previdenziale ed assistenziale, sono in buona sostanza
lavoratori «in nero» dello Stato e la loro permanenza nelle funzioni dipende
da un atto discrezionale dell'esecutivo, che attualmente si estrinseca in una
proroga anche trimestrale.
L'attuale status dei magistrati di pace è in palese contrasto con la Carta
costituzionale, le direttive comunitarie in materia di trattamenti riservati
ai giudici onorari, la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, la
Carta di Strasburgo e con la raccomandazione del 17 novembre 2010 del
Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa CM/Rec (2010)12. L'ex presidente
della camera Casini ha indicato tra i punti essenziali della riforma della
giustizia lo status dei magistrati di pace, sostenendo la necessità di superare
il sistema delle proroghe. Il presidente della Commissione giustizia del
senato Berselli ha presentato una proposta di legge che prevede la continuità
delle funzioni e una copertura previdenziale. L'azione di sensibilizzazione
diuturna ed incessante dell'Associazione ha portato alla presentazione in
senato di sette emendamenti bipartisan al decreto milleproroghe che
prevedevano la continuità delle funzioni, autorevolmente sostenuti dal
Presidente Berselli, dai senatori Benedetti Valentini, Centaro, Boscetto,
Gramazio (Pdl) e D'Alia, Pistorio, Oliva (Udc), ma il governo si è opposto
all'approvazione”.
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15 marzo 2011
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PROCLAMATA L’ASTENSIONE DEI GIUDICI
DI PACE E DEI GIUDICI ONORARI DI
TRIBUNALE DAL 04 al 08 aprile
Il
Presidente Vincenzo Crasto: “1. I giudici di pace non godono di
alcuna tutela previdenziale (che era invece prevista per i giudici onorari
aggregati) ed assistenziale, sono in buona sostanza lavoratori “in nero”
dello Stato. 2. La loro permanenza nelle funzioni
dipende da un atto discrezionale dell’esecutivo, che attualmente si
estrinseca in una proroga trimestrale. Ciò è inaccettabile, in quanto
tale tipo di proroga lede gravemente la dignità, l’autonomia e l’indipendenza
del giudice di pace, magistrato appartenente all’ordine giudiziario, la cui
funzione è espressamente prevista nella Carta costituzionale all’art. 116 e su cui gravano i medesimi doveri dei
giudici di carriera. Il sistema delle proroghe si fonda su un
decreto legge. Non possiamo accettare che la permanenza nelle funzioni di un
magistrato giudicante con funzioni proprie e non
delegate dipenda da un provvedimento meramente discrezionale dell’esecutivo. (…) 3. Il governo è gravemente inadempiente rispetto agli impegni
assunti.
L’esecutivo, che in un primo momento aveva manifestato la propria
disponibilità ad accogliere le principali istanze
della magistratura di pace e con il quale abbiamo intavolato un lungo
confronto concretizzatosi in una molteplici incontri, ha espressamente
rigettato tutte le nostre richieste.
In specie ha detto no, senza fornire alcuna motivazione, alla previsione
della continuità ed al riconoscimento di tutele
previdenziali ed assistenziali”.
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11 marzo 2011
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COMUNICATO STAMPA
DELL’OUA
CONTRO
LA MEDIA CONCILIAZONE OBBLIGATORIA E LA ROTTAMAZIONE DELL’ARRETRATO
GIUDIZIARIO
L’Organismo Unitario
dell’Avvocatura traccia un primo bilancio sulle adesioni alle iniziative di protesta indette dall’Oua contro la media conciliazione obbligatoria e la rottamazione
dell’arretrato giudiziario e annuncia l’invio di
una lettera al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.
Il Presidente
Maurizio De Tilla: “Sarà un’adesione unanime – sottolinea - già
ora sono oltre 100 gli ordini che hanno aderito, e la quasi totalità delle
associazioni forensi, dai giovani avvocati dell’Aiga
all’Unione Camere Civili, dall’ Anf ai Giuristi
democratici, dagli avvocati di famiglia dell’Aiaf
alle Camere minorili e dell’Osservatorio del diritto di famiglia, dai
tributaristi dell’Uncat agli amministrativisti
della Siaa, fino ai giudici di
Pace dell’ANGdP, continuando con quelli dell’Unarca,
di Agire Informare e dell’Accademia Forense”.
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10 marzo 2011
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RASSEGNA STAMPA
QUOTIDIANO
NAZIONALE
IL GIORNO
IL RESTO
DEL CARLINO
LA NAZIONE
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Intervista a ROBERTO RAO (UDC)
MA LA VERA URGENZA E’ RIDURRE I TEMPI DEL PROCESSO CIVILE
L’On. Roberto Rao: “Prima di tutto il civile. Non è ammissibile che, per
arrivare a sentenza ci vogliono in media otto o dieci anni. E poi ci sono i giudici di pace e gli altri giudici onorari. Tutti noi magari anche per
una semplice multa abbiamo avuto a che farci. Basti pensare che dal loro
insediamento nel 1995 hanno emesso qualcosa come 13
milioni di sentenze. Il loro ordinamento è essenziale. Per non parlare della revisione delle circoscrizioni giudiziarie”.
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07 marzo 2011
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L’On. PIER FERDINANDO CASINI INTERVISTATO A PORTA A
PORTA INdividua tra le PRIORITA’ DELLA GIUSTIZIA LO STATUS DEI
GIUDICI DI PACE
L’On. Pier Ferdinando Casini elenca le tre priorità
in materia di giustizia, individuando nei giudici di pace uno dei temi
fondamentali, come ribadito dalla Presidenza
dell’Associazione Nazionale nei continui incontri avuti con L’On. Roberto Rao.
GUARDA IL
VIDEO
L’On. Pier Ferdinando Casini: “Innanzitutto
penso che se una riforma è epocale, come l’ha
definita il Presidente del Consiglio, deve avere impatto sulle questioni che
riguardano i cittadini per cui penso allo smaltimento degli arretrati,
soprattutto l’arretrato civile, perché ci vogliono dieci anni per fare un
processo; al tema dei giudici di pace che sono quelli su cui grava tutto
il contenzioso e passano di proroga in proroga senza che venga affrontata la
loro questione, il loro status, la loro collocazione e il tema del riordino delle sedi giudiziarie. Questi
sono, per me, i tre punti essenziali”.
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04 marzo 2011
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L’ASSOCIAZIONE NAZIONALE INCONTRA L’On. ROBERTO RAO,
responsabile giustizia UDC
Il Presidente
Vincenzo Crasto: “Abbiamo illustrato il progetto di riforma sulla magistratura di
pace ed onoraria da noi elaborato ed
in specie le proposte volte a rendere più efficiente e celere il processo
nel nostro Paese, innanzitutto prevedendo un aumento delle competenze del giudice di pace nel civile sino a 25.000 euro. I magistrati di pace riuscirebbero a smaltire in maniera più rapida
ed efficace l’arretrato civile rispetto alla fumosa e ben più costosa figura dell’ausiliario del giudice, che, come accaduto
per i goa, non risolverebbe i problemi in maniera strutturale. Inoltre, nonostante l’impegno di
molti autorevoli parlamentari di maggioranza e di opposizione, che, da noi
sollecitati, hanno presentato ben 7 emendamenti al
recente decreto milleproroghe che prevedevano la
continuità per i magistrati di pace, il Governo ha posto il veto, determinandone la mancata
approvazione. Si va pertanto verso un’astensione della magistratura onoraria
e di pace, che lamenta altresì la mancata previsione di tutele previdenziali ed assistenziali e persino il mancato adeguamento delle
indennità secondo gli indici Istat, prevista dalla legge istitutiva, ma mai
avvenuto dal 1999 ad oggi”.
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26 febbraio 2011
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L’EMENDAMENTO SULLA PROROGA
ANNUALE, GIA’ APPROVATO DALLA CAMERA, E’ STATO DEFINITIVAMENTE aPPROVATO AL
SENATO E PROMULGATO DAL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
E’ confermata l’azione dell’Associazione Nazionale iniziata
con l’incontro al Ministero del 09 novembre 2010. In
sede di approvazione della legge di conversione del “milleproroghe”
è stato definitivamente approvato, già approvato dal Senato e modificato
dalla Camera dei Deputati, l’emendamento per la proroga annuale sia dei
giudici di pace con scadenza al 30.12.2010 [lettera a) del
comma 2 quater] che per i giudici di pace in
scadenza nel 2011 [lettera b del comma 2 quater].
Di seguito il testo del maxi emendamento
“2-quater. al comma 2
dell’articolo 1 del decreto-legge 29 dicembre 2009 n. 193, convertito con
modificazioni dalla legge 22 febbraio 2010 n. 124, sono apportate le seguenti
modificazioni: a) le parole: “il cui mandato è scaduto il 31 dicembre 2009”
sono sostituite dalle seguenti: “il cui mandato è scaduto il 31 dicembre
2010”; b) le parole: “il cui mandato scade entro il 31 dicembre 2010” sono
sostituite dalle seguenti: “il cui mandato scade entro il 31 dicembre 2011”;
c) “le parole a far data dal 1 gennaio 2010” sono sostituite dalle seguenti:
“a far data dal 1 gennaio 2011”; d) le parole “non oltre il 31 dicembre 2010”
sono sostituite dalle seguenti “non oltre il 31 dicembre 2011””.
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25 febbraio 2011
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APPROVATO L’ORDINE DEL GIORNO AC 4086/A dell’on.
ROBERTO RAO e ON. LORENZO RIA SULLA CONTINUITA’ NELLE FUNZIONI
Gli On. Roberto Rao e
Lorenzo Ria hanno ottenuto l’approvazione dell’Ordine del giorno sulla
continuità delle funzioni, confermando l’impegno assunto negli incontri avuti
con il Presidente dell’Associazione Nazionale Giudici di Pace Vincenzo Crasto.
Emendamento degli On. Rao e
Ria: “Se questa situazione era già
inaccettabile in periodi di normale andamento dell'economia, perché
rappresentava una pressoché sistematica violazione di diritti
costituzionalmente garantiti e, primo fra tutti, quello di cui all'art. 24 della Costituzione, è divenuta insostenibile in questi
anni di crisi economica che colpisce con particolare virulenza tutti gli
strati della società, imprese comprese, in quanto l'inefficienza della
giustizia ha pesanti ripercussioni sull'economia e sullo sviluppo del Paese, impegna il Governo a valutare l’opportunità di adottare in tempi brevi
misure volte a garantire ai magistrati onorari una maggiore continuità nell’esercizio
delle loro funzioni, evitando il
ricorso a mere proroghe annuali, un equo trattamento economico, nonché forme
di tutela previdenziale ed assistenziale”.
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24 febbraio 2011
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COMUNICATO STAMPA
DELL’OUA
SOLIDARIETA’
DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE GIUDICI DI PACE
Il Presidente Maurizio De Tilla:
“Alla protesta indetta dall’Oua,
arrivano ulteriori adesioni, tra queste quella di
tutti gli Ordini della Campania, (Napoli in testa), nonché dell’Associazione Nazionale Giudici di Pace, ANGdP, guidata dal presidente Vincenzo Crasto
«Rimangono sul tavolo altri punti di conflitto – continua de Tilla - il principale è il ddl presentato dal ministro
Alfano sulla rottamazione dell’arretrato civile. A tal proposito è arrivata
in queste ore la solidarietà alla protesta anche dai giudici di pace, che con
un deliberato hanno deciso di sostenere le iniziative promosse
dall’avvocatura. L’ANGdP
giustamente sottolinea che l’efficienza
dell’amministrazione giudiziaria “non si raggiungerà mediante la fuga dal
processo affidando a soggetti non appartenenti all‟ordinamento
giudiziario la gestione della delicata fase conciliativa”. Anche per
l’Associazione Nazionale la scelta di attribuire ad
un non giudice la gestione di tale fase presenta, tra le altre cose,
gravi aspetti di incostituzionalità. Forte la critica anche sul ddl per
l’arretrato giudiziario.
È evidente che la proposta di affidare a 600 ausiliari, magistrati e avvocati
dello stato in pensione, lo smaltimento delle cause pendenti produce una
sovrapposizione con le funzioni stesse della giudice
di pace, riducendo però qualunque criterio di qualità del servizio. Dei veri
e propri cottimisti del giudizio rapido, a scapito dei cittadini: passeremo
così dalla magistratura onoraria a quella della quarta età»”.
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23 febbraio 2011
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COMUNICATO STAMPA
DELL’ASSOCIAZIONE
L’ASSOCIAZIONE NAZIONALE ESPRIME SOLIDARIETA’
ALL’OUA NELLA CONTRARIETA’ ALLA MEDIACONCILIAZIONE ED AL DISEGNO DI LEGGE SULLO SMALTIMENTO DELL’ARRETRATO
Il Presidente Vincenzo Crasto:
“La mediazione di cui al D.Lgs. 28/10 costituisce pertanto un procedimento parallelo ed in contrasto con la conciliazione codicistica
prevista dall’art. 322 c.p.c., con notevoli
problemi di coordinamento tra gli istituti ed in aperta violazione di legge
in quanto viene conferita a soggetti esterni alla magistratura una competenza
che il legislatore ha inteso espressamente attribuire ad un giudice.
L’Associazione Nazionale Giudici di Pace rileva pertanto la presenza di gravi aspetti di incostituzionalità del D.Lgs.
28/10 per violazione dell’art. 3 della Costituzione in quanto istitutivo di
un procedimento di conciliazione parallelo a quello previsto dal codice di
procedura civile, al di fuori del processo e senza la mediazione di un
magistrato, impedendo così agli avvocati ed agli utenti della giustizia di
avvalersi del rimedio codicistico di cui all’art.
322 c.p.c., caratterizzato da minori costi e
maggiori garanzie di autonomia, indipendenza e terzietà
e soprattutto per la violazione dell’art. 25 co. 1
Cost., in quanto il giudice naturale precostituito
per legge in materia di conciliazione è il giudice di pace (…) La proposta
governativa di un ausiliario del giudice rappresenta la classica goccia che fa traboccare
il vaso, concretizzando chiaramente la scelta di risolvere il problema
dell’efficienza della giustizia non solo fuggendo dal processo, ma anche
dalla magistratura. L’ausiliario di cui al disegno di legge in sostanza costituisce una
sorta di “non giudice della
quarta età” (immaginiamo quanto
motivato), che avrebbe lo stesso effetto che hanno avuto i giudici onorari
aggregati, nati nel 1997 per smaltire l'arretrato in materia civile, ovvero nullo. Nel caso di specie la scelta configura una
grave lesione all’art. 25 Cost. in quanto individua,
non si sa sulla base di quali criteri un non
giudice il quale deve decidere in nome del popolo italiano (..). La soluzione definitiva al problema della lentezza
dei processi è ragionevole e sotto gli occhi di tutti: estendere innanzi
tutto la competenza civile del giudice di pace. È possibile aumentare la
competenza per valore fino a 25 mila euro e attribuire pressoché in via
esclusiva la materia condominiale e quella di esecuzione forzata mobiliare.
Inoltre, come è già avvenuto in passato, i processi
pendenti in tribunale alla data dell'entrata in vigore della norma,
potrebbero essere attribuiti al magistrato di pace per il prosieguo,
consentendo di concludere il processo in media in meno di un anno”.
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17 febbraio 2011
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RASSEGNA STAMPA
Italia Oggi
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GIUDICI ONORARI ANCORA PER IL 2011. INTERESSATO
ANCHE CHI HA ESAURITO TUTTI I POSSIBILI RINNOVI
“Rientrano nella
proroga anche i giudici onorari, compresi i giudici
di pace, che al 31 dicembre 2010 hanno esaurito i possibili rinnovi. Infatti il maxiemendamento
modifica anche l'articolo 1, comma 2, del decreto legge 193/2009, Nella nuova
versione i giudici onorari e i vice procuratori onorari, il cui mandato è
scaduto il 31 dicembre 2010 e per i quali non é consentita un'ulteriore
conferma, e i giudici di pace,
il cui mandato scade entro il 31 dicembre 2011 e per i quali non è consentita
un'ulteriore conferma, sono ulteriormente prorogati nell'esercizio delle rispettive funzioni a far data dal
1º gennaio 2011, fino alla riforma organica della magistratura onoraria e,
comunque, non oltre il 31 dicembre 2011”.
I GIUDICI DI PACE DICONO
BASTA
Inaccettabili il precariato spinto
e la mancanza di coperture
Il Presidente Vincenzo Crasto:
“E’
inaccettabile la situazione in cui si intende relegare la magistratura di
pace. In sintesi una condizione di precariato spinto, con proroghe divenute
trimestrali e la carenza di qualsivoglia copertura
previdenziale e assistenziale, con un governo che semplicemente è avverso a
un'istituzione prevista espressamente dalla nostra Carta costituzionale ed in
quanto tale stabile in re ipsa. L'unica soluzione è la chiamata a raccolta di tutti i giudici di pace e
dei magistrati onorari di tribunale, con una astensione
dalle udienze di una settimana (…) Anche l'Europa, spesso chiamata malamente in
causa per giustificare l'adozione di provvedimenti impopolari, questa volta
obbliga il nostro Paese a cambiare e a riconoscere diritti troppo a lungo
mortificati. Lo scorso 17 novembre il comitato dei
ministri del Consiglio d'Europa ha definitivamente approvato la
raccomandazione CM/Rec
(2010)12 «sui giudici: indipendenza, efficacia e responsabilità». La
raccomandazione contiene importanti affermazioni a tutela dell'indipendenza
della magistratura, considerata come un «elemento connaturale allo stato di
diritto ed essenziale per l'imparzialità dei giudici ed
il funzionamento del sistema giudiziario». Il provvedimento individua come elemento chiave
dell'indipendenza dei giudici «la certezza di permanenza nelle funzioni e
l'inamovibilità». Inevitabile conseguenza di questo principio è la garanzia
di permanenza nelle funzioni fino al raggiungimento dell'età del pensionamento. I ministri europei si sono
pronunciati anche sul tema della remunerazione dei giudici, che «deve essere
commisurata al loro ruolo professionale e alle loro responsabilità e che deve
garantire il mantenimento di una remunerazione ragionevole in caso di
malattia, di congedo per maternità o paternità, nonché
il pagamento di una pensione per il collocamento a riposo». Devono altresì
essere evitati sistemi che facciano dipendere dalle prestazioni gli elementi
essenziali della retribuzione, in quanto essi
possono creare difficoltà all'indipendenza dei giudici (…) Il punto nodale è che il giudice di pace deve godere di una piena ed
effettiva autonomia ed indipendenza, che può essere assicurata solo
prevedendo una continuità nell'esercizio delle funzioni. Il
legislatore del resto ha riconosciuto la fondatezza di tali istanze: la riforma dell'ordinamento giudiziario ha creato
una sezione autonoma del consiglio giudiziario per i giudici di pace a
riprova della necessità di rafforzarne le garanzie”.
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16 febbraio 2011
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L’EMENDAMENTO SULLA PROROGA ANNUALE E’ STATO
aPPROVATO AL SENATO
E’ confermata l’azione dell’Associazione Nazionale iniziata con
l’incontro al Ministero del 09 novembre 2011. In
sede di approvazione della legge di conversione del “milleproroghe”
è stato approvato l’emendamento per la proroga annuale sia dei giudici di pace
con scadenza al 30.12.2010 [lettera a) del comma 2 quater] che per i giudici di pace in scadenza nel
2011 [lettera b del comma 2 quater].
Di seguito il testo del maxi emendamento
“2-quater. al comma 2
dell’articolo 1 del decreto-legge 29 dicembre 2009 n. 193, convertito con
modificazioni dalla legge 22 febbraio 2010 n. 124, sono apportate le seguenti
modificazioni: a) le parole: “il cui mandato è scaduto il 31 dicembre 2009”
sono sostituite dalle seguenti: “il cui mandato è scaduto il 31 dicembre
2010”; b) le parole: “il cui mandato scade entro il 31 dicembre 2010” sono
sostituite dalle seguenti: “il cui mandato scade entro il 31 dicembre 2011”;
c) “le parole a far data dal 1 gennaio 2010” sono sostituite dalle seguenti:
“a far data dal 1 gennaio 2011”; d) le parole “non oltre il 31 dicembre 2010”
sono sostituite dalle seguenti “non oltre il 31 dicembre 2011””.
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COMUNICATO DELLA
PRESIDENZA DELL’ASSOCIAZIONE
CONVOCAZIONE DIRETTIVO CENTRALE E GIUNTA ESECUTIVA
RIMINI 11-12 febbraio 2011
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29 gennaio 2011
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INterventO DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE GIUDICI DI PACE ALL’INAUGURAZIONE DELL’ANNO gIUDizIario
“
Nel confronto con la magistratura di carriera abbiamo
registrato un importante risultato. Luca Palamara,
Presidente della Associazione Nazionale Magistrati,
in un convegno tenutosi a Bologna nello scorso dicembre, ha aperto alle
istanze della magistratura di pace ed ha affermato la necessità di
intraprendere un percorso comune che porti finalmente al superamento del
precariato. Sul fronte dei rapporti con l’avvocatura, registriamo con soddisfazione la presa di posizione di
Maurizio de Tilla, Presidente dell’Organismo
Unitario della Avvocatura, il quale ha assicurato
pieno sostegno alle richieste della categoria e, senza alcuna reticenza, ha
definito un vero e proprio «scandalo» l’assenza di trattamento pensionistico
per i giudici di pace.
Anche in
Europa si è pronunciata sul tema. Lo scorso 17 novembre il Comitato dei Ministri del
Consiglio d’Europa ha definitivamente approvato la raccomandazione CM/Rec (2010)12 “sui giudici:
indipendenza, efficacia e responsabilità”.
Il
provvedimento europeo individua come elemento chiave dell’indipendenza dei
giudici “la certezza di permanenza nelle funzioni e l’inamovibilità”.
Inevitabile conseguenza di questo principio è la garanzia di permanenza nelle
funzioni fino al raggiungimento dell’età del pensionamento.
Precisano infine i Ministri Europei che devono
essere evitati sistemi che facciano dipendere dalle prestazioni gli elementi
essenziali della retribuzione, in quanto essi
possono creare difficoltà all’indipendenza dei giudici.
Ci chiediamo come il Governo Italiano, alla luce di
tale Raccomandazione, possa giustificare la presenza nel nostro ordinamento
giudiziario, di giudici che vengono retribuiti in
base al numero di provvedimenti emessi, ovvero a cottimo, di giudici che non
hanno alcuna forma di tutela previdenziale, di giudici la cui permanenza in
servizio è determinata dalla volontà politica del Governo e non più del
Parlamento, secondo quanto previsto nel recente “mileproroghe””.
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20 gennaio 2011
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RASSEGNA STAMPA
Italia Oggi
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GIUDICI DI PACE: IL
CONFRONTO DEVE CONLUDERSI
Il Presidente Vincenzo Crasto: “Una vittoria dell'Associazione è
rappresentata dalle rassicurazioni date
dal sottosegretario Caliendo in
ordine alla certezza della proroga fino al 31 dicembre 2011 dei
giudici in scadenza. Questi ha dato espressamente atto
all'Associazione di aver sollevato il problema. Caliendo
ha altresì affermato che ai giudici di pace in servizio verranno
garantiti nella futura riforma della giustizia di pace ulteriori tre mandati
quadriennali per un totale di 12 anni aggiuntivi (…) La rinnovabilità degli
incarichi fino a 75 anni è un punto assolutamente irrinunciabile per una
magistratura effettivamente autonoma ed indipendente ed abbiamo chiesto
espressamente al governo un segnale in tal senso. La previsione di mandati plurimi non comporta alcun onere per lo
Stato, anzi determina risparmi di spesa ed impedisce
una ingiustificata dispersione di professionalità acquisite. È caduto il tabù
della non rinnovabilità, anzi il trend che si va delineando è nel senso opposto: i giudici tributari, pur
essendo magistrati onorari, hanno goduto della trasformazione di un rapporto
a tempo determinato in uno a tempo indeterminato (decreto fiscale collegato
alla finanziaria 2006) e nel dl sulla funzionalità del sistema giudiziario è
stato previsto il rapporto a tempo indeterminato per i giudici onorari del
tribunale per i minorenni. Risulta pertanto altresì
incompatibile con le norme europee e con la Costituzione la previsione di un
giudice a termine a fronte della previsione di cui all'art. 116 della nostra
Carta fondamentale che fa espresso riferimento alla giustizia di pace. Lo
stesso presidente del consiglio Berlusconi ha sostenuto in Parlamento la
necessità di valorizzare i magistrati di pace ed il
Presidente della Commissione giustizia sen. Filippo Berselli ha presentato
una proposta di legge che prevede la continuità delle funzioni ed una
copertura previdenziale”.
PER LA GIUSTIZIA DI PACE
RIFORMA IN TEMPI BREVI
Il
Presidente Vincenzo Crasto: “L'Associazione nazionale giudici di pace ha
dato vita ad una serie di incontri con l'onorevole Gioacchino Alfano,
capogruppo Pdl in commissione bilancio della
Camera, da sempre sensibile alle istanze della magistratura di pace. È stato
affrontato il tema della compatibilità finanziaria della proposta di riforma
elaborata dalla Associazione nazionale giudici di
pace, illustrata in occasione del convegno di Bologna del 9 dicembre scorso.
Abbiamo evidenziato che la previsione della continuità attraverso mandati
plurimi è una riforma a costo zero e sottolineato
che in tale sede il presidente dell'Associazione nazionale magistrati Luca Palamara si è detto convinto della necessità di
affrontare i problemi dei magistrati di pace come un «problema di tutti»,
ovvero di tutte le componenti del sistema giustizia ed ha sostenuto la
necessità di superare la condizione di precariato dei magistrati di pace.
Abbiamo riaffermato i punti irrinunciabili della riforma della magistratura
di pace, in primis la continuità delle funzioni e il rispetto dei diritti
costituzionali ed evidenziato che il progetto da noi presentato determina
consistenti risparmi di spesa per il Paese (…)L'onorevole
Alfano ha assicurato un serio impegno al fine di risolvere le problematiche
relative alla giustizia di pace. L'Associazione ha rappresentato altresì
l'assoluta necessità di realizzare in tempi brevi la riforma della giustizia
di pace, anche alla luce dei recenti provvedimenti legislativi che hanno
previsto l'aumento di competenza per valore nel settore civile e
l'attribuzione del reato di clandestinità in quello penale e che
rappresentano un ulteriore riconoscimento della
altissima professionalità acquisita dai magistrati di pace”.
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18 gennaio 2011
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COMUNICATO
DELL’ASSOCIAZIONE
INCONTRI DI UNA DELEGAZIONE ANGdP CON
ESPONENTI ISTITUZIONALI A ROMA
INCONTRI DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE PER LA
CONTINUITA’ DEGLI INCARICHI
Il Presidente
Vincenzo Crasto: “Una delegazione dell’Associazione Nazionale Giudici di Pace composta
dal Presidente Crasto e dal vicepresidente Di
Girolamo ha avuto una serie di incontri nella
giornata di oggi. In specie è stata ricevuta dal
Sen. Filippo Berselli Presidente della Commissione Giustizia, dall’On. Robero Rao, Capogruppo UDC in
Commissione Giustizia, dall’On. Paola Pelino Segretario Commissione Lavoro
Pubblico e Privato e dal Sen. Benedetti Valentini,
membro della Commissione Giustizia (…) L’Associazione Nazionale Giudici di
Pace ha chiesto ufficialmente al Governo ed al Parlamento che nella legge di
conversione del decreto cd. milleproroghe o in un
prossimo provvedimento legislativo venga inserita una norma che garantisca la
continuità della funzione dei magistrati di pace al fine di risolvere un problema che ha assunto una
dimensione di portata sociale, con proroghe trimestrali che non danno alcuna
garanzia di serenità e che mortificano la funzione”.
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18 gennaio 2011
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RASSEGNA STAMPA
Italia Oggi
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IN ARRIVO UNA PROROGA PER TUTTI I GIUDICI DI PACE
“In base a quanto comunica Angdp il
sottosegretario Caliendo ha garantito che saranno «certamente
prorogati tutti i giudici di pace in scadenza, dando esplicitamente atto
all'Associazione di aver sollevato il problema dei colleghi che hanno assunto
le funzioni nel 1999, indicandone espressamente il numero in 145». Caliendo
ha inoltre affermato che ai giudici di pace in servizio verranno
garantiti, nella futura riforma della giustizia di pace, ulteriori 3 mandati
quadriennali per un totale di ulteriori 12 anni. Il sottosegretario ha
altresì assicurato alla delegazione, che i coordinatori, a differenza di
quanto ritenuto in precedenza, non saranno magistrati di carriera, ma
continueranno a essere giudici di pace. La delegazione al ministero della
giustizia ha ribadito «che la rinnovabilità
degli incarichi fino a 75 anni è un punto assolutamente irrinunciabile per
una magistratura effettivamente autonoma e indipendente» (…) In attesa dell'entrata in vigore di una legge di
riforma della magistratura di pace, l'Angdp
comunica di aver chiesto al governo un «immediato intervento normativo, da
inserire nel primo provvedimento utile», ad es. in sede di conversione in
legge del decreto milleproroghe (come già avvenuto per i giudici tributari e per i
magistrati minorili) volto alla modifica l'art. 7 della legge istitutiva del
giudice di pace, che preveda la continuità delle funzioni attraverso la rinnovabilità dei mandati. Per l'Angdp «La misura
costituirebbe un'importante apertura del governo e avrebbe l'effetto
immediato di dare ai giudici di pace quella piena serenità necessaria
all'esercizio dell'attività giurisdizionale»”.
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17 gennaio 2011
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COMMISSIONE GIUSTIZIA DELLA CAMERA DEI DEPUTATI
Interrogazione
a risposta immediata in Commissione al Ministro della Giustizia
On. Ria Lorenzo
“conseguentemente a quanto esposto in premessa,
quali iniziative intenda prendere per dare seguito all’impegno assunto con il
suddetto ordine del giorno;
se non ritenga di poter
intervenire a modifica del suddetto art. 7 della legge 21 novembre 1991, n.
374, anche in sede di approvazione del decreto-legge n. 225 del 2010, recante
proroga di termini previsti da disposizioni legislative, ora in discussione
al Senato, al fine di garantire da subito la rinnovabilità
degli incarichi dei giudici di pace, posto che questo intervento
normativo eviterebbe la dispersione di professionalità formatesi in decenni
di esercizio della giurisdizione e non comporterebbe costi aggiuntivi a
carico dello Stato per l’espletamento delle procedure di concorso e per la
lunga e necessaria formazione dei nuovi assunti”.
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14 gennaio 2011
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COMUNICATO
DELL’ASSOCIAZIONE
INCONTRO DI UNA DELEGAZIONE ANGdP AL
MINISTERO
L’ASSOCIAZIONE CHIEDE LA CONTINUITà per tutti i
giudici di pace in servizio
Il Presidente Vincenzo Crasto:
“Abbiamo incontrato il
sottosegretario svariate volte in questi ultimi mesi al fine di tenere in
piedi un dialogo ed evitare chiusure pregiudizievoli da parte del ministero. Il sottosegretario Caliendo
ha assicurato che saranno certamente prorogati tutti i giudici di pace in
scadenza, dando esplicitamente atto all’Associazione di aver sollevato il
problema dei colleghi che hanno assunto le funzioni nel 1999, indicandone
espressamente il numero in 145 (…).In attesa
dell’entrata in vigore di una legge di riforma della magistratura di pace,
abbiamo chiesto al governo un immediato intervento normativo, da inserire nel
primo provvedimento utile, ad es. in sede di conversione in legge del decreto
milleproroghe (come già avvenuto per i giudici
tributari e per i magistrati minorili) volto quantomeno alla modifica l’art.
7 della legge istitutiva del Giudice di Pace, che preveda la continuità delle
funzioni attraverso la rinnovabilità dei mandati. Lo abbiamo già chiesto alle forze parlamentari nei ripetuti incontri
con il Sen. Berselli, presidente della commissione giustizia del Senato,
l’On. Rao capogruppo in commissione giustizia
dell’UDC, l’On. Andrea Orlando, responsabile giustizia del PD, con l’On.
Gioacchino Alfano, capogruppo PDL in commissione Bilancio, il Sen. Delogu, membro della commissione giustizia, l’On. Paola
Pelino solo per citarne alcuni tra molti. La misura costituirebbe
un’importante apertura del governo ed avrebbe
l’effetto immediato di dare ai giudici di pace quella piena serenità
necessaria all’esercizio dell’attività giurisdizionale”.
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08 gennaio 2011
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COMUNICATO
DELL’ASSOCIAZIONE
UN’ASTENSIONE SOLITARIA E NON MOTIVATA DANNEGGIA I
MAGISTRATI DI PACE
La Presidenza dell’Associazione: “Allo stato il
ministero non ha presentato al Consiglio dei Ministri alcun disegno di legge. Un’Associazione di magistrati non può prendere
una decisione così grave per il Paese sulla base unicamente di non meglio
chiarite voci di corridoio sul contenuto di un progetto ministeriale.
Un’astensione che si basa su semplici voci, tra l’altro per un così lungo periodo di tempo, fa sì i cittadini non comprendano il
motivo per cui la magistratura di pace arrechi loro così gravi disagi ed avrà
cona unica grave conseguenza quella di dare
l’immagine di una categoria di giudici che non hanno il senso dell’alta
funzione giudiziaria che vengono a svolgere. Altresì non motivata è la
decisione di astenersi sulla base del contenuto del decreto c.d. “milleproroghe”. Nel predetto
provvedimento è stata inserita la proroga fino al 30.03.2011 ma nel medesimo
provvedimento è altresì previsto che la proroga ulteriore
verrà stabilita con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri al
31.12.2011. Certamente
l’Associazione non sarà inattiva al riguardo e verranno
contattate le forze politiche e le rappresentanze governative per far sì che
tale proroga venga correttamente attuata, così come, del resto, è stato fatto
l’anno scorso. Una non motivata decisione di astenersi dallo svolgimento di
una pubblica funzione non produrrà alcun risultato che quello di irrigidire
le posizioni dei vari interlocutori politici e quindi di danneggiare di fatto gli interessi dei magistrati di pace che si dice
di voler difendere, oltre che ledere l’immagine della magistratura (…). Chiediamo al Parlamento un intervento legislativo a
modifica dell’art. 7 della L. 374/91, nel senso
della previsione della rinnovabilità dei mandati e
questo non solo a tutela dei diritti dei magistrati di pace ma anche a tutela
dell’autonomia della magistratura perché in nessuno Stato democratico un
magistrato che svolge una funzione giudiziaria in via esclusiva, come quella
della magistratura di pace, è subordinato nella durata del suo incarico ad un
provvedimento discrezionale dell’esecutivo”.
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30 dicembre 2010
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PUBBLICATO IN GAZZETTA UFFICIALE SERIE GENERALE N. 303 DEL 29 DICEMBRE
2010 IL DECRETO LEGGE 29 DICEMBRE 2010 n. 225 - MILLEPROROGHE
PROROGA DEI GIUDICI DI PACE IN SCADENZA
La Presidenza: “E’ stata disposta la proroga dei Giudici di Pace il cui mandato è in
scadenza il 31.12.2010 e dei Giudici di Pace il cui mandato scade entro il 15.03.2010 sino al 31.03.2011
(articolo 1 comma 1). Con Decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri verrà disposta l’ulteriore
proroga sino al 31.12.2011 (articolo 1 comma 2). Il riferimento
ai Giudici di Pace ed ai Giudici Onorari è contenuto
nell’allegato n. 1 pagina 8 alla voce: ’31 dicembre 2010: articolo 245
comma 1 del decreto legislativo 19 febbraio 1998 n. 51; articolo 1 comma 2
del decreto-legge 29 dicembre 2009 n. 193, convertito con modificazioni dalla
legge 22 febbraio 2010 n. 24’ ”.
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17 dicembre 2010
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COMUNICATO
DELL’ASSOCIAZIONE
LE FORZE POLITICHE DI
MAGGIORANZA ED OPPOSIZIONE FAVOREVOLI ALLA CONTINUITA’ DELLA MAGISTRATURA DI PACE ED ONORARIA
Nel convegno svoltosi ad Aversa si è affermato il
fronte politico antiprecariato
La Presidenza dell’Associazione: “Il Senatore Filippo Berselli, il quale ha presentato una
proposta di legge delega che prevede la continuità ed
una copertura previdenziale, ha
sostenuto la necessità di superare al più presto la condizione di precariato ormai inaccettabile per i
magistrati. L’Onorevole Andrea Orlando (PD) ha
affermato la necessità di
risolvere da subito, in maniera autonoma, il problema del precariato, con una norma ad hoc, a
fronte delle difficoltà di una grande riforma da approvare in Parlamento. L’Onorevole
Roberto Rao, Capogruppo UDC in commissione giustizia
della Camera, nell’intervento fatto pervenire, ha sottolineato che lo stato di
precarietà dei magistrati di pace ed onorari non è giustificata dalla qualità
del servizio che sempre più viene fornito con un alto livello di professionalità. Il Presidente
Crasto ha dato atto della serietà
dell’impegno assunto dalle forze politiche ed ha rivolto un appello al Parlamento al fine di approvare al più presto,
quanto meno una norma antiprecariato, che preveda la
continuità, dando finalmente la necessaria serenità ai magistrati”.
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16 dicembre 2010
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RASSEGNA STAMPA
Italia Oggi
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in un convegno a bologna il punto sui futuri
scenari della magistratura di pace
gdp, c’è un fronte antiprecariato
anm e oua favorevoli alla stabilizzazione dei
giudici
Il Presidente Vincenzo Crasto:
“Ciononostante
via Arenula intenderebbe riproporre
un testo assolutamente antistorico che avrebbe quale unico e prevedibile
esito di affossare definitivamente la giustizia nel nostro Paese. Francamente
siamo sconcertati. È possibile riformare la
giustizia contro i magistrati? Ciò è ovviamente inconcepibile, ma è quel che
si vorrebbe fare con una riforma che è palesemente contro la magistratura di pace e che danneggia innanzitutto i cittadini. E' unanimemente riconosciuto che la giustizia di pace attualmente garantisce efficienza, tempi brevi
nell'adozione dei provvedimenti e qualità della giustizia. Con quella che
possiamo definire una «controriforma» tale quadro
verrebbe distrutto. Il disegno di legge governativo è altresì palesemente
incostituzionale, in quanto priva il giudice di pace
di autonomia ed indipendenza”.
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13 dicembre 2010
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COMUNICATO
DELL’ASSOCIAZIONE
L’Associazione Nazionale Giudici di Pace ha presentato ufficialmente la propria proposta di legge
ANM, OUA E FORZE POLITICHE
FAVOREVOLI AL SUPERAMENTO DEL PRECARIATO
Nel convegno svoltosi a Bologna il 9
dicembre scorso sono stati conseguiti risultati fondamentali per il futuro
della magistratura di pace
La Presidenza dell’Associazione: “Il Presidente Vincenzo Crasto ha rivendicato il rispetto
dei diritti costituzionali, l’autonomia e l’indipendenza della magistratura
nel suo complesso ed ha rinnovato le critiche
per un lavoro a cottimo e per un mandato che viene prorogato di
anno in anno ed ha lamentato la scandalosa carenza di qualsivoglia
trattamento previdenziale ed assistenziale, in primis dei diritti della
legati alla maternità. Il Presidente
Luca Palamara si è detto
convinto della necessità di affrontare i problemi dei magistrati 'laici' come
''un problema di tutti'' ed ha sottolineato che cio' aiuterebbe anche a ''uscire dalla logica
emergenziale dei problemi della giustizia''. Ha altresì affermato la necessità di superare la
condizione di un precariato ormai inaccettabile per i magistrati”.
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13 dicembre 2010
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RASSEGNA STAMPA
IL DENARO
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GIUDICI LAICI, L’OUA: ORDINAMENTO UNIFICATO
La proposta dell'Oua è
stata presentata giovedì dal presidente dell'Organismo unitario, Maurizio de Tilla, a Bologna nel corso di un convegno organizzato
dalla Giunta distrettuale dell'Associazione nazionale
magistrati e dall'Associazione nazionale giudici di pace sul tema:
"Il contributo della magistratura onoraria al servizio giustizia:quale
futuro?".
La Presidenza OUA: “Secondo l'Oua, dunque, occorre
mettere mano a una riforma orientata su una serie di capisaldi: anzitutto
bisogna "garantire - sostiene de Tilla - la
pari dignità tra la magistratura togata e la magistratura onoraria,
accentuandone l'indipendenza e l'autonomia". Reclutamento. Quanto al
problema del reclutamento l'Oua suggerisce di
selezionare l'accesso anche con esami a concorsi o corsi abilitanti e di
affidare ai Consigli giudiziari e ai Consigli dell'Ordine degli avvocati
tanto la formazione quanto l'aggiornamento permanente. La proposta Oua ribadisce anche l'esigenza
di prevedere un rigoroso sistema "di incompatibilità assoluta", che
trovi un contraltare in misure per "assicurare ai magistrati onorari un
adeguato trattamento economico e previdenziale", il tutto nella prospettiva di
"eliminare la natura precaria della funzione e risolvere il problema
della stabilizzazione almeno parziale della magistratura onoraria". Altro fronte delicato è
quello della vigilanza: l'Oua a questo proposito
suggerisce di istituire un organismo di controllo etico con articolazioni territoriali
che sia composto da avvocati designati dagli
organismi di autogoverno forense e dalla magistratura togata. La parola è ora al legislatore”.
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02 dicembre 2010
18 novembre 2010
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2° SALONE DELLA
GIUSTIZIA
FIERA DI
RIMINI
02 DICEMBRE 2010
IL PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE VINCENZO CRASTO INTERVIENE AL CONVEGNO
ORGANIZZATO DALL’OUA
VERSO UNA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA
L’avvocato soggetto costituzionale
Il patto per la giustizia
Il giudice laico
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COMUNICATO
DELL’ASSOCIAZIONE
L’ASSOCIAZIONE NAZIONALE INCONTRA IL PRESIDENTE DELLA
CASSA FORENSE
Il Vice Presidente Di Foggia: “La discussione ha investito
l’annosa questione del più volte richiesto
intervento del Legislatore in ordine alla possibilità di equiparare ai fini previdenziali l’indennità percepita
quale Giudice di Pace al reddito professionale e di ritenere validi gli
anni nei quali i colleghi Giudici di Pace iscritti alla Cassa hanno versato i
soli minimi contributivi.
La delegazione, sottolineando ancora una
volta la drammatica posizione dei Giudici di Pace iscritti alla Cassa, che
rischiano la cancellazione, vanificando così i versamenti effettuati, ha
chiesto uno specifico intervento in merito. Il Presidente Ubertini si è impegnato a portare la questione al
prossimo comitato dei delegati che si terrà il giorno 16 dicembre,
impegnandosi, nel contempo a trovare una soluzione.”.
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19 novembre 2010
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COMUNICATO DELL’ASSOCIAZIONE
IL PARLAMENTO RISPONDE ALLA MAGISTRATURA DI
PACE
Il Presidente Crasto: “Ieri sulle colonne di Italia Oggi
abbiamo chiesto alle forze politiche parlamentari di affrontare la questione
della riforma della magistratura onoraria e di pace. Nella giornata
di oggi gli onorevoli Roberto Rao e Lorenzo Ria
hanno presentato un ordine del giorno, che recepisce
le nostre principali istanze e che di seguito riportiamo. L’ordine del giorno è stato accolto dal governo in
sede di approvazione della legge di stabilità. L’Associazione ne esigerà il puntuale rispetto dal
governo che ha assunto un impegno in molteplici occasioni pubbliche, dinanzi
al Parlamento e con la magistratura associata e quindi dinanzi al Paese”.
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18 novembre 2010
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RASSEGNA
STAMPA
Italia Oggi
mese di agosto
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Nel 2011 scadono circa mille mandati. Occhi della
categoria puntati sul milleproroghe
APPELLO ALLE FORZE PARLAMENTARI
SOLUZIONI STRUTTURALI PER LE ATTRIBUZIONI DEI
GIUDICI DI PACE
Il Presidente Vincenzo Crasto:
“La scorsa settimana siamo stati ricevuti dal sottosegretario
Caliendo e dal capo dell'Ufficio legislativo del
ministero della Giustizia, Iannini ai quale abbiamo chiesto un intervento urgentissimo, ad es. nel
cosiddetto decreto milleproroghe, atteso che già dal 2011 circa mille giudici di pace
dovranno lasciare l'incarico (scadono i mandati dei magistrati già prorogati
quest'anno e di quelli immessi nelle funzioni nel 1999)”-“Riteniamo che si sia trattato di un
grave errore da parte dell'esecutivo, che aveva un'ottima base di partenza: la proposta di legge presentata nella passata
legislatura anche dall'allora onorevole Alfano e da noi valutata
positivamente, in quanto prevedeva la continuità per i magistrati di
pace, attraverso il rinnovo
quadriennale dei mandati ed una copertura previdenziale. Prendendo le
mosse da tale progetto di legge, abbiamo presentato una proposta di legge
molto apprezzata dalle forze politiche e dagli operatori del diritto, che
prevede peraltro coperture economiche adeguate, effetto di una
razionalizzazione dell'organizzazione degli uffici del giudice di pace”.
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09
novembre 2010
05
novembre 2010
28
ottobre 2010
22
ottobre 2010
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RESCONTO DELL’ATTIVITA DELLA PRESIDENZA
L’ASSOCIAZIONE INCONTRA IL SOTTOSEGRETARIO CALIENDO
E IL CAPO DELL’UFFICIO LEGISLATIVO IANNINI: E’ NECESSARIO PROROGARE TUTTI I
MAGISTRATI IN SCADENZA
Il Presidente Crasto: “La presidenza dell’Associazione ha
posto il problema della prossima decadenza di circa 1000 magistrati di pace,
alcuni dei quali (i primi giudici di pace in servizio nel 1995) già in regime
di proroga ed altri (i magistrati immessi nelle
funzioni nel 1999) alla scadenza dei tre mandati quadriennali nel 2011 ed ha sollecitato un intervento urgente da
inserire ad es. nel decreto cd. milleproroghe in
favore dei colleghi in scadenza. L’incontro, franco e costruttivo,
si è rivelato fondamentale al fine di risolvere una problematica vitale per
la giustizia di pace. Abbiamo altresì affrontato il tema della proposta di
legge presentata dall’Associazione e ribadito che la
riforma non può prescindere dalla previsione della continuità, attraverso
mandati plurimi e di una copertura previdenziale”.
L’ASSOCIAZIONE INCONTRA L’ON RAO, COMPONENTE
DELLA COMMISSIONE GIUSTIZIA DELLA CAMERA
Il Presidente Crasto: “In particolare il Presidente Crasto e il Vice Presidente Di Girolano
hanno sollecitato un intervento che preveda la rinnovabilità degli incarichi per tutti i giudici di pace
ritenendo gravemente lesivo dell’autonomia della magistratura, oltre che un
pericoloso precedente, forse unico in Europa, che dei magistrati, titolari
delle funzioni giudiziarie ordinarie, siano
rinnovati di anno in anno con un provvedimento governativo meramente
discrezionale. L’On. Rao ha mostrato, oltre ad una completa conoscenza delle
problematiche della magistratura di pace, una piena disponibilità a creare
una sinergia a livello politico affinché si possa intervenire a livello
legislativo nel senso della rinnovabilità dei
mandati”.
L’ASSOCIAZIONE INCONTRA IL PRESIDENTE DELLA
COMMISSIONE GIUSTIZIA SEN. FILIPPO BERSELLI
Il Presidente Crasto: “L’Associazione Nazionale Giudici di
Pace ha incontrato al Senato il Presidente della Commisione
Giustizia Sen. Filippo Berselli. Abbiamo ringraziato Berselli per aver proposto un
disegno di legge di riforma della magistratura di pace che offre una
soluzione apprezzabile alle questioni fondamentali da noi poste, prevedendo
la continuità dei mandati e una copertura previdenziale ed
assistenziale affrontati e le delegazioni hanno stabilito di incontrarsi
nuovamente a breve. Abbiamo però
evidenziato che la legislatura, secondo i migliori analisti politici, non
sembra avere vita lunga. Pertanto l’Associazione ha chiesto ufficialmente che
venga calendarizzaro al più presto il disegno di
legge, che affronta una questione che ha assunto particolare rilievo sociale. Il problema è reale, in quanto dal 2011, in caso di mancanza di un
provvedimento ad hoc, circa 1.000 Giudici di Pace dovranno lasciare
l’incarico, con l’impossibilità di essere sostituiti, atteso che le procedure
concorsuali sono ferme e ciò avrà come conseguenza il rischio di paralisi di una
giustizia efficiente”.
L’ASSOCIAZIONE INCONTRA IL RESPONSABILE GIUSTIZIA
DEL PARTITO DEMOCRATICO ON. ORLANDO E L’ON MELIS.
INIZIA UN CONFRONTO SERIO E COSTRUTTIVO
Il Presidente Crasto: “Il problema è reale e richiede una soluzione in tempi
brevi: invero già dal 2011, in caso di mancanza di un provvedimento ad hoc,
ben 800 Giudici di Pace dovranno lasciare l’incarico, con l’impossibilità di
essere sostituiti. L’Associazione ha chiesto pertanto un intervento normativo che in tempi
celeri modifichi l’art. 7 della legge istitutiva del
giudice di pace, prevedendo da subito la rinnovabilità
dei mandati. Giudichiamo l’incontro serio e costruttivo. Gli onorevoli Orlando e Melis hanno dimostrato notevole interesse per i temi
affrontati e le delegazioni hanno stabilito di incontrarsi nuovamente a breve”.
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CONVEGNO
09 dicembre 2010
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ANM Associazione Nazionale
Associazione Nazionale
Magistrati Giudici di Pace
Giunta Distrettuale “La giustizia al
servizio del cittadino”
Emilia Romagna ___________
Associazione
Regionale
Giudici di Pace Emilia Romagna
IL CONTRIBUTO DELLA MAGISTRATURA ONORARIA AL
SERVIZIO GIUSTIZIA: QUALE FUTURO?
BOLOGNA
– ORATORIO DEI FILIPPINI – VIA MANZONI 5
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05
ottobre 2010
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COMMISSIONE GIUSTIZIA DELLA CAMERA DEI DEPUTATI
Risposta in
Commissione del Ministero della Giustizia
Il
Sottosegretario Caliendo: “In questo
contesto si stanno valutando tutte le opzioni possibili per consentire
all'Amministrazione della giustizia di continuare ad avvalersi della
professionalità maturata da parte di coloro che hanno già svolto le funzioni
di giudice di pace, compatibilmente con la necessità di rispettare i limiti
di età già previsti dalla legge ed il carattere onorario e temporaneo delle
funzioni giudiziarie. Quanto alla possibilità di assicurare una copertura
previdenziale ed assistenziale, segnalo che anche
rispetto a questo fondamentale argomento è in corso uno studio sulle
probabili soluzioni perseguibili. Non a caso, infatti, sono stati già avviati
contatti con il Ministero dell'economia al fine di verificare l'entità dei
relativi costi”
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04
ottobre 2010
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COMMISSIONE GIUSTIZIA DELLA CAMERA DEI DEPUTATI
Interrogazione
a risposta immediata in Commissione al Ministro della Giustizia
On. Rao Roberto e On. Ria Lorenzo (n. 5-03529)
“lo Stato si avvale di giovani e attrezzati professionisti
(per lo più avvocati o ex giudici onorari di tribunale) per i quali il
compenso percepito per l'attività di magistrato costituisce l'unico reddito;
non è accettabile che un Paese che vanta una lunga tradizione di civiltà del
lavoro lasci i magistrati di pace senza le più elementari tutele
costituzionalmente riconosciute:
se non intenda accelerare il più possibile i tempi di una riforma (che il
Governo si era impegnato ad approvare entro l'estate) - di fondamentale
rilievo anche sotto il profilo sociale - che possa garantire la rinnovabilità dei mandati sino al compimento dei 75 anni di età, nonché un'adeguata copertura previdenziale
ed assistenziale da estendere anche alle lavoratrici madri”
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16
settembre 2010
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RASSEGNA STAMPA
Italia Oggi mese
di settembre
I gIUdICI: La riforma s’ha da fare.
l’angdp chiede alle istituzioni di
Fare il massimo per accelerare sul riordino della giustizia di Pace.
Il Presidente Vincenzo Crasto
RINNOVABILITA’ DEGLI INCARICHI
“La riforma
eviterebbe la dispersione di professionalità formatesi in decenni di
esercizio della giurisdizione e determinerebbe un notevole risparmio di spesa
per lo Stato, in quanto il reiterato avvicendamento dei magistrati
costerebbe allo Stato svariati milioni di euro per l'espletamento delle
procedure di concorso e per la lunga e necessaria formazione dei nuovi
assunti. La riforma ha dei precedenti autorevoli: per i
magistrati tributari e per i magistrati onorari del
tribunale per i minorenni il rapporto a tempo determinato è stato di recente
trasformato in rapporto a tempo indeterminato. Neppure i conciliatori, precursori nel nostro
ordinamento dei giudici di pace, avevano limiti di durata temporale. Peraltro la magistratura di pace associata accetta la sfida della
semplice rinnovabilità del mandato”.
AUTONOMIA ED
INDIPENDENZA DELLA FUNZIONE DI GIUDICE DI PACE: L’UNIFICAZIONE DELLE CATEGORIE E’
INCOSTITUZIONALE.
“La
magistratura di pace associata rivendica con forza la propria autonomia e
indipendenza. È necessario mantenere due distinti status per la magistratura di pace
e la magistratura onoraria di tribunale,
salvaguardando le competenze esercitate in via esclusiva del giudice di pace. Riteniamo
auspicabile un collegamento tra le due diverse categorie, nel senso di
rendere le funzioni svolte quale magistrato onorario di tribunale titolo di
preferenza per l'accesso al concorso di giudice di pace. L'unificazione delle medesime non è
compatibile con la Carta costituzionale, stante la diversità delle funzioni
esercitate, ovvero una giurisdizione esclusiva per i
giudici di pace a fronte di un rapporto di vicarietà
con il giudice di carriera per i magistrati onorari di tribunale. Palesi
sono i rischi di incostituzionalità essendo il
tribunale giudice dell'appello rispetto al giudice di pace. Le nostre
proposte sono state recentemente sottoposte al guardasigilli sotto forma di
articolato, ma è necessario che governo e Parlamento
accelerino il più possibile i tempi della riforma”.
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14
settembre 2010
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Il Presidente Vincenzo Crasto
ha inviato una richiesta di incontro al Ministro
della Giustizia per un immediato intervento normativo nel senso della
continuità degli incarichi
Il Presidente Crasto: “In
attesa dell’approvazione del disegno di legge, chiediamo al governo un immediato
intervento normativo volto quantomeno alla modifica l’art. 7
della legge istitutiva del Giudice di pace, prevendo
la rinnovabilità dei mandati, molti dei quali in scadenza nei
prossimi mesi. La magistratura di pace associata rivendica la propria
autonomia ed indipendenza e tra i punti non
rinunciabili della riforma individua la necessaria distinzione tra le
figure dei magistrati di pace e dei magistrati onorari di tribunale. L’unificazione delle medesime non
è compatibile con la Carta costituzionale, stante la diversità delle funzioni
esercitate, ovvero una giurisdizione esclusiva per i
giudici di pace a fronte di un rapporto di vicarietà
con il giudice di carriera per i magistrati onorari di tribunale”.
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04
settembre 2010
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RASSEGNA STAMPA
Italia Oggi mese
di agosto
IL MINISTERO NON E’ RIUScito a centrare LA SCADENZA
DELLA PAUSA ESTIVA.
GIUDICI DI PACE: RIFORMA
RINVIATA. AL LAVORO FINO A 75 anni con ADEGUATE TUTELE PREVIDENZIALI
Il Presidente Vincenzo Crasto:
“Una ulteriore razionalizzazione delle risorse potrebbe
derivare dagli accorpamenti dei microuffici giudiziari, ovvero di quegli
uffici che trattano meno di 100 procedimenti
annui, che potrebbero facilmente essere inglobati negli uffici
rispettivamente viciniori. La stessa rinnovabilità
dei mandati rappresenta una razionalizzazione del sistema, impedendo il turn over di tutti i magistrati e con esso un enorme spreco di
professionalità e di danaro pubblico per
l’espletamento dei concorsi e per la formazione dei nuovi assunti. Tale previsione è perfettamente compatibile con il
nostro ordinamento giuridico: i giudici tributari (giudici speciali ed onorari) hanno goduto della trasformazione di un
rapporto a tempo determinato in uno a tempo indeterminato tout court (decreto
fiscale collegato alla finanziaria 2006) ed il recente dl sulla funzionalità
del sistema giudiziario ha previsto il rapporto a tempo indeterminato per i
magistrati onorari del tribunale per i minorenni. Lo stesso
conciliatore, lontano progenitore nel nostro ordinamento del giudice di pace,
non aveva limiti di durata temporale”.
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03
settembre 2010
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COMUNICATO DELLA
PRESIDENZA DELL’ASSOCIAZIONE
CONVOCAZIONE DIRETTIVO CENTRALE, GIUNTA ESECUTIVA,
COLLEGI DEI PROBI VIRI E REVISORI DEI CONTI A ROMA IL 26-26 SETTEMBRE 2010
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13
luglio 2010
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RASSEGNA STAMPA
Italia Oggi
GIUSTIZIA LENTA, ecco la soluzione.
La chiave nell’aumento delle competenze del giudice
di Pace
Il Presidente Vincenzo Crasto: “Le varie riforme che si sono
succedute negli anni dimostrano che le scorciatoie non producono risultati
apprezzabili. La soluzione
definitiva al problema della lentezza dei processi è semplicissima,
ragionevole e sotto gli occhi di tutti: estendere la
competenza civile del giudice di pace. I magistrati di pace si rendono disponibili ad un ulteriore sforzo nell'interesse del Paese.
Proponiamo al governo di aumentare la competenza per valore del giudice di
pace fino a 50.000 euro e di attribuire a tale magistrato competenze
pressoché esclusive in materia condominiale, di separazione consensuale e di
esecuzione forzata mobiliare. Inoltre, come è già avvenuto in passato, i
processi relativi a tali materie, pendenti in tribunale alla data
dell'entrata in vigore della norma, dovranno essere attribuiti al magistrato
di pace per il prosieguo, deflazionando di oneri enormi i tribunali. In passato ciò è già avvenuto e processi che precedentemente duravano anche più di un lustro sono stati
celebrati in pochi mesi. Ciò è spiegabile, oltre che con l'abnegazione dei
magistrati di pace, anche per l'agilità del rito delineato dal legislatore
che consente al giudice di tagliar corto con le attività dilatorie e di concludere il processo anche in un'unica udienza. Nella
prassi in media la causa viene rinviata solo per un
paio di udienze e si conclude quasi sempre entro l'anno, in media in 340
giorni”.
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13
luglio 2010
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RASSEGNA STAMPA
Italia Oggi
MEDIAZIONE: stop per i procedimenti di competenza del giudice di
pace
Il comunicato dell’Associazione
Nazionale: “Il Giudice di Pace è il giudice della conciliazione
previsto dal legislatore. Il processo di conciliazione in
sede non contenziosa è infatti disciplinato
espressamente dall'art. 322 del codice di procedura civile, che prevede la
facoltà per il cittadino con costi irrisori e con la possibilità di avvalersi
dell'ausilio di un difensore, di adire il giudice di pace per tentare la
conciliazione. La mediazione di cui al dlgs 28/10
costituisce pertanto un procedimento parallelo alla conciliazione codicistica, con notevoli problemi di coordinamento tra
gli istituti. L'Associazione
Nazionale Giudici di Pace solleva altresì forti dubbi di costituzionalità per
la violazione dell'art. 3 della Costituzione del d.lgs 28/10, in quanto istitutivo di un procedimento di
conciliazione in contrasto con quello previsto
dal codice di procedura civile, al di fuori del processo e senza la
mediazione di un magistrato, impedendo così ai cittadini di avvalersi del
rimedio codicistico di cui all'art. 322 c.p.c., caratterizzato da minori costi e maggiori
garanzie di autonomia, indipendenza e terzietà”.
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25
giugno 2010
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RASSEGNA STAMPA
Italia Oggi
L’Associazione Nazionale Giudici di Pace chiede al governo di
escludere la mediazione per i procedimenti di
competenza del Giudice di Pace
Il Presidente Vincenzo Crasto:
“L’Associazione
Nazionale Giudici di Pace, la principale organizzazione dei Giudici di Pace denuncia con una nota che la mediazione finalizzata alla
conciliazione delle controversie civili e commerciali, previste ai sensi del’ D.lgs. 28/10 anche per le cause di competenza dei
Giudici di Pace è inutile e dannosa per i cittadini. L’associazione chiede al Governo
di intervenire proponendo una norma che escluda
quantomeno la mediazione obbligatoria in relazione alle
cause di competenza del giudice di pace, poiché in contraddizione con l’oralità, la
concentrazione e l’immediatezza del giudizio che il rito di questo magistrato
storicamente ha realizzato e per l’incostituzionalità della norma”.
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17
giugno 2010
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RASSEGNA STAMPA
Italia Oggi
CONTINUITA’ AI giudici di
pace
DAL SOTTOSEGRETARIO CALIENDO UN IMPEGNO CHIARO NEI
CONFRONTI DELLA MAGISTRATURA
Il Presidente Vincenzo Crasto:
“In occasione dell'incontro presso
il ministero della Giustizia del 26 maggio scorso, l'esecutivo, attraverso il sottosegretario alla Giustizia Caliendo, ha assunto per la prima volta un impegno chiaro nei
confronti della magistratura di pace: la riforma stabilirà per i magistrati
in servizio la rinnovabilità dei mandati sino al compimento dei 65-70
anni di età, e garantirà almeno un mandato quadriennale per i giudici che
superino i predetti limiti di età, in modo tale da consentire loro di
esercitare le funzioni sino ai 75 anni. Il governo ha assicurato, altresì,
che la riforma conterrà una copertura
previdenziale, ipotizzando una partecipazione
forfettaria del ministero al pagamento dei contributi. Una buona notizia è giunta per i
magistrati in scadenza di
mandato al 31 dicembre 2010: se il disegno di legge non dovesse essere
approvato per tale data questi saranno nuovamente
prorogati, come è già avvenuto con il recente dl sulla funzionalità del
sistema giudiziario. Il ministero della Giustizia si è
impegnato a presentare la riforma prima della pausa estiva. (…) In attesa
dell'approvazione del disegno di legge (per la quale, per stessa
ammissione del ministro Alfano, si prevedono tempi lunghi), abbiamo chiesto al governo un immediato
intervento normativo volto alla modifica l'art. 7 della legge istitutiva del
giudice di pace, consentendo da subito la rinnovabilità
degli incarichi. In tal modo si assicurerebbe la necessaria serenità a cui tutti i magistrati hanno diritto per poter svolgere
al meglio le proprie funzioni”.
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09
giugno 2010
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LETTERA DI RISPOSTA DEL PRESIDENTE EMERITO CERSOSIMO AD UN
ARTICOLO PUBBLICATO SU “LA STAMPA”
Il Presidente Emerito Francesco Cersosimo:
“Egregio direttore, con riferimento all’intervista al legale fiduciario di
Fondiaria Sai dal titolo “I furbetti giocano con il colpo di frusta”, mi consenta di esprimere un fermo dissenso, relativamente alla parte in cui tenta maldestramente di
coinvolgere i giudici di pace con espressioni calunniose per l’intera
categoria (…) Ecco trovati i veri colpevoli
nell’ordine: i Napoletani, “molti avvocati ed anche una parte dei giudici di
pace”. Ed il sen. Elio Lannutti,
presidente Adusbef, che afferma: “Finalmente l’ISVAP si è accorta
dei furti legalizzati perpetrati dalle
assicurazioni alle famiglie italiane”, che figura ci fa ? Al
di là del tono scherzoso, vorrei chiarire ai lettori de La Stampa che
il cd colpo di frusta è accertato in giudizio da un consulente tecnico
d’ufficio sulla persona del danneggiato ed alla presenza del medico,
consulente di parte assicuratrice; che il colpo di frusta
si valuta con oggettività scientifica e che, se esistente, comporta una
invalidità da micro permanente che non supera il due per cento, per come è
riportato in tutti i manuali di medicina legale; che il danno morale, se riconosciuto, è liquidato come
da dottrina e da giurisprudenza della Cassazione; che le società di
assicurazione si costituiscono in giudizio con valenti avvocati in grado di
controbattere i testi reticenti o falsi, e denunciarli se del caso; infine i
magistrati di pace emettono una sentenza, sulla base di quanto emerge in
causa, secondo le norme del codice civile, di procedura, e delle leggi
speciali sulle assicurazioni che dal 1969 si sono succedute. Ed infine, se insoddisfatti si può appellare in Tribunale
e si può adire la Procura della Repubblica in caso di ventilate truffe. Al riguardo sarebbe utile conoscere il numero degli appelli,
delle denunce e l’esito”.
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03
giugno 2010
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LETTERA DI RISPOSTA DEL PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE AD
UN ARTICOLO PUBBLICATO SU “IL GIORNALE”
Il Presidente Vincenzo Crasto:
“Egregio direttore,ho letto con attenzione gli articoli di Luca Fazzo dal titolo “gli aspiranti giudici? Un esercito di somari” e “Quando il Magistrato di fa aiutare dal
cane” del 29 maggio 2010. In essi si colgono
attacchi gratuiti che minano ingiustificatamente l’autonomia, l'indipendenza,
la dignità e l’onorabilità della funzione giudiziaria. Gli articoli, lungi dall'essere espressione di legittima
critica, sempre consentita, contengono inaccettabili affermazioni di
denigrazione e di delegittimazione della funzione giudiziaria e pertanto devo
chiederLe di pubblicare la presente ai sensi della
legge sulla stampa. Ai magistrati di pace le forze politiche tutte e
l’attuale governo hanno sempre riconosciuto un alto senso dello Stato, pensi
direttore che il mancato adeguamento delle remunerazioni secondo gli indici
ISTAT, previsto dalla legge istitutiva del giudice di pace (ma mai avvenuto
dal 1999 ad oggi) non solo non ha prodotto un solo
sciopero, ma neppure uno stato di agitazione. Un altro dato
fondamentale per comprendere appieno la giustizia di pace è il seguente: i
giudici di pace quando sbagliano pagano e pagano davvero. Invero, risulta evidente
dallo stesso articolo che i magistrati che non rispondono a determinati
standard qualitativi non vengono riconfermati ed addirittura anche quando
viene irrogata la sanzione discipliare della
censura il più volte perdono il lavoro. Converrà egregio direttore che si
tratta di un caso di meritocrazia effettiva più unico che
raro nel nostro Paese. La realtà è
un’altra rispetto a quella che l’articolo pretenderebbe: nell’esercizio delle
funzioni giurisdizionali dimostriamo quotidianamente che anche in Italia è
possibile amministrare una giustizia in maniera efficiente!”.
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27
maggio 2010
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COMUNICATO DELLA PRESIDENZA
DELL’ASSOCIAZIONE
UNA PRIMA APERTURA DEL MINISTERO SULLA RINNOVABILITA’ DEGLI INCARICHI
PER I GIUDICI IN SERVIZIO
Il Presidente Vincenzo Crasto: “Il sottosegretario Caliendo ha
annunciato la presentazione di un nuovo disegno di legge che garantisca ai
giudici di pace in servizio la rinnovabilità degli
incarichi. Diversamente dagli altri incontri
questa volta il governo ha
dichiarato in maniera esplicita che la riforma conterrà la rinnovabilità dei mandati per i giudici di pace in
servizio. Il sottosegretario ha altresì
annunciato che è allo studio la possibilità di prevedere un trattamento
previdenziale, con il contributo parziale dello Stato o, in assenza di
copertura finanziaria, a titolo volontario. Abbiamo conseguito un importante
risultato. Ciò è stato possibile in forza della diuturna e caparbia azione
dell’Associazione Nazionale. In ogni caso non ci
fermeremo e continueremo nella nostra opera volta a perseguire il nostro
principale obiettivo, ovvero la continuità
nell’esercizio delle funzioni”.
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24
maggio 2010
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RASSEGNA STAMPA
Il Sole 24 Ore
Dal Giudice di Pace i
ricorsi on line giocano d’anticipo
giustizia: conclusa la
fase di rodaggio. La pre-iscrizione telematica è
già attiva in oltre 200 uffici
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19
maggio 2010
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COMUNICATO DELLA
PRESIDENZA DELL’ASSOCIAZIONE
IL MINISTRO HA CONVOCATO LE
DELEGAZIONI DELLE ASSOCIAZIONI DELLA MAGISTRATURA DI
PACE ED ONORARIA
La Presidenza dell’Associazione: “L’Associazione
Nazionale ribadirà quello che è il principale punto
non rinunciabile della propria azione sindacale, ovvero la rinnovabilità degli incarichi dei
giudici di pace. L’Associazione Nazionale ha
presentato un ha presentato un progetto di riforma
della giustizia di pace e della magistratura onoraria di tribunale il cui
aspetto qualificante è rappresentato dal riconoscimento della continuità
delle funzioni. Si tratta di un
progetto che l’Associazione Nazionale Giudici di Pace ha condiviso con altre
organizzazioni di giudici di Pace, quali Unità Democratica, la Confederazione
dei Giudici di Pace ed anche con la Federmot, la principale organizzazione dei magistrati di tribunale, secondo
quanto auspicato dallo stesso ministro della Giustizia Alfano nell’ultimo
incontro del 2 marzo scorso. La stabilità delle funzioni è l’obiettivo fondamentale
che la Presidenza dell’Associazione si è prefissato,
non potendo accettare una riforma che preveda un magistrato con funzioni
temporanee. La figura di un giudice
usa e getta oltre ad essere grandemente lesiva dell’onorabilità della
funzione giudiziaria manifesterebbe il totale disinteresse della politica ai
diritti dei cittadini i quali vedrebbero le questioni che interessano il loro
quotidiano affidate da un conciliatore “eternamente
dilettante” e non ad un magistrato professionale”.
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20
maggio 2010
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RASSEGNA
STAMPA
Italia Oggi
UNA Riforma ormai necessaria
Lettera apeRta del Presidente ANGdP Crasto al
ministro della giustizia angelino alfano
Il Presidente Crasto: “L'Associazione nazionale giudici di pace richiede da alcuni anni l'attuazione di una riforma
organica della giustizia di pace il cui aspetto qualificante deve essere il riconoscimento della continuità
delle funzioni. Come avrà potuto constatare la riforma da noi ipotizzata dà al Paese molto
più di quanto non chieda. Del resto il senso dello Stato dei
magistrati di pace è stato spesso apprezzato da Lei e da altri ministri del
governo di cui fa parte. Si tratta di un progetto che l'Associazione
nazionale giudici di pace (la più rappresentativa della categoria) ha
condiviso con altre organizzazioni, secondo quanto da Lei auspicato
nell'ultimo incontro del 2 marzo scorso. Proponiamo soluzioni razionali
e conformi alla Carta costituzionale in ordine allo
status dei magistrati, che peraltro in molti casi determinano risparmi di spesa. I principi ispiratori della proposta sono contenuti
nell'accordo raggiunto dall'intera magistratura di pace associata l'11 marzo
a Napoli e sono stati fatti propri dal recente congresso della nostra
associazione. I punti che
consideriamo irrinunciabili sono la rinnovabilità
dell'incarico sino al 75° anno d'età,
subordinata alla valutazione da parte del competente Consiglio giudiziario e
del CSM e la previsione di una copertura previdenziale e assicurativa.
Rivendichiamo, altresì, la nostra autonomia ed
indipendenza, per cui il nostro progetto
prevede due distinti status rispettivamente per la magistratura di pace e per
la magistratura onoraria di tribunale”
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14
maggio 2010
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L’incontro con
il Ministro della Giustizia è stato spostato al 26 maggio 2010 ore 10.00
Il Sottosegretario di Stato Caliendo: “ Facendo
seguito alla nota del 12 maggio 2010, relativa alla convocazione del 20
maggio 2010, si comunica che, causa la fissazione del Consiglio dei Ministri
cui l’On. Angelino Alfano è chiamato a partecipare,
l’incontro in questione è spostato al 26 maggio 2010 ore 10.00”.
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13
maggio 2010
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Il Ministro
della Giustizia ha convocato le associazioni dei magistrati di pace ed onorari
Il Sottosegretario di Stato Caliendo: “ Facendo seguito all’incontro del 15 marzo il Ministro On.le Angelino Alfano, ha fissato un nuovo incontro per
il giorno 20 maggio 2010 alle 10.00 per potere valutare e discutere
congiuntamente le proposte che codeste Associazioni hanno fatto pervenire.
Auspicando la partecipazione di codeste Associazioni, si resta in attesa di
conferma per poter provvedere ad una adeguata
organizzazione dell’incontro”.
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12
maggio 2010
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Il Presidente Vincenzo Crasto
ha inviato al Ministro della Giustizia il progetto di legge dell’Associazione
Nazionale
Il Presidente Crasto: “ Il nostro è un progetto unitario, in quanto è stato condiviso da altre associazioni di
Giudici di Pace quali “Unità democratica” e la “Confederazione Nazionale dei Giudici di Pace” ed a breve
è attesa l’adesione dalla principale associazione di Got
e Vpo, la “Federmot”, a riprova della qualità dell’articolato. Certi
che Lei saprà riconoscere nello sforzo da noi profuso l’espressione del
nostro tradizionale senso dello Stato, restiamo in
attesa di Sua convocazione al fine di illustrarLe
compiutamente la proposta”.
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12
maggio 2010
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PROGETTO DI
LEGGE SULLA MAGISTRATURA DI PACE ED ONORARIA
APPROVATO DALLA GIUNTA DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE GIUDICI DI PACE
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13
maggio 2010
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RASSEGNA STAMPA:
Italia Oggi
Dal GIudice di Pace Stando a casa. TUTTE le informazioni sullo stato
dei ricORSI E UDIENZE VIA INTERNET.
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08
maggio 2010
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COMUNICATO DELLA
PRESIDENZA DELL’ASSOCIAZIONE
L’ASSOCIAZIONE NAZIONALE HA
PRESENTATO
IL PROGETTO DI RIFORMA SULLA MAGISTRATURA DI
PACE ED ONORARIA
La Presidenza dell’Associazione: “Una delegazione dell’Associazione Nazionale Giudici
di Pace composta dal Presidente Vincenzo Crasto, dal Vice Presidente Nicola di
Foggia e dal Presidente Distrettuale di Salerno Luigi Vingiani da ha presentato oggi il
proprio disegno di legge di riforma della categoria in un incontro con le rappresenzanze della Magistratura di Pace ed Onoraria
nell’ambito degli incontri di concertazione promossi dalla precedente
presidenza Cersosimo. Il punti centrali ed
irrinunciabili del progetto di legge dell’Associazione sono: la previsione di due distinti status per la magistratura di pace e la
magistratura onoraria di tribunale; la rinnovabilità
degli incarichi e l’assoggettamento ad un sistema
previdenziale. L’Associazione Nazionale confida nel
raggiungimento di un’intesa comune tra le categorie di magistrati sul testo
elaborato al fine di presentare al
Ministro un progetto condiviso ed una linea di
azione sindacale comune”.
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09
maggio 2010
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RASSEGNA STAMPA:
Il Sole 24 Ore
GIUDICI Di PACE sul WEB. AL VIA IL NUOVO
SERVIZIO
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04
maggio 2010
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Delibera del
CSM DEL 29.04.2010
Rinnovi dei
Giudici di Pace in scadenza per il prossimo
quadriennio
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26
aprile 2010
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Richiesta di convocazione del Presidente dell’Associazione Vincenzo Crasto
al Ministro della Giustizia
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23
aprile 2010
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DOCUMENTO PROGRAMMATICO DEL
PRESIDENTE VINCENZO CRASTO
APPROVATO DALLA XIV ASSEMBLEA NAZIONALE A ROMA IL 22 - 23
aprile 2010
Il Presidente Crasto: “E’ pacifico che solo
attraverso la continuità nell’incarico, pur con rinnovo quadriennale, si assicura la necessaria autonomia ed indipendenza del
giudice. Il continuo turn over presenta aspetti
esiziali per i cittadini: la dispersione di eccelse professionalità formatesi
in decenni di esercizio delle funzioni e costi enormi per lo Stato per la
formazione dei neoassunti. La continuità è
un punto indefettibile rispetto al quale non siamo disposti a recedere. Si tratta dell’unica condizione che possa garantire
una reale autonomia ed indipendenza della
magistratura, senza le quali, conformemente alla nostra Carta costituzionale,
vengono meno le prerogative che consentono di riconoscere l’esercizio della
giurisdizione”.
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23
aprile 2010
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RELAZIONE DELLA
PRESIDENZA APPROVATA DALLA XIV ASSEMBLEA NAZIONALE A ROMA IL 22 - 23 aprile
2010
La Presidenza dell’Associazione: “Oggi in buona sostanza chiediamo
molto meno di quanto è stato riconosciuto ai magistrati tributari, a cui giustamente e senza colpo ferire è stato conferito
un mandato a vita. Il paragone è calzante in quanto
si tratta di giudici onorari. Inoltre nello stesso provvedimento appena menzionato è stata prevista la rinnovabilità
senza alcun limite dei magistrati onorari del tribunale per i minorenni. Le nostre sono proposte semplici e logiche che consentono un risparmio di spesa per lo Stato, che con il
continuo turn over totale dei magistrati
spenderebbe evidentemente più danaro per formare di volta in volta i nuovi
assunti (sempre che ci sia un interesse alla loro formazione, attesa la loro
estrema transitorietà). Siamo più forti di quello che noi stessi riteniamo:
questa forza ci è data dai risultati raggiunti in
questi anni di esercizio di funzioni giurisdizionali. La giustizia di pace
mostra una straordinaria efficienza: la durata media dei processi innanzi al
Giudice di Pace si mantiene in tempi di gran lunga
inferiori all’anno, il che corrisponde ad un terzo del tempo necessario per
la definizione dei processi innanzi al Tribunale. Un altro punto a favore dei
giudici di pace è costituito dai dati relativi alla
produttività”.
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15
aprile 2010
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RASSEGNA STAMPA:
Italia Oggi
GIUDICI LAICI,
ORGANISMO UNITARIO
ANGdp con
federmot si muove verso un coordinamento
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09
aprile 2010
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COMUNICATO DELLA PRESIDENZA
DELL’ASSOCIAZIONE
CONVOCAZIONE DELLA XIV
ASSEMBLEA NAZIONALE A ROMA IL 22 - 23 aprile 2010
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03
aprile 2010
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Delibera del CSM
DEL 01.04.2010
Rinnovi dei Giudici
di Pace in scadenza per il prossimo quadriennio
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18
marzo 2010
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RASSEGNA
STAMPA: Italia Oggi
UN MESE MEMORABILE PER I GIUDICI. Sciopero, audizione
al quirinale e restyling della riforma
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19
marzo 2010
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Delibera del CSM
DEL 17.03.2010
Rinnovi dei Giudici
di Pace in scadenza per il prossimo quadriennio
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18
marzo 2010
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Delibera del CSM DEL 04.03.2010
Rinnovi dei Giudici di
Pace in scadenza per il prossimo quadriennio
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12
marzo 2010
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Audizione al Quirinale di una
delegazione delle Associazioni dei Giudici di Pace
link al sito della Presidenza della Repubblica
Discorso del Presidente Cersosimo al Capo
dello Stato: “L’Associazione Nazionale Giudici di
Pace fondata nel 1994, ha scelto da sempre di partecipare al più ampio
dibattito sulla Giustizia con moderazione e senso dello Stato, consapevole di
rappresentare dei laici, chiamati a svolgere funzioni giudicanti, che
coinvolgono sempre diritti dei cittadini, che attendono tutela a volte anche
nei confronti di altri organi dello Stato. Per i Giudici di Pace è stato un
anno difficile anche quello decorso, che si va ad assommare purtroppo ai
precedenti, determinando incertezza ed ansia per il
futuro che mette a dura prova la serenità su cui un magistrato dovrebbe
sempre poter contare (...). A fronte dell’apprezzamento
per il lavoro svolto che ci perviene ogni anno nelle relazioni dei Presidenti
delle Corti d’Appello e dello stesso Guardasigilli, in occasione delle
inaugurazioni dell’anno giudiziario per il crescente lavoro svolto, che si
attesta ormai nell’ordine di due milioni di procedimenti (civili e penali),
abbiamo dovuto constatare che non si è messo mano ad
un riconoscimento di uno status che preveda, tra l’altro, una continuità
dell’incarico (attualmente limitato nel tempo),
una retribuzione certa (che metta fine al cottimo), una previdenza
(oggi assente), un’autonomia (messa a dura
prova da alcuni disegni governativi del passato), infine una partecipazione nel
CSM (la cui assenza determina una grave distorsione
nel sistema delle garanzie). La totale mancanza di questi presupposti rende
il giudice laico un precario, in balia degli eventi
e non garantisce la funzione”.
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09
marzo 2010
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COMUNICATO DELL’ASSOCIAZIONE
NAZIONALE GIUDICI DI PACE
SUCCESSO DELLO
SCIOPERO CADUCATO IL DISEGNO DI LEGGE
GOVERNATIVO
Il Presidente Cersosimo: “Obiettivo raggiunto. Il ministro Alfano, dopo avere prorogato i gdp
in scadenza nel 2010
al pari dei got e vpo,
ha RITIRATO il disegno di legge di
“Riforma della Magistratura Onoraria” ed ha invitato tutte le organizzazioni
dei magistrati laici ad un incontro per 7-8 aprile p.v. per arrivare ad una normativa sullo status
condivisa”.
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09
marzo 2010
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COMUNICATO
DELL’ASSOCIAZIONE
INVITO ALLA RIUNIONE DI TUTTE LE RAPPRESENTANZE DEI MAGISTRATI LAICI A ROMA IL
14.03 PER DISCUTERE SU UNA PROPOSTA COMUNE DI
DISEGNO DI RIFORMA
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03
marzo 2010
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COMUNICATO CONGIUNTO
DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE GIUDICI DI PACE e DELLA
FEDERMOT
APERTURA DEL
MINISTRO ALFANO SULLA RIFORMA DELLA MAGISTRATURA ONORARIA E DI PACE
Il Presidente ANGdP Cersosimo ed il Presidente Federmot
Valerio“La forza di uno sciopero unitario, che ha avuto un successo enorme (rilevato
nella misura dell’80% -fonte La Stampa del 02.03.10), il coinvolgimento di
molti parlamentari, la
concordanza di voci, espresse se pure
separatamente da GdP, GOT e VPO, hanno determinato
il ministro Alfano nel ritenere di fatto caducato il
disegno di legge sulla riforma dei giudici onorari e nel richiedere alle
organizzazioni sindacali una proposta di legge condivisa da inoltrare entro dieci-quindici
giorni per pervenire ad un nuovo incontro già indicato per il 7° 8
Aprile p.v.”
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26
febbraio 2010
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COMUNICATO
CONGIUNTO DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE GIUDICI DI
PACE, FEDERMOT E MAGISTRATI ONORARI UNITI
E’ CONFERMATA
L’ASTENSIONE
CONVOCATE LE
RAPPRESENTANZE SINDACALI DAL MINISTRO ALFANO PER IL GIORNO 02
MARZO
L’ANGdP, la Federmot e Mag.On.Uniti:“pur apprezzando l’apertura
ministeriale, che giunge dopo mesi di iniziative e convegni con il
sottosegretario, deputati e senatori, ritengono che allo stato non siano venute meno le ragioni che hanno indotto
la magistratura laica a proclamare scioperi comuni:
ritiro del disegno di legge sulla riforma che non ha recepito alcuna istanza
dei cosiddetti onorari: fine del precariato e
continuità nell’incarico (al pari degli onorari delle Commissioni Tributarie
e del Tribunale dei Minorenni); previdenza, retribuzione adeguata e conseguente disciplina delle incompatibilità
avvocato/ giudice. tutto ciò premesso, le tre organizzazioni, che
rappresentano la stragrande maggioranza della magistratura laica, ribadiscono
l’astensione dalle udienze dal 1 al 5 marzo pv. ed
invitano tutti i colleghi ad aderire”
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19
febbraio 2010
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Commissione di Garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei
servizi pubblici essenziali
L’astensione proclamata
dall’Associazione Nazionale Giudici di Pace per i giorni 01-05 marzo 2010 è
stata calendarizzata negli scioperi di rilevanza
nazionale.
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01
– 03
marzo
2010
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ASTENSIONE NAZIONALE
di tutta la
magistratura laica
DAL 01 AL 05
marzo 2010
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LOCANDINA DELL’ASTENSIONE
MODALITÀ DI SVOLGIMENTO DELL’ASTENSIONE
Dichiarazione
di astensione da inviare al coordinatore
Provvedimento
di astensione
Istanza al Coordinatore dell’Ufficio di affissione dei
manifesti
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20
gennaio 2010
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RASSEGNA STAMPA: Guida al
diritto n. 2
CON i Giudici di pace sOtTO tUtela dei toGaTI L’AUTONOMIA DELLA
CATEGORIA VA verso il tramonto
Il Presidente
Francesco Cersosimo: “Si mantiene il
«tradizionale carattere onorario e temporaneo dell’esercizio delle funzioni»
si afferma: «vengono invece rimodulati i criteri per
il conferimento di tali funzioni, al fine di incentivare il reclutamento dei
migliori giovani laureati in gurisprudenza, a cui –
nelle more del definitivo inserimento nel mondo lavorativo attraverso il
superamento di un concorso pubblico o il consolidamento della propria
attività professionale - lo Stato offre la
possibilità di svolgere una preziosa esperienza professionale, previo
un adeguato periodo di formazione mirata all’esercizio delle funzioni
giudiziarie onorarie». Insomma come
dire, caro giovane, dopo otto anni hai trentadue anni ti abbiamo formato,
togliti dai piedi e lasciaci lavorare con i corsi, le scuole, i concorsi, altri
corsi, le altre prebende evvai in un turn over senza pausa, con decine di
magistrati di carriera chiamati a sacrificarsi a sottrarre tempo al proprio
lavoro per formare, controllare e dirigere i seimila onorari. Tutto questo a spese del cittadino e dei suoi difensori, che
incautamente chiedono giustizia. Ecco spiegato perché gli avvocati sono stati
tagliati dall’esercizio delle funzioni. L’esercizio della professione forense
non è un requisito di accesso (basta la laurea in giurisprudenza, in un primo
momento avevamo temuto un semplice diploma), ma non è neanche un titolo preferenziale, a differenza
dei notai e dei cancellieri, se non si
è conseguito il diploma di specializzazione, previsto dal Dlgs
398/1997 (...) se questo è il
disegno di legge, è evidente che il precariato dei Gdp,
lavoratori a cottimo, senza previdenza, non trova una soluzione, ma viene
ribadito ed eretto a sistema. Stupisce, ma è così. È
altresì ovvio che su tale tematica, dopo avere
richiesto invano incontri governativi, l’Angdp
chiederà di esprimersi a tutti gli operatori della giustizia dall’Oua all’Aiga, alle Camere
penali, all’Anm. I parlamentari, che in ogni occasione, hanno manifestato
apprezzamento per il lavoro svolto dai Gdp, le
organizzazioni della società civile dovranno intervenire per scongiurare la fine
dell’esperienza del giudice di pace. A tutti diamo
appuntamento all’inaugurazione dell’anno giudiziario e alle manifestazioni di
dissenso che seguiranno”
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16
gennaio 2010
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SCIOPERO NAZIONALE
DEI GIUDICI DI PACE
COMUNICATO DEL CONSIGLIO
DIRETTIVO DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE GIUDICI DI
PACE tenutosi a Roma il 15-16 gennaio 2010: ASTENSIONE per i giorni 22, 23, 24, 25, 26
e 27 febbraio
Il Consiglio
direttivo dell’Associazione Nazionale: “IL DIRETTIVO
invita tutti i giudici laici a manifestare il proprio dissenso presso ogni
Corte d’Appello sabato
30 gennaio 2010 in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario; PROCLAMA l’astensione dalle udienze e da tutta l’attività giudiziaria
dei Giudici di Pace dal 22 al 27 febbraio 2010; AUSPICA l’adesione
di tutti i giudici laici a sostegno delle comuni rivendicazioni per
una azione forte ed unitaria da estrinsecarsi contestualmente nello stesso periodo; DA’ MANDATO a tal
fine di alla Presidenza
dell’Associazione di stabilire i
necessari contatti con tutte le organizzazioni degli operatori della
giustizia e dei cittadini interessati ad una
riforma che segni un passo avanti e non abbia l’effetto di una
contro-riforma“.
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07
gennaio 2010
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RASSEGNA STAMPA: Italia Oggi
Documento di modifica firmato OUA. E critiche dall’ANGdP.
GIUDICI
ONORARI, PRESSING PER CAMBIARE LA RIFORMA
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05
gennaio 2010
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COMUNICATO
DELL’ASSOCIAZIONE
CONVOCAZIONE DEL DIRETTIVO
NAZIONALE CENTRALE DELL’ANGdP A ROMA IL 15-16
GENNAIO 2010
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23
dicembre 2009
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COMUNICATO DELL’ASSOCIAZIONE
CONVOCATO D’URGENZA IL DIRETTIVO NAZIONALE CENTRALE
DELL’ANGdP A ROMA IL 15-16 GENNAIO 2010
Il Presidente
Francesco Cersosimo: “Il Consiglio dei Ministri del 17 u.s. non ha
proceduto alla proroga dei Giudici di Pace in scadenza nel 2010,
contrariamente a quanto preannunciato. In ambienti ministeriali
comunque si dà per certo un decreto legge ad hoc nei prossimi mesi ed in tempo utile. Allo stato il disegno di legge è
inaccettabile e se fosse approvato
segnerebbe la fine dell’Ufficio del Giudice di Pace diventando una sezione
del Tribunale con perdita di autonomia ed indipendenza. I Giudici di Pace verrebbero assimilati ai giudici onorari, eterodiretti e giovanissimi precari ed avrebbero a
disposizione solo due mandati quadriennali, senza alcun futuro né prospettiva
di continuità. E’ confermata la retribuzione a cottimo senza
previdenza e, se avvocati, saranno destinati ad operare
fuori dalla Corte d’Appello ove esercitano la funzione di giudice di
pace. La norma transitoria garantisce
agli attuali giudici in servizio soltanto un mandato per i giudici prorogati
e due mandati per i giudici che non hanno avuto proroghe (quindi altri due
mandati dopo il terzo mandato). Ovviamente
l’Associazione Nazionale Giudici di Pace contrasterà in ogni modo questo
disegno di legge che non dà prospettiva di continuità di autonomia, di indipendenza dei giudici di pace.”
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17
dicembre 2009
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SCHEMA DEL
DISEGNO DI LEGGE ALFANO DI
RIFORMA DELLA MAGISTRATURA ONORARIA
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17
dicembre 2009
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RASSEGNA STAMPA: Italia Oggi
GDP In PRESSING SULLA PREVIDENZA.
PROFESSIONISTI IN SERVIZIO FINO A 75 anni e fine del
PRECARIATO
Il Presidente
Francesco Cersosimo: “Una volta codificata e rafforzata la
“insostituibile” presenza dei gdp con l’aumento di competenza in civile ed in penale (reato di clandestinità)
ne deriva naturalmente , a nostro
avviso quale corollario indissolubile, la continuità nell’incarico con
mandati rinnovabili quadriennali e con verifica di professionalità sino a settantacinque anni. La continuità delle funzioni è l’unica
condizione infatti che possa garantire
una reale autonomia ed indipendenza della magistratura laica, senza le quali,
conformemente alla nostra Carta costituzionale, vengono meno le prerogative
che consentono di riconoscere l’esercizio della giurisdizione in capo ai
giudici. Riteniamo che
senza questi aspetti il disegno di
legge nasca con gravi elementi di incostituzionalità e ci appelleremo al
Capo dello Stato ed al Consiglio Superiore della Magistratura. L’Associazione Nazionale Giudici di Pace, forte di
quanto affermato pubblicamente dal sen Caliendo sulla circostanza che il testo non sarà blindato,
per come preannunciato nei mesi scorsi sulle pagine di Italia Oggi ,
interverrà in ogni modo, affinchè la continuità e al previdenza entrino nel disegno di legge. In questo territorio, in queste contraddizioni
dovremo entrare, senza isterie, per coinvolgere il maggior numero di
parlamentari , che già oggi sono convinti della bontà delle nostre
argomentazioni. L’azione
dell’ANGdP dovrà essere rivolta verso tutti i parlamentari nazionali e regionali
affinché la riforma della giustizia
che parte dal giudice laico sia fatta per i cittadini e non per le lobbies, più o meno venute allo scoperto, in grado di
garantire il gattopardesco finto
cambiamento. I “paria della giustizia”,
come siamo stati definiti in un libro di successo, devono restare tali
per poterne controllare le nomine, ogni otto anni con finti concorsi, e per
garantire un tourn over ove parcheggiare giovani (ventiquattrenni!) figli di
papà, neo laureati in attesa di tempi migliori !!!”.
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02
dicembre 2009
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COMUNICATO
DELL’ASSOCIAZIONE
LUCI ED OMBRE NELLE
CONCLUSIONI DEL SOTTOSEGRETARIO CALIENDO AD AVERSA
Il Presidente
Francesco Cersosimo: “ L’Associazione ha continuato a
richiedere a gran voce, per come hanno sottolineato Cersosimo, Crasto, Libri e Di
Foggia, l’autonomia ed indipendenza dell’Ufficio , l’accorpamento degli
stessi con sede circondariale e sedi distaccate, la continuità dell’incarico
e la previdenza. Le risposte degli intervenuti (forze
politiche, avvocatura, magistrati e rappresentanti del CSM) sono state del
tutto ampiamente favorevoli alle aspettativa dei gdp. Il sen .Caliendo, sottosegretario alla giustizia con
delega ai giudici onorari, intervenendo a conclusione dei lavori ha preannunciato la imminente presentazione in consiglio dei
ministri del disegno di legge sulla magistratura onoraria: AUTONOMIA ED INDIPENDENZA. I gdp
continueranno ad avere la loro precipuità:
autonomia ed indipendenza anche nei confronti del
Tribunale, disattendendo iniziali ipotesi che si rifacevano al progetto di
legge Scotti e dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura. PRECARIATO RICONFERMATO E PIU’
LIMITATO NEL TEMPO. Il disegno di
legge governativo non porta a compimento l’opera,
anzi in qualche modo la distrugge, peggiorando l’attuale precariato, che dagli attuali tre mandati passerebbero a due, aprendo a giovani appena laureati
(ventiquattrenni) e fino a sessant’anni. E’ prevista una NORMA
TRANSITORIA DI SALVAGUARDIA PER I GDP IN SERVIZIO a
scaglioni dai sessanta-sessantacinque – settanta
–settantacinque anni con stringenti verifiche quadriennali dopo i primi otto
anni. Cosa vorrà dire? Non è stato chiarito molto,
evidentemente perchè non vi è ancora un articolato
condiviso nella formulazione. Nulla è stato detto sulla previdenza e questo
la dice lunga su quale tipo di precario si vuole perpetuare
. Se questo sarà il disegno di legge è
evidente che la nostra insoddisfazione e quella dei cittadini tutti sarà
enorme per una normativa che si preannuncia contraddittoria. L’Associazione
Nazionale Giudici di Pace, che ha chiesto un incontro urgente
con il Ministro Alfano e con il Sottosegretario Caliendo
per poter ancora riaffermare le
istanze della categoria prima della presentazione del disegno di legge e per
poter capire la reale portata delle norme transitorie per chi è attualmente
in servizio. Purtroppo di più non è stato dato di recepire.
E’ stato detto dal sen.Caliendo che il disegno di
legge sullo status non è blindato. Vedremo”.
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30
novembre 2009
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CONVEGNO ORGANIZZATO DAL DISTRETTO DI NAPOLI DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE GIUDICI DI PACE
IL GIUDICE DI
PACE: ANALISI E PROSPETTIVE
DI UN MAGISTRATO
LAICO
LOCANDINA CON
INTERVENTI
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25
novembre 2009
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Delibera del CSM
DEL 19.11.2009
Rinnovi dei
Giudici di Pace in scadenza per il prossimo
quadriennio
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21
novembre 2009
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INTERVENTO DEL PRESIDENTE
DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE GIUDICI DI PACE ALLA VI CONFERENZA NAZIONALE AVVOCATURA OUA SUL GIUDICE LAICO
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19
novembre
2009
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RASSEGNA STAMPA: Italia Oggi
MESI di
batTAGLIA PER I GIUDICI: IN ASSENZA DI RISPOSTE
IDONEE, ASTENsionE DALLE UDIENZE
Il Presidente Francesco Cersosimo: “Abbiamo
le nostre indicazioni, i nostri progetti, sul breve e sul medio termine. Innanzi tutto occorre
tranquillità e serenità per i gdp e per i giudici
onorari (6.000 mila professionisti già impegnati a tempo pieno), con una proroga di quattro anni e
mandati rinnovabili sino a settantacinque anni (proposta di legge Alfano–Marinello), con verifica di professionalità, con un reddito adeguato
e certo nel minimo con incentivi e
previdenza. Nel medio
tempo, si mantenga l’attuale indipendenza dei GdP,
da estendere ai VPO, ripristinando una sorta di “procurina”
autonoma, prendendo atto che la temuta separazione delle carriere tra
giudicanti e requirenti presso 1’Ufficio del gdp è
operante dal 2000 con ottimi risultati. I gdp e vpo di nuova nomina dovranno essere tutti avvocati
reclutati, come oggi con concorsi per titoli, senza che qualcuno pensi di
poter gestire l’assunzione con esami con scritti ed
orali aperti ai più vari sospetti.
In tale sistema la incompatibilità tra magistrato ed
avvocato dovrebbe essere assoluta, in quanto, essendo già oggi un lavoro a
tempo pieno, i più hanno di fatto smesso la professione forense. A questo
magistrato si potrà consegnare tutta la ex
competenza dei pretori con aumento di altre materie in tema di diritto di
famiglia e condominio. Il risultato sarebbe una deflazione concreta del
lavoro che appesantisce i Tribunali, potendosi aumentare il numero dei
magistrati addetti al settore penale, di cui vi è
necessità ed urgenza, per come i cittadini invocano”.
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11
novembre 2009
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Rinnovi dei
Giudici di Pace in scadenza per il prossimo
quadriennio
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19
ottobre 2009
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RASSEGNA STAMPA: Italia Oggi
Giudici di Pace: Le carte in tavola
Il Vice Presidente Vincenzo Crasto: “Il riconoscimento della continuità dell'alta funzione
svolta. La mancata adozione di un provvedimento in tal senso
determinerà, sin dall'aprile prossimo, la scadenza del mandato per 800
giudici e la conseguente impossibilità per i 2 mila
giudici residui di garantire l'assolvimento dei loro compiti istituzionali,
con conseguenze che si palesano particolarmente gravi sul regime delle
espulsioni e del nuovo reato di clandestinità con gravi ripercussioni
sull'ordine pubblico e sulla sicurezza dei cittadini. È possibile che il
ministero sia così sordo di fronte a tale evidenza?
Francamente non si comprende perché il governo non intenda rispettare gli
impegni assunti anche dinanzi al Parlamento di garantire la stabilità delle
funzioni. In più occasioni l'esecutivo ha dichiarato di condividere ed ha
fatto propri, recependoli, ordini del giorno
sostenuti da esponenti della maggioranza e dell'opposizione che prevedevano
la continuità (da ultimo ricordiamo i due odg
proposti dai parlamentari Pelino e Marinello alla
Camera e Berselli al Senato ). Del resto, è inutile negarlo, la continuità delle
funzioni è l'unica condizione che possa garantire una reale autonomia ed indipendenza della magistratura, senza le quali,
conformemente alla nostra Carta costituzionale, vengono meno le prerogative
che consentono di riconoscere l'esercizio della giurisdizione (vogliamo
ritornare ai vicepretori che venivano nominati con il plauso dei Consigli
dell'ordine degli avvocati?). Invero, si tratta di un provvedimento pacificamente
condiviso dagli stessi operatori del diritto, in quanto
ci si è resi conto che le professionalità acquisite non possono essere
ragionevolmente disperse con un turnover, che non gioverebbe al sistema
giustizia. Last but not least, tale riforma consentirebbe un notevole risparmio
di spesa per lo Stato, in quanto la sostituzione di
tutti i giudici di pace costerebbe allo Stato svariati milioni di euro per la
formazione dei nuovi assunti. In un periodo di crisi
economica tanto acuta anche tale aspetto merita un’approfondita riflessione”.
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13
ottobre 2009
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L’ASSOCIAZIONE NAZIONALE
CONVOCATA IN AUDIZIONE PRESSO IL CONSIGLIO SUPERIORE DELLA
MAGISTRATURA
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25-26
settembre 2009
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COMUNICATO DELL’ASSOCIAZIONE
IL DELIBERATO DEL CONSIGLIO
DIRETTIVO CENTRALE
“Ampio consenso è stato espresso alla relazione del presidente
Cersosimo, che ha preannunciato
decise azioni di lotta, con scioperi già da novembre, qualora nel segretissimo disegno governativo non
venissero accolte le richieste minime della categoria: 1. autonomia ed
indipendenza dei Giudici di Pace , che qualcuno vorrebbe asserviti ai
magistrati dei Tribunali, così come oggi avviene per i GOT ed i VPO. 2.
Continuità nell’incarico. 3 Previdenza ed assistenza
.4.Riorganizzazione degli uffici”.
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17
settembre 2009
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RASSEGNA STAMPA: Italia Oggi
Pronti a
scioperare ad oltranza.
Il Presidente
Francesco Cersosimo: “Avrei spiegato che il 4 aprile 2010
si sarebbero ridotti a duemila e negli anni a
seguire sempre di meno per la scadenza del terzo mandato per tutti, in
mancanza di un atto legislativo che permetta i mandati continui sino al
raggiungimento dei settantacinque anni e con verifica di professionalità ogni
quattro anni. In sostanza avrei detto con forza che il sistema gdp, continuando di questo passo, già ad aprile 2010
sarebbe imploso con effetti dirompenti e devastanti anche per i Tribunali,
impossibilitati a reggere l'impatto di circa un milione cinquecentomila
procedimenti che ogni anno ormai si riversano egli
uffici del gdp . Allora sì che tutti clandestini
del mondo avrebbero scelto come terra di approdo il
Bel Paese. Patria del diritto e dei diritti? È
questo che si vuole? Chi gioca contro? Nel direttivo dell'ANGdP il 25 p.v., e nel successivo incontro con l'Unagipa, proporrò un'altra settimana
di sciopero per ottobre ed una per novembre , Sono scioperi di
sensibilizzazione affinché nessuno possa dire di non avere saputo, neanche
l'Associazione Nazionale Magistrati né l'Organismo Unitario dell'Avvocatura. Mi
auguro che Il Tempo, la stessa ItaliaOggi e tutta
la stampa si renda conto che non c'è tempo da perdere. Nei mesi scorsi gli
onorevoli Pelino, Marinello ed
altri hanno proposto emendamenti e disegni di legge che vanno in direzione di
mettere mano alla materia, salvaguardando le professionalità acquisite degli
attuali gdp. Il Senato ha approvato un ordine del
giorno in tal senso. Analogo odg è stato presentato
alla camera dei deputati. Il sottosegretario agli Interni Mantovano a nome del Governo lo ha accolto. Il
Ministero della Giustizia tace”.
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03
settembre 2009
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COMUNICATO
DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE GIUDICI DI PACE
CONVOCAZIONE DEL DIRETTIVO
CENTRALE e GIUNTA
Roma, 25-26 settembre 2009
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03
settembre 2009
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CONVEGNO DI MAGISTRATURA DEMOCRATICA
LA CONDIZIONE GIUDICA DELLO
STRANIERO.
18-19 settembre 2009
Invito del
Presidente di Magistratura Democratica al Presidente dell’Associazione
Nazionale Giudici di Pace.
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02
settembre 2009
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LETTERA CONGIUNTA
DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE E DELL’UNAGIPA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
I
rappresentanti delle Associazioni: “Fin dal 2001 il Ministro della Giustizia avvertì la
necessità di una riforma del settore istituendo una apposita
Commissione di Studi, ma da quella data i Governi ed i legislatori non hanno avviato alcuna iniziativa. La riforma è indispensabile per assicurare al Paese una
Magistratura di Pace professionale e stabile per potere
continuare a garantire una risposta celere, efficiente e qualificata alla
domanda di Giustizia dei cittadini”.
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02
settembre 2009
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LETTERA CONGIUNTA
DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE E DELL’UNAGIPA AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA
I
rappresentanti delle Associazioni: “Le
rinnoviamo, al riguardo, le basilari richieste di rinnovabilità dei mandati quadriennali, tutela previdenziale ed
assistenziale, garanzie di indipendenza ed autonomia e revisione delle
indennità, quali obiettivi minimi per adeguare ai principi costituzionali lo
status dei GdP e per migliorare l’efficienza della
giustizia”.
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22
agosto 2009
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RASSEGNA STAMPA: Il Resto del Carlino - La Nazione
Giudici di Pace
in guerra a casa uno su tre.
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09
agosto 2009
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RASSEGNA STAMPA: Avvenire
Giudici di
Pace: tante perplessità
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24
luglio 2009
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LETTERA CONGIUNTA
DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE E DELL’UNAGIPA AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA
I
rappresentanti delle Associazioni: “Le scriventi organizzazioni, dopo un periodo di indefinibile attesa dalle
richieste , desiderano conoscere i propositi del Governo e del Ministero che
Lei dirige e chiedono di poterla incontrare con ogni possibile urgenza al
fine di realizzare un utile
collaborazione nel pieno rispetto dei rispettivi ruoli. Tenga altresì conto che in
mancanza di provvedimenti immediati ad ottobre i presidenti delle Corti
d’Appello dovranno iniziare l’iter per la copertura dei circa 800 posti in
scadenza il 03.04.2010 , con conseguenze inimmaginabili atte a collassare gli
uffici , molti dei quali si troveranno privi di giudici”.
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di
prossima pubblicazione in settembre
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RASSEGNA STAMPA: Il Denaro
La
magistratura di pace proclama l’astensione per scongiurare
la paralisi degli uffici giudiziari
Il Vice Presidente Vincenzo Crasto: “I magistrati di
pace come spesso è accaduto in passato propongono soluzioni semplici e che in
alcuni casi determinano un risparmio di spesa per lo Stato. Innanzi tutto i giudici di pace
chiedono il riconoscimento della continuità dell’alta funzione svolta. La
mancata adozione di un provvedimento in tal senso determinerà, come detto, la
scadenza del mandato per 800 giudici e la conseguente impossibilità per i
2000 giudici residui di garantire l’assolvimento dei loro compiti
istituzionali, con conseguenze che si palesano particolarmente gravi sul
regime delle espulsioni e del nuovo reato di clandestinità con gravi
ripercussioni sull’ordine pubblico e sulla sicurezza dei cittadini. Il riconoscimento della rinnovabilità dei
mandati fino a 75 anni è necessario, oltre che
opportuno. Francamente non si comprende perché il governo non
intenda rispettare l’impegno assunto anche dinanzi al Parlamento di garantire
la stabilità delle funzioni. Infatti in più occasioni l’esecutivo ha
dichiarato di condividere ed ha fatto propri, recependoli ordini del giorno
sostenuti da esponenti della maggioranza e dell’opposizione che prevedevano
la continuità (da ultimo ricordiamo i due odg
proposti dagli onorevoli Pelino e Marinello). Si
tratta di atti di indirizzo rispetto al quale il
governo ha ora l’obbligo di uniformarsi, rispettando così la volontà del
Parlamento e quindi del Paese. Gli unici che sembrerebbero opporsi a tale
soluzione sono il Ministro Alfano ed il
sottosegretario Caliendo. Qui la vicenda assume i
contorni assolutamente indecifrabili. Infatti, il ministro Alfano nella passata legislatura ha
sottoscritto una eccelsa proposta di legge che
prevedeva la continuità dell’incarico per i giudici di pace ed il
riconoscimento di una copertura previdenziale. Non si comprende perchè oggi a soli due anni di distanza non intenda
sostenere quella che è stata una sua proposta. Cosa è
cambiato signor Ministro in un sì breve lasso temporale? Lo stesso sottosegretario Caliendo
dovrebbe appoggiare tale soluzione, atteso che nella sua precedente attività
di presidente dei giudici tributari è riuscito ad ottenere per tali
magistrati la trasformazione di un rapporto a tempo determinato ad uno di tipo indeterminato“.
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16
luglio 2009
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Il PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE
NAZIONALE GIUDICI DI PACE FRANCESCO CERSOSIMO SU
SKY NEWS 24 DELLE ORE 11.00 PER ILLUSTRARE LE RAGIONI DELLO SCIOPERO
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16
luglio 2009
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RASSEGNA STAMPA: Italia Oggi
Un successo lo
sciopero dei Giudici di Pace
Il Presidente
Francesco Cersosimo: “E dire che
l'intero parlamento ha preso coscienza del collasso prossimo futuro, che
porterà a una estinzione della magistratura di pace.
Se non si interviene oggi, non rinviando a futuri
riordini di tutta la cosiddetta magistratura onoraria. Vorrei che, qualcuno mi spiegasse
cosa ha di onorario il gdp che lavora tempo pieno, avendo da tempo abbandonato lo studio di avvocato, che
opera in propri uffici in autonomia di giurisdizione e che a giorni dovrà
mobilitarsi per giudicare del reato di clandestinità. Nell'aprile 2010 ,
ottocento giudici termineranno il loro rapporto di collaborazione e nel
2012-2013 i rimanenti, mandando all'aria tutta la professionalità acquisita
in questi anni. Ha senso tutto questo? Nel momento in cui si raddoppia la competenza
civile per valore e si attribuiscono in penale altri reati? Per
la verità mi sembra il gioco dei quattro cantoni: tutte le forze politiche ne
sono consapevoli, la soluzione non arriva e il problema viene
procrastinato. Hanno iniziato gli onorevoli Marinello
e Pelino, che hanno presentato emendamenti e ordini del giorno e poi Vitali e
Taglialatela del Pdl, per
continuare con i 57 deputati della Lega che con
un'interrogazione a risposta immediata hanno incalzato il governo (per la
verità la risposta dell'on. Vito è stata molto interlocutoria), per
proseguire con l'on Vietti dell'Udc e Tenaglia del
Pd. Il
collasso è attuale, la soluzione del problema è a portata di mano. Basta mettersi intorno a un tavolo, lavorando attorno a principi
irrinunciabili in uno stato di diritto: fine del precariato, previdenza,
autonomia e indipendenza dei gdp“.
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16
luglio 2009
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RASSEGNA STAMPA: Italia Oggi
Le ragioni
della protesta dei Giudici di Pace
Il Presidente
Francesco Cersosimo: “L'attuale ministro della giustizia Angelino
Alfano nel 2007 era cofirmatario di una proposta di legge, a costo zero,
diretta a far cessare la precarietà ed a fornire
idonea copertura di assistenza e previdenza; il disegno di legge è stato
ripresentato dall'on .Marinello (pdl) ed altri, ma non è stato
messo all'odg della commissione giustizia (idem per
le iniziative degli on. Vitali e Taglialatela) ;
non riceve i gdp dal settembre 2008, nonostante i
ripetuti solleciti delle organizzazioni sindacali sempre più preoccupati
dello stato di collasso della giustizia di pace; non dà attuazione agli
ordini del giorno presentati alla Camera ed accolti dal governo “.
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13
luglio 2009
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RASSEGNA STAMPA: Ansa.it
Giudici di
Pace in sciopero contro la precarietà
Il Presidente
Francesco Cersosimo: “I giudici di pace devono uscire dalla condizione di
precarieta': e' questo il
motivo dei sei giorni di sciopero che l' Associazione Nazionale e l' Unione
Nazionale della categoria hanno indetto da oggi a sabato 18 luglio. ''Il
giudice di pace - spiega Francesco Cersosimo,
presidente dell'Associazione Nazionale - non ha
assistenza per malattia, infortunio e maternita';
ha tutti i doveri del magistrato senza continuita'
nell'incarico (ad aprile del 2010 e nel 2012 decadra'
la quasi totalita' degli attuali gdp in servizio ); deve assicurare alta professionalita', ma non gli si offre alcun sostegno al
suo impegno quotidiano (nessun corso di aggiornamento e' stato predisposto in
occasione dell'attribuzione del reato di clandestinita');
e' retribuito a cottimo ed ad udienza; non percepisce indennita'
di aggiornamento e studio”.
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13
luglio 2009
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COMUNICATO
STAMPA
I DATI DELL’ASTENSIONE
Il Presidente Francesco Cersosimo: “Si profila un clamoroso successo dell’astensione nell’ordine del 90-92%
dei magistrati di pace in servizio. La categoria manifesta il disagio della precarietà nel lavoro e
confida nell’intervento del parlamento e del governo per rimediare al grave
ritardo accumulato in questi anni. Ci scusiamo con tutti
gli utenti della giustizia tuttavia tale azione è portata avanti con grave
sacrificio anche economico per evitare il collasso degli uffici che si
determinerà ad aprile del 2010, con l’esodo di 800 giudici e nel 2012-13 con
i rimanenti”.
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13
luglio 2009
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Il PRESIDENTE
DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE GIUDICI DI PACE
FRANCESCO CERSOSIMO INTERVISTATO ALLA TRASMISSIONE RADIOFONICA ‘ISTRUZIONI
PER L’USO’ DI EMANUELA
FALCETTI
ASCOLTA
L’INTERVISTA
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08
luglio 2009
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INTERROGAZIONE
PARLAMENTARE DEGLI On.li COTA, LUCIANO DUSSIN, DAL LAGO, REGUZZONI,
ALESSANDRI, ALLASIA, BITONCI, BONINO, BRAGANTINI, BRIGANDÌ, BUONANNO,
CALLEGARI, CAPARINI, CHIAPPORI, COMAROLI, CONSIGLIO, CROSIO, D'AMICO, DOZZO,
GUIDO DUSSIN, FAVA, FEDRIGA, FOGLIATO, FOLLEGOT, FORCOLIN, FUGATTI, GIBELLI,
GIDONI, GIANCARLO GIORGETTI, GOISIS, GRIMOLDI, LANZARIN, LUSSANA, MACCANTI,
LAURA MOLTENI, NICOLA MOLTENI, MONTAGNOLI, MUNERATO, NEGRO, PAOLINI, PASTORE,
PINI, PIROVANO, POLLEDRI, RAINIERI, RIVOLTA, RONDINI, SALVINI, SIMONETTI,
STEFANI, STUCCHI, TOGNI, TORAZZI, VANALLI e VOLPI
(n. 3-00592 seduta n. 199 del 08 luglio 2009).
VIDEO
DELL’INTERROGAZIONE PARLAMENTARE
(andare su ‘interrogazioni a risposta immediata
(svolgimento), scorrere fino a ‘Molteni Nicola pag.
57 e 59’ e ‘Elio Vito pag. 58’ poi cliccare su ‘play’)
Resoconto
stenografico della seduta pag. 31: ”Per effetto delle descritte
innovazioni legislative si realizzerà una significativa
valorizzazione del ruolo dei giudici di pace;
che già corrispondono con il loro lavoro alla domanda di giustizia
proveniente dai cittadini, realizzando, altresì, un’importante deflazione del
carico giudiziario gravante sulla magistratura ordinaria: quali iniziative il
Ministro interrogato intenda adottare, in conseguenza delle nuove competenze
attribuite al giudice di pace al fine di assicurare l’adeguata copertura di
magistrati onorari in tutte le sedi giudiziarie, la dotazione di adeguate
risorse, l’efficienza e la speditezza dei procedimenti attribuiti alla sua
giurisdizione ”.
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05
luglio 2009
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SCIOPERO
NAZIONALE DEI GIUDICI DI PACE
LOCANDINA
DELL’ASTENSIONE
COMUNICATO
CONGIUNTO DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE GIUDICI DI
PACE e dell’UNAGIPA: ASTENSIONE per i giorni 13, 14,
15, 16, 17 e 18 luglio
MODALITÀ DI SVOLGIMENTO DELL’ASTENSIONE
Chiarimenti in
materia penale e immigrazione
Dichiarazione
di astensione da inviare al coordinatore
Provvedimento
di astensione in materia civile (ordinario e o.s.a.)
Istanza al Coordinatore dell’Ufficio di affissione dei
manifesti
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04
luglio 2009
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RASSEGNA STAMPA: Corriere
della Sera
Allarme dei
Giudici di Pace: siamo al collasso
”Nell’aprile del
2010 ben 800 magistrati dovranno lasciare l’incarico per scadenza del
mandato. Per rimpiazzarli, secondo Francesco Cersosimo,
presidente dell’Angdp, l’associazione di categoria
più rappresentativa, ci vorranno almeno due anni per
la selezione, più sei mesi per la formazione. Nel 2012 scadrà
gran pare dei superstiti. Per questa ragione ed anche per altre riconducibili all’urgenza di
una riforma (mancanza di copertura previdenziale, personale amministrativo
ridotto), la categoria ha proclamato uno sciopero dal 13 al 18 luglio. I giudici di pace chiedono un decreto urgente che li stabilizzi
alla scadenza del mandato, dopo una verifica professionale”.
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02
luglio 2009
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COMUNICATO
STAMPA
IL REATO DI
IMMIGRAZIONE CLANDESTINA
Il Presidente Francesco Cersosimo: “L’attribuzione della competenza del reato di clandestinità ai giudici
di pace trova la categoria in forte stato di agitazione con una proclamazione
di sciopero dal 13 al 18 luglio 2009. In tempi non sospetti abbiamo manifestato
lealtà e consapevolezza del ruolo, dichiarandoci pronti a fare il nostro
lavoro. Un milonecinquecentomila cause definite nel 2007
parlano per i Giudici di Pace. Se a
questo si aggiunge l’aumento della competenza civile e penale senza
intervenire, neanche con il rinnovo dei mandati da effettuare con un decreto
legge in attesa della riforma, il
sistema è prossimo al collasso e
nessuna legge potrà essere attuata”.
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02
luglio 2009
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RASSEGNA STAMPA: Il Sole 24
Ore
Per i Giudici
di Pace precarietà da risolvere
Ubaldo Perfetti - Vicepresidente del Consiglio Nazionale Forense: ”Sono comprensibili le manifestazioni di disagio e le proteste degli
interessati. A queste si aggiungono oggi
quelle dei giudici e dei vice procuratori onorari che scontano una condizione
di precarietà e disagio. Svolgono, infatti, un’attività essenziale per il
funzionamento della macchina della giustizia che altrimenti si bloccherebbe,
ma non hanno presidi previdenziali e assistenziali,
ferie pagate, prospettive di pensione. Peraltro, poiché provengono prevalentemente dall’avvocatura, sono il
segno tangibile dell’insostituibile apporto supplente della classe forense
alla soluzione dei mali della giustizia. E’ stata avanzata l’idea di stabilizzare queste forme di
precariato introducendo il ruolo del giudice laico (aggettivo non dei
migliori, perché il giudice – anche quello ordinario - è sempre laico se
laicità vuol dire rispetto di regole e valori normativizzati).
Se si leggono queste spinte nella prospettiva di
risolvere alcuni dei più gravi problemi, anche esistenziali, che
contrassegnano lo sfruttamento di queste figure onorarie di giudice, l’idea
può essere approfondita”.
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30
giugno 2009
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RASSEGNA STAMPA: Il Sole 24
Ore
I Giudici di
Pace lanciano l’SOS
”Ma proprio
la riforma costituisce uno degli elementi di insoddisfazione,
da cui è derivata la decisione dello sciopero, condivisa dalle due
associazioni di categoria (l’Unione nazionale giudici di pace e
l’Associazione nazionale giudici di pace), messe alle strette da quella che
bollano come un’(assoluta sordità» del ministero della Giustizia. Anzi, dal
ministero sono arrivati in questi mesi segnali contraddittori che le
associazioni non mancano di sottolineare. Da una
parte è ancora del tutto assente un progetto di riforma, malgrado
le rassicurazioni fornite quasi un anno fa dal ministro Angelino Alfano e dal
sottosegretario Giacomo Caliendo. Nessuna prospettiva
quindi, si lamentano le associazioni, di superare lo “storico” stato di
precarietà della categoria, riconoscendo, per esempio, la rinnovabilità
dei mandati fino a 75 anni e le tutele previdenziali
e retributive previste dalla Costituzione. Aggravato
oltretutto dal fatto che in scadenza nei prossimi mesi ci sono circa 800 dei
magistrati onorari, con il crollo dell’organico in servizio effettivo a non
più di 2.000 giudici. La conseguenza sarà allora, avvertono i giudici di
pace, l’impossibilità, per esempio, di eseguire espulsioni ed esaminare i
reati di immigrazione clandestina se il disegno di
legge sicurezza non sarà corretto. Con quali ripercussioni
sull’ordine pubblico e sulla sicurezza dei cittadini non è difficile,
incalzano i magistrati onorari, immaginare”.
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29
giugno 2009
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COMUNICATO
STAMPA
L’ASSOCIAZIONE NAZIONALE INVITATA
AL CENTENARIO DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE MAGISTRATI.
La Presidenza: “L’ANM ha invitato l’ANGdP quale associazione più rappresentativa dei Giudici
di Pace. Alla magistratura di pace,
rappresentata dal Presidente dell’ANGdP Cersosimo è stato riservato lo
stesso cerimoniale previsto per i Presidenti del Consiglio Nazionale Forense,
dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura e dell’Associazione Nazionale Giovani
Avvocati, quale segno tangibile del riconoscimento istituzionale che i
giudici di pace si sono conquistati nell’ambito degli operatori del diritto”.
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25
giugno 2009
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COMUNICATO
STAMPA
L’ASSOCIAZIONE NAZIONALE
INVITATA AL CONVEGNO NAZIONALE DELL’ORGANISMO UNITARIO DELL’AVVOCATURA
TENUTOSI A FERMO
La Presidenza:
“Nel corso del convengo è
stata presentata la proposta di legge di modifica costituzionale e la
proposta di legge sul giudice laico. Al convengo è
intervenuto anche il Presidente Cersosimo dell’ANGdP che ha criticato alcuni aspetti della proposta in
particolare la trasposizione del Giudice di Pace presso il Tribunale ed ha
invitato l’organismo unitario dell’Avvocatura a soprassedere nella
presentazione ed a proporre un tavolo di confronto tra le due parti e l’ANM”.
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25
giugno 2009
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SCIOPERO
NAZIONALE DEI GIUDICI DI PACE
COMUNICATO CONGIUNTO
DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE GIUDICI DI PACE e
dell’UNAGIPA: ASTENSIONE per i giorni 13, 14, 15,
16, 17 e 18 luglio
Le due
organizzazioni denunciano: “1. La mancata riforma della Giustizia di Pace, sulla quale non è stato neanche avviato un confronto
con la categoria,
nonostante l’impegno assunto nel settembre 2008 dal Ministro Alfano e dal
Sottosegretario Caliendo di superare l’attuale
stato di precarietà
della categoria, che
presuppone, necessariamente, il riconoscimento della rinnovabilità
dei mandati sino a 75 anni e delle tutele
previdenziali, retributive ed ordinamentali
previste dalla Costituzione. 2. Le gravissime disfunzioni degli Uffici del Giudice di Pace determinate da: a) l’assoluta insufficienza del
personale amministrativo in servizio, carente
almeno del 50% rispetto alle necessità degli Uffici; b) l’irrazionale
distribuzione dei giudici sul territorio, con enormi differenze dei
carichi di lavoro da ufficio a ufficio (sino a
500 volte)“.
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18
giugno 2009
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RASSEGNA STAMPA: Italia Oggi
Giudici di
Pace, Uffici al collasso
Il Presidente Francesco Cersosimo: “In nostro senso
dello Stato è messo a dura prova dalla precarietà del lavoro, da una
retribuzione a cottimo, da una mancanza di previdenza. In sostanza
diciamo: a fronte di impegni sempre più gravosi,
persa da tempo nei fatti la nostra onorarietà, che
ha determinato un lavoro a tempo pieno, occorre che vi siano delle garanzie
normali in un paese civile, per una prospettiva serena di tutti i Giudici di
Pace . Forse è arrivato il momento di sensibilizzare di più
l’opinione pubblica, come facemmo in passato con azioni mirate di sospensione
delle udienze . Certo meglio un disagio oggi, che un
disastro domani. E nessuno potrà dire di non averlo saputo“.
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18
giugno 2009
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RASSEGNA STAMPA: Italia Oggi
Incontri con
parlamentari. Rivendicazioni sul tavolo. Una delegazione dell’ANGdP guidata dal vice presidente Vincenzo Crasto a colloquio con Taglialatela
e Rivellini
“Circa
un mese fa su impulso dell’Associazione Nazionale dei Giudici di Pace, Taglialatela ha presentato alla Camera dei deputati la
proposta di legge (a cui è stato assegnato il n.
2341), intitolata “Disposizioni in materia di tutela previdenziale dei
Giudici di Pace” che prevede altresì la stabilizzazione dei Giudici di Pace. I parlamentari hanno
assunto l’impegno di sostenere in ogni sede, parlamentare e di governo, le
rivendicazioni dei giudici di pace ed in particolare
i punti irrinunciabili della piattaforma programmatica dell’Associazione
Nazionale Giudici di Pace della continuità e della tutela previdenziale“.
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15
giugno 2009
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RASSEGNA STAMPA: Avvocati Oggi-Italia Oggi
Le maxi riforme saranno sostenute dai Giudici di
Pace?
“Il
vero problema sta invece nell'aver fatto due riforme pesanti, ferme restando
però le attuali condizioni di lavoro e di organici di tribunali e
cancellerie. Un esempio su tutti: l'ufficio del giudice di
pace. A quanto risulta dalla pianta
organica del ministero della giustizia, i giudici di pace dovrebbero essere
complessivamente 4.700. Di fatto, però, ce ne sono solo 3
mila, e a 700 di questi, tra poco meno di un anno, scadrà il mandato,
che non potrà essere rinnovato“.
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10
giugno 2009
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COMUNICATO
STAMPA
L’ASSOCIAZIONE NAZIONALE
INCONTRA GLI ON. TAGLIALATELA E RIVELLINI.
La Presidenza:
“L’Associazione ha rappresentato l’assoluta
necessità di realizzare in tempi brevi la riforma della giustizia di pace,
anche alla luce dei recenti provvedimenti legislativi che hanno previsto
l’aumento di competenza per valore nel settore civile e l’attribuzione del
reato di clandestinità in quello penale, che rappresentato un ulteriore riconoscimento della straordinaria
professionalità acquisita dai magistrati di pace. I parlamentari hanno assunto l’impegno di sostenere in ogni
sede, Parlamentare e di Governo, le rivendicazioni dei Giudici di Pace ed in particolare i punti irrinunciabili della piattaforma
programmatica della Associazione Nazionale Giudici di Pace della continuità e della tutela
previdenziale”.
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10
giugno 2009
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Il DOCUMENTO PRESENTATO AGLI
ON. TAGLIALATELA E RIVELLINI
Il Vice Presidente Vincenzo Crasto: “L’Associazione Nazionale
Giudici di Pace ritiene necessario
assicurare la continuità delle funzioni, attraverso rinnovi quadriennali
dell’incarico, previa verifica dei Consigli giudiziari e del C.S.M. Tale
proposta ha trovato d’accordo in più occasioni il Parlamento. Un ulteriore dato che passa spesso sotto
silenzio è che il giudice di pace ha effettuato il “sorpasso” nei confronti
del tribunale: dinanzi al magistrato di
pace pende ormai stabilmente più del 50% del contenzioso in materia civile. L’auspicato provvedimento legislativo sulla continuità delle funzioni è volto ad assicurare la piena
autonomia ed indipendenza dei Giudici in servizio e
non è nuovo nel nostro ordinamento giuridico, essendo già stato adottato in passato
per i Giudici Tributari, i quali sono
indiscutibilmente giudici onorari (D.L.
203/2005, convertito in L. 248/2005)”.
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11
giugno 2009
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IL REATO DI IMMIGRAZIONE CLANDESTINA
COMUNICATO
STAMPA
VERSO IL COLLASSO DEGLI
UFFICI DEL GIUDICE DI PACE.
Il Presidente Cersosimo: “Ad aprile del 2010 altri settecentocinquanta
dovranno lasciare l’incarico se il Governo non interverrà a mettere fine al
precariato dei magistrati di pace.
Il problema è attuale.
Non a caso la Camera dei Deputati, in occasione dell’approvazione del
provvedimento sulla clandestinità, ha esaminato ben due ordini del giorno (on. Pelino, on. Marinello ed altri) che vanno nella direzione di invitare
il Governo a provvedere con urgenza affinché si abbia un rinnovo
quadriennale, con verifica di professionalità. E’ evidente che in tale incertezza i Giudici di
Pace, stanno programmando azioni di sensibilizzazione verso i cittadini,
anche con azioni di sciopero per rendere improcrastinabile l’intervento
governativo. In mancanza del quale sarà collassato anche il
servizio giustizia dei Giudici di Pace”.
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11
giugno 2009
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RASSEGNA STAMPA: Il
Messaggero
I Giudici di Pace: “Immigrati? Pronti a fare
la nostra parte”. Intervista al
Presidente Cersosimo
Il Presidente Cersosimo: “Abbiamo già dato la nostra disponibilità: siamo al
servizio della giustizia e del Paese. Ma non possiamo vivere nel
precariato: bisogna
modificare la legge. E’ tempo che il governo ci dia una
maggiore serenità“.
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10
giugno 2009
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RASSEGNA STAMPA: Italia Oggi
L’Organismo
Unitario dell’Avvocatura in campo per riformare la magistratura onoraria
Il Presidente De Tilla “Unificazione di tutte le funzioni
con il solo mantenimento dell'autonomia del giudice di pace, valutazione
non solo per titoli ma anche per esame e come contropartita
una retribuzione parametrata all'ingresso nella
magistratura togata, contributi previdenziali inclusi“.
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28
maggio 2009
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CONVENGO DELL’OUA SULLA
RIFORMA DELLA MAGISTRATURA LAICA
COMUNICATO
STAMPA
PRESENTAZIONE DELLA BOZZA DI DISEGNO DI LEGGE DELLA
MAGISTRATURA LAICA PROPOSTA DALL’ORGANISMO UNITARIO DELL’AVVOCATURA.
Il comunicato:
“Prendiamo atto che il Presidente De
Tilla si è dichiarato favorevole alla
autonomia dell'istituto del Giudice di Pace rispetto al Tribunale ed
alla necessità di non trasformare questo magistrato in un sostituto
processuale ed ha dichiarato altresì la sua
disponibilità ad iniziare un
confronto sulla continuità delle funzioni
purché subordinata ad una effettiva verifica della professionalità alla
scadenza degli incarichi. Su tali
presupposti il presidente Cersosimo ha
manifestato la disponibilità dell'Associazione ad
iniziare un percorso di dialogo e di costruzione per una riforma
condivisa con l’OUA nel rispetto
dei due punti indicati quali irrinunciabili per l'Associazione Nazionale”.
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27
maggio 2009
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AUMENTO DELLA
COMPETENZA CIVILE DEL GIUDICE DI PACE
COMUNICATO
STAMPA
L’AUMENTO DELLA COMPETENZA
IN MATERIA CIVILE PER IL GIUDICE DI PACE E’ LEGGE.
IL SENATO HA APPROVATO IL DDL 1082.
Il Presidente Cersosimo: “E’ pur sempre un passo avanti non scontato -
ha dichiarato Cersosimo - e va nella direzione
del rafforzamento della presenza del giudice di pace nel sistema giudiziario
verso cui si è diretta con forza l’Associazione Nazionale Giudici di Pace. E’ uno dei punti programmatici da sempre
dell’Associazione, consapevole che più
si aumenta la competenza, più i giudici di pace diventano insostituibili. Più
diventano insostituibili, più le loro istanze
dovranno essere accolte: continuità, previdenza, retribuzione adeguata”.
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25
maggio 2009
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RASSEGNA STAMPA:
L’informazione ed. Reggio Emilia
La proposta
dell'organismo unitario dell'avvocatura per guarire un sistema vicino al
collasso riunire le figure e garantire loro piena dignità e operatività
Ad animare il
dibattito ha contribuito anche l'avvocato Francesco Cersosimo,
presidente dell'associazione nazionale giudici di pace. ha
difeso la categoria e il ruolo peculiare,arrivando a sua volta a dirsi
d'accordo con la necessità di avviare un confronto comune
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22
maggio 2009
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CONVENGO DELL’OUA
SULLA RIFORMA DELLA MAGISTRATURA LAICA
“MAGISTRATURA ONORARIA: REGOLA O ECCEZIONE?
SITUAZIONE ATTUALE E PROSPETTIVE DI
RIFORMA”
Reggio Emilia 22.05.2009
interviene per la Magistratura di Pace il Presidente ANGdP Cersosimo
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21
maggio 2009
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RASSEGNA STAMPA: Italia Oggi
La vicenda andata in scena in commissione durante l’esame del DDL
sicurezza. La continuità non passa come emendamento ma come
ordine del giorno sì.
Il Presidente ANGdP Cersosimo: ” Nell’ambito di
tale discussione la on. Pelino ha presentato un
emendamento idoneo a protrarre il mandato dei gdp
con continuità e rinnovi quadriennali, per come da sempre richiesto dall’Angdp e ribadito in occasione del convegno di gennaio e
dell’assemblea di marzo ultimo scorso. La motivazione del rinnovo è semplice
e facilmente comprensibile da tutti, in special
modo in occasione dell’approvazione della legge in discussione: che senso ha formare dei magistrati per dodici anni e poi mandarli a
casa, operando un turn over? Come non rendersi conto che nel
2010 settecento cinquanta magistrati dovranno lasciare l’incarico e gli altri
duemiladuecentocinquanta nel 2012? Che fine farà la legge sulla
immigrazione clandestina e tutte le altre di cui vi è competenza esclusiva
dei giudici di pace sia in civile che in penale? Dal che l’opportunità, anzi la necessità di approvare
l’emendamento proposto”.
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14
maggio 2009
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RICHIESTA DEL
PRESIDENTE ANGdP AL MINISTRO ALFANO DI INCONTRO URGENTE ALLA LUCE DEGLI ORDINI DEL GIORNO
SULLA CONTINUITA’ DEI MANDATI ACCOLTI DAL GOVERNO
Il Presidente Cersosimo: ”A seguito dell’approvazione alla Camera del disegno
di legge sulla sicurezza ,che riconferma la competenza dei gdp in ordine al reato di clandestinità , nonché del
recepimento da parte del Governo dell’o.d.g. dell’on. Pelino, che prevede la continuità
nell’incarico dei gdp attualmente in servizio, Le chiedo un incontro urgente,
al fine di esporLe il disagio della
categoria ,chiamata ad operare in ogni ufficio del territorio, anche il più
periferico, e l’inevitabile paralisi di
ogni attività
che si produrrà nel prossimo anno , qualora non dovesse intervenire un
provvedimento urgente del suo ministero tempi brevissimi , per effetto della cessazione dall’incarico
di circa ottocento gdp e degli altri, che
seguiranno nei mesi successivi”.
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14
maggio 2009
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LA CAMERA HA
FATTO PROPRI GLI ORDINI DEL GIORNO DELL’On PAOLA PELINO
(9/2180/1) E DEGLI On.li MARINELLO, GIOACCHINO
ALFANO, BERNARDO, GARAGNANI, PELINO e ROMELE (9/2180/3) SULLA
CONTINUITA’ DEI MANDATI PER I GIUDICI DI PACE.
Vedi allegato
di seduta pag 1-3 (Odg Pelino) e 3-4 (Odg. Marinello)
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13
maggio 2009
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IL
GOVERNO HA ACCOLTO PIENAMENTE SENZA RINVIO PER FORMULAZIONE L’ORDINE DEL
GIORNO PRESENTATO DALL’On. PELINO (9/2180/1) E CON RINVIO DEGLI On.li MARINELLO, GIOACCHINO ALFANO, BERNARDO, GARAGNANI,
PELINO e ROMELE (9/2180/3) SULLA CONTINUITA’ DEI MANDATI PER I GIUDICI DI PACE.
VIDEO DELLA
RISPOSTA DEL GOVERNO Sottosegretario On. MANTOVANO
(andare su ‘ripresa discussione AC 2180-A pag. 55’
scorrere fino a ‘Mantovano Alfredo pag. 90’ e
cliccare su ‘play’)
Resoconto
stenografico pag. 90: ”PRESIDENTE. Nessun altro chiedendo di parlare invito il
rappresentante del Governo ad esprimere il parere. ALFREDO MANTOVANO, Sottosegretario di Stato per
l'interno. Signor Presidente, il
Governo accetta l'ordine del giorno Pelino n. 9/2120-A/1 (...) Il Governo
accetta l'ordine del giorno Marinello n.
9/2180-A/3, a
condizione che il dispositivo sia così riformulato: «impegna il Governo a
valutare l'opportunità di riconsiderare la durata massima di otto anni per
l'incarico di giudice di pace, sia pure subordinatamente al giudizio
periodico di idoneità»”.
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13
maggio 2009
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L’On PELINO E GLI On.li MARINELLO,
GIOACCHINO ALFANO, BERNARDO, GARAGNANI, PELINO e ROMELE HANNO
PRESENTATO DUE ORDINI DEL GIORNO (Pelino: 9/2180A/1) (Marinello:
(9/2180A/3) SULLA CONTINUITA’ DEI
MANDATI PER I GIUDICI DI PACE
(Allegato A della seduta n. 176 del 13 maggio 2009).
VIDEO
DELL’INTERVENTO DELL’ON. PAOLA PELINO
(andare su
‘ripresa discussione AC 2180-A pag. 55’ scorrere fino a ‘Pelino Paola pag. 58’ e cliccare su ‘play’)
Resoconto stenografico della seduta pag. 58: ”PRESIDENTE. Constato
l'assenza dell'onorevole Lo Moro, che aveva chiesto di parlare per illustrare
il suo ordine del giorno n. 9/2180-A/69; si intende che vi abbia
rinunciato. L'onorevole Pelino ha
facoltà di illustrare il suo ordine del giorno n. 9/ 2180-A/1. PAOLA PELINO. Signor Presidente, il maggior carico di lavoro
giurisdizionale, sia in campo civile che penale, che
si è venuto a determinare nei confronti dei giudici di pace renderebbe necessario assicurare con la protrazione
quadriennale continuità e professionalità degli incarichi.
Si dovrebbe
consentire, in attesa della riforma organica della magistratura di pace, una pluralità di rinnovi, soprattutto pensando ai
numerosi giudici (circa 750) il cui mandato è di prossima scadenza. Il giudice
di pace ha una sua visibilità riconosciuta dalla Costituzione (articolo 116),
è organo giudicante di primo grado, sia in sede civile che
in sede penale, e la continuità dell'incarico quadriennale è comunque
subordinata alla valutazione del consiglio giudiziario e del CSM ”.
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12
maggio 2009
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L’EMENDAMENTO
MARINELLO-GARAGNANI SULLA CONTINUTIA’ DEI MANDATI E’ STATO DICHIARATO
INAMMISSIBILE DALLA PRESIDENZA DELLA CAMERA PER ESTRANEITA’ ALLA MATERIA
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06
maggio 2009
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IL GOVERNO HA
POSTO LA FIDUCIA SUL DDL SICUREZZA LA DISCUSSIONE E’ RINVIATA AL 12, 13 e 14 MAGGIO
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06
maggio 2009
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E’ IN DISCUSSIONE IN
AULA L’EMENDAMENTO MARINELLO-GARAGNANI SULLA CONTINUITA’ DEI MANDATI PER I
GIUDICI DI PACE
pag. 30 del fascicolo di seduta
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30
aprile 2009
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L’EMENDAMENTO
E’ STATO DICHIARATO INAMMISSIBILE SU PARERE DEL GOVERNO
MOBILITAZIONE PER ASTENSIONE.
Il Presidente Cersosimo: ”Le commissioni
Giustizia ed Affari Costituzionali nella seduta del
28aprile u.s., su parere del Governo, hanno dichiarato inammissibile per
estraneità della materia l’emendamento Pelino sulla continuità dell’incarico
per i gdp. Giova ricordare che è stato
allegato all’art.22 bis del disegno di
legge sulla sicurezza, che prevede la competenza specifica del gdp in tema di reato di clandestinità. Tale decisione appare
strumentale per non affrontare il problema”.
Il Presidente Cersosimo: ”Si pongono
necessarie riflessioni con spirito unitario, cui chiamiamo a partecipare tutti i gdp con un referendum da proporre in ogni ufficio
che valuti iniziative di lotta che comportino
l’astensione dalle udienze e da tutte le attività connesse”.
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PUBBLICATE DAL
CSM LE GRADUATORIE PER I TRASFERIMENTI DEI GIUDICI DI
PACE
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23
aprile 2009
L’On. Paola Pelino ha presentato
l’emendamento sulla continuità per i giudici di pace
****
La dichiarazioni del presidente Cersosimo
***
Il testo dell’emendamento
***
La relazione all’emendamento
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L’ON. PAOLA
PELINO HA PRESENTATO ALLE COMMISSIONI CONGIUNTE AFFARI COSTITUZIONALI E GIUSTIZIA
DELLA CAMERA L’EMENDAMENTO SULLA CONTINUITA’
Il Presidente Cersosimo: ”
Siamo sicuri di
avere l’appoggio di gran parte del parlamento – ha
proseguito Cersosimo – Confidiamo
nel parere positivo del Ministro Alfano, che come si ricorderà nel
2007 si era reso promotore di un analogo disegno di legge, in uno con l’On. Marinello”.
Dopo l’art. 22 è inserito l’art. 22 bis
(Modifiche all'articolo 7
della legge 21 novembre 1991, n. 374,
in materia di durata dell'ufficio del
giudice di pace).
1.
All'articolo 7 della legge 21 novembre 1991, n. 374,
e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a)
il comma 1 è sostituito dal seguente:
«1.
Il rapporto di servizio del magistrato che esercita le funzioni di giudice
di pace ha la durata di quattro anni a decorrere dalla data del giuramento e
di immissione nel possesso delle funzioni; esso si protrae per ulteriori
periodi di quattro anni, subordinatamente al giudizio di idoneità di cui al
comma 2-bis» ;
b)
il comma 2 è abrogato;
c)
al comma 2-bis, primo periodo, la parola: «primo» è soppressa. Le
parole “integrato ai sensi del comma 2 dell’art. 4
nonché da un rappresentante dei giudici di pace del distretto” sono soppresse
e sostituite da “sezione autonoma per i giudici di pace”.
RELAZIONE ALL’EMENDAMENTO
DELL’ON. PAOLA PELINO
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16
aprile 2009
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RICHIESTA DEL
PRESIDENTE ANGdP AL MINISTRO ALFANO DI APPLICAZIONE VOLONTARIA DEI GIUDICI DI PACE DELL’ABRUZZO PRESSO ALTRI UFFICI
Il Presidente Cersosimo: ”Poiché per i
Giudici di Pace in servizio, il lavoro prestato presso gli uffici, è fonte di
primaria importanza, voglia prendere in considerazione che a tutti i
magistrati dell’Abruzzo sia data la
possibilità, a loro discrezione e
pur mantenendo la sede, di essere applicati presso altri uffici, anche non limitrofi o di fuori regione, di cui vi è necessità e
bisogno per essere sotto organico”.
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16 aprile 2009
RASSEGNA STAMPA
Italia Oggi
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PIÙ
COMPETENZE, CONTINUITÀ.
A GIORNI IN
AULA IL DDL SICUREZZA CHE PREVEDE LA COMPETENZA DEL GIUDICE DI PACE SUL REATO DI
IMMIGRAZIONE CLANDESTINA.
Il Presidente Cersosimo: ”Da questa necessaria premessa
deriva la richiesta più volte avanzata, di non
disperdere o azzerare la professionalità e l’esperienza acquisita dei tremila
gdp oggi in servizio. Senza rimandare alla lontana
una riforma che vede coinvolti i giudici di pace nella più ampia relativa ai
giudici onorari di tribunale, occorre dare stabilità e serenità a chi verrà investito di una così delicata funzione
giurisdizionale”.
LA LETTERA DI ALEMANNO.
Il Sindaco di
Roma Alemanno: “A fronte di tali considerazioni non può non
condividersi la richiesta reiterata sia dalla Vostra Associazione Nazionale che dai rappresentanti delle altre magistrature onorarie,
di rafforzare il rapporto con l’Amministrazione, eliminando
l’anacronistico limite dei mandati temporanei che può, peraltro restare,
come già avviene per i magistrati di ruolo, quale mero termine di periodiche
valutazioni sulla qualità e quantità dei provvedimenti emesso dal magistrato
onorario”.
RACCOLTA FONDI
PRO TERREMOTATI.
INIZIATIVA
DELL’ASSOCIAZIONE PER L’ABRUZZO.
La Presidenza
dell’Associazione Nazionale: “A seguito
del catastrofico terremoto che ha colpito la regione Abruzzo l’Associazione Nazionale Giudici di Pace promuove una raccolta di fondi. Tutti colleghi ed il
personale delle cancellerie sono invitati a partecipare. Le somme potranno essere versate direttamente
presso il c.c. postale n. 29262201 intestato Associazione Nazionale Giudici
di Pace con la causale
obbligatoria ‘pro Abruzzo’ oppure contattando i presidenti distrettuali e i
referenti di circondario dell’associazione”.
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11 aprile 2009
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RACCOLTA FONDI
PER L’ABRUZZO
La Presidenza
dell’Associazione Nazionale: “A seguito
del catastrofico terremoto che ha colpito la regione Abruzzo l’Associazione Nazionale Giudici di Pace promuove una raccolta di fondi. Tutti colleghi ed il
personale delle cancellerie sono invitati a partecipare. Le somme potranno essere versate direttamente
presso il c.c. postale n. 29262201 intestato Associazione Nazionale Giudici
di Pace con la causale
obbligatoria ‘pro Abruzzo’”.
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07 aprile 2009
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RASSEGNA STAMPA: Mondo
professionisti
Un’unica
magistratura onoraria per un’efficace giurisdizione laica.
Il Presidente OUA Maurizio De Tilla: ”Gli avvocati
stanno dando un forte contributo affinché si conferisca un ruolo paritario e concorrente
rispetto alla magistratura togata, anche nella predisposizione delle
regole e delle strutture a presidio della magistratura onoraria attinta
prevalentemente dagli albi degli avvocati. Tale
cooperazione va inquadrata nella prerogativa di “Soggetto costituzionale”.
Nel progetto, appunto, elaborato dall’OUA è previsto
che “L’avvocatura concorre, con propri rappresentanti, all’Amministrazione
della giustizia nelle diverse articolazioni”. Alla
Politica, anche da questa sede, insieme alla magistratura laica, lanciamo la
sfida per una giustizia più moderna, europea ed efficiente”.
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25 marzo 2009
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L’INTERVENTO
DELL’On. PAOLA PELINO ALLA XV ASSEMBLEA NAZIONALE
L’On. Paola
Pelino: “Ribadisco la mia assoluta disponibilità a perorare, come ho fatto
in precedenza, la Vostra causa. Appena
possibile, presenterò, come concordato con l’Avv. Cersosimo,
apposito emendamento al disegno di legge A. C. n.
2180, recante disposizioni in materia di sicurezza pubblica, in discussione in 1^ Commissione Affari Costituzionali
e 2^ Giustizia, che è stato in precedenza approvato dal Senato dopo un
approfondito esame presso le Commissioni di merito e la discussione in
Assemblea, con sostanziali modifiche e integrazioni”.
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18 marzo 2009
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L’ON. PAOLA
PELINO PRESENTERA’ ALLE COMMISSIONI CONGIUNTE AFFARI COSTITUZIONALI E
GIUSTIZIA DELLA CAMERA L’EMENDAMENTO SULLA CONTINUITA’
Dopo l’art. 22 è inserito l’art. 22 bis
(Modifiche all'articolo 7
della legge 21 novembre 1991, n. 374,
in materia di durata dell'ufficio del
giudice di pace).
1.
All'articolo 7 della legge 21 novembre 1991, n. 374,
e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a)
il comma 1 è sostituito dal seguente:
«1.
Il rapporto di servizio del magistrato che esercita le funzioni di giudice
di pace ha la durata di quattro anni a decorrere dalla data del giuramento e
di immissione nel possesso delle funzioni; esso si protrae per ulteriori
periodi di quattro anni, subordinatamente al giudizio di idoneità di cui al
comma 2-bis» ;
b)
il comma 2 è abrogato;
c)
al comma 2-bis, primo periodo, la parola: «primo» è soppressa. Le
parole “integrato ai sensi del comma 2 dell’art. 4
nonché da un rappresentante dei giudici di pace del distretto” sono soppresse
e sostituite da “sezione autonoma per i giudici di pace”.
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19 Marzo 2009
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ALEMANNO
CONDIVIDE E SOSTIENE
LE ISTANZE DEI GIUDICI DI PACE
Il Sindaco di
Roma Alemanno: “A fronte di tali considerazioni non può non
condividersi la richiesta reiterata sia dalla Vostra Associazione Nazionale che dai rappresentanti delle altre magistrature onorarie,
di rafforzare il rapporto con l’Amministrazione, eliminando
l’anacronistico limite dei mandati temporanei che può, peraltro restare,
come già avviene per i magistrati di ruolo, quale mero termine di periodiche
valutazioni sulla qualità e quantità dei provvedimenti emesso dal magistrato
onorario” (testo del comunicato pag. 1).
Il Sindaco di
Roma Alemanno: “Siate quindi pronti Amici Carissimi, a fare un
passo in avanti proponendovi con convinzione nella veste di magistrati a
pieno titolo, nel rispetto delle prerogative tipiche della magistratura di
ruolo, ma senza complessi di inferiorità; poiché magistrati
lo siete davvero e tali dovete continuare ad essere” (testo del
comunicato pag. 2).
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19
marzo 2009
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XV ASSEMBLEA
NAZIONALE DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE GIUDICI DI
PACE
Roma 19 Marzo 2009 ore 15:00
Hotel
Nazionale (piazza
Montecitorio)
____________
Roma 20 marzo 2009 ore
10: 00
Villa
Benedetta
INVITO E PROGRAMMA DEI
LAVORI
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05
marzo 2009
04
marzo 2009
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AUMENTO DELLA COMPETENZA CIVILE DEL GIUDICE DI PACE
COMUNICATO
STAMPA
IL SENATO HA APPROVATO L’AUMENTO DI
COMPETENZA CIVILE
DEL GIUDICE DI PACE
Il Presidente Cersosimo: “Si conferma ormai l'insostituibile presenza dei Giudici
di Pace nel sistema giustizia. Prendendo atto del dato di fatto, occorre che quanto prima si metta fine al
precariato con il rinnovo dei mandati, come
previsto dal ddl Marinello -Pelino, con recupero di professionalità, efficienza e notevoli risparmi
per il bilancio del Ministero di Giustizia”.
RASSEGNA STAMPA: Italia Oggi
Processo
civile: il Giudice di Pace raddoppia
”Al giudice di pace le liti fino a 5 mila euro, 20 mila per i sinistri. Ancora più poteri al Giudice di pace. Non solo raddoppia il valore della cause di competenza del magistrato onorario, ma
passa a 20 mila euro quello per i sinistri e viene ancora aggiunta la
competenza per le cause relative agli interessi o accessori da ritardato
pagamento di prestazioni previdenziali o assistenziali ”.
IL DDL SUL
PROCESSO CIVILE C.1082 CHE PREVEDE L’AUMENTO DELLA COMPENTENZA CIVILE DEL
GIUDICE DI PACE E’ STATO APPROVATO DAL SENATO
ART. 27
(MODIFICHE AL LIBRO PRIMO DEL CODICE CIVILE)
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25 febbraio 2009
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RASSEGNA STAMPA: Libero
La lettera
inviata al direttore Feltri dal Presidente Cersosimo
in risposta all’articolo di Vincenzo Vitale del 20
febbraio
Il Presidente Cersosimo: “Il sig.Vincenzo Vitale ha preso lucciole per lanterne. Mentre tutti gli organi di informazione
hanno correttamente segnalato che
l’avv. Mariangela Gentile svolge le funzioni di giudice onorario di Tribunale
in Bologna , tant’è che è stato anche intervistato il Presidente di quel
Tribunale , inopinatamente l’articolista qualifica come giudice di pace la
predetta per poi lanciarsi in una lunga diatriba nei confronti di tutti i
giudici di pace. Per prima cosa è intollerabile che senza conoscere gli atti
si costruisca un articolo “pesante “ , senza dare
alla stessa alcuna possibilità di poter esprimere le ragioni che abbiano
potuto indurla in una decisione , che, se vista sull’onda emotiva , può
apparire grave . In secondo luogo , quantunque la stessa abbia
sbagliato ed è umano , anche se il Presidente del Tribunale mostra di non condividere tale sbaglio,
perché coinvolgere in un giudizio negativo
tutti i restanti ottomila
giudici onorari , ed in particolar modo i giudici di pace, che, nella
specie, non c’entrano assolutamente niente ?
Ad ogni buon fine voglio ricordare che l’attività dei giudici di pace ,
la cui professionalità viene verificata ogni quattro anni . è molto
apprezzate dal legislatore , che
proprio in questi giorni ha licenziato in senato il disegno di legge sulla
sicurezza ove è viene attribuita ai giudici di pace la competenza sul reato
di clandestinità per gli extra comunitari .
Ne
prenda nota e se ne faccia una ragione il sig. Vitale
Mi auguro che ella sappia contribuire a chiarire la vicenda ed inviti il dott. Vitali a scusarsi con
gli ottomila giudici onorari”.
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23 febbraio 2009
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RASSEGNA STAMPA: Italia Oggi
IL GIUDICE DI PACE FA DA APRIPISTA AI REATI MINORI
“L'articolo 35 del decreto
legislativo 274/2000 (competenza penale del giudice di pace) prevede
l'estinzione del reato conseguente a condotte riparatorie.
Il giudice di pace, sentite le parti e l'eventuale persona
offesa, può dichiarare con sentenza estinto il reato, quando l'imputato dimostra
di aver proceduto, prima dell'udienza di comparizione, alla riparazione del
danno cagionato dal reato, mediante le restituzioni o il risarcimento, e di
aver eliminato le conseguenze dannose o pericolose del reato”.
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21 febbraio 2009
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COMUNICATO
STAMPA
SARA’ PRESENTATO ALLA CAMERA
L’EMENDAMENTO SULLA CONTINUITA’
“Gli Onorevoli Marinello e
Pelino hanno confermato al Presidente Cersosimo che
presenteranno l’emendamento sulla continuità non appena il disegno di legge sulla sicurezza sarà calendarizzato presso le commissioni congiunte affari
costituzionali e giustizia della camera”.
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19 febbraio 2009
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RASSEGNA STAMPA: Italia Oggi
LA PAROLA D’ORDINE E’ CONTINUITA’
Niente riforma
dell’istituto senza o contro i giudici di pace
Il Presidente Cersosimo: “A Napoli ho consegnato
personalmente al Ministro il testo dell’intervento i cui punti essenziali possono
essere riassunti: a) precipuità della
funzione di giudice di pace diversa funzione di giudice di pace, diversa
dalla funzione di giudice onorario di Tribunale; b) riconoscimento di uno
status che tenga conto dell’autonomia ed
indipendenza del magistrato di pace; c) allocazioni diverse degli uffici; d) procedere nell’immediato
all’approvazione del disegno di legge Marinello,
Pelino e altri in ordine alla continuità dell’incarico e previdenza. La
continuità è prioritaria e essenziale (…) In tale
situazione in questi giorni appare evidente che i gdp
debbono estrinsecare una ben mirata azione di coinvolgimento, senza ricercare
improbabili scorciatorie. Ad
un obiettivo comune si risponde con un’azione comune che oggi è di proposta e
domani; in assenza di risultati non potrà che essere di lotta nelle forme che
tutti insieme determineremo, come abbiamo fatto allorché abbiamo fermato il
disegno di legge Scotti”.
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12
febbraio 2009
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COMUNICATO
STAMPA
LA COMPETENZA DEI GIUDICI DI PACE IN MATERIA DI REATO DI IMMIGRAZIONE CLANDESTINA E’ ALLA CAMERA
IL Presidente
Francesco Cersosimo: “L’Associazione Nazionale, perseguendo con coerenza l’obiettivo della
continuità dell’incarico per tutti i Giudici di Pace, ha inoltrato agli Onorevoli Marinello e
Pelino, che si erano resi disponibili sin dal convegno tenutosi al Roma il 15 gennaio 2009, un emendamento da presentare
al disegno di legge C.2180”.
EMENDAMENTO AL DISEGNO DI
LEGGE C.2180
PROPOSTO DALL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE GIUDICI DI PACE
Art. 1.
(Modifiche all'articolo 7
della legge 21 novembre 1991, n. 374,
in materia di durata dell'ufficio del
giudice di pace).
“1. All'articolo 7 della legge 21 novembre 1991, n. 374, e successive modificazioni,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a)
il comma 1 è sostituito dal seguente:
«1.
Il rapporto di servizio del magistrato che esercita le funzioni di giudice
di pace ha la durata di quattro anni a decorrere dalla data del giuramento e
di immissione nel possesso delle funzioni; esso si protrae per ulteriori
periodi di quattro anni, subordinatamente al giudizio di idoneità di cui al
comma 2-bis» ;
b)
il comma 2 è abrogato;
c) al comma 2-bis,
primo periodo, la parola: «primo» è soppressa”.
COMUNICATO STAMPA DEL 07 giugno 2008
IL Presidente Francesco Cersosimo: “Possiamo farci
carico del problema dell’espulsione dei clandestini. Necessario
un diverso status per i Giudici di Pace. Continuità e
diritti previsti per ogni lavoratore”.
RASSEGNA STAMPA DEL 08 giugno 2008
ll GIORNALE.IT: “La proposta, avanzata dal ministro Roberto
Calderoli, ieri ha trovato disponibile il presidente dell’Associazione dei giudici di pace, Francesco Cersosimo: «Possiamo farci carico del problema». Calderoli è soddisfatto: «Il lodo sul reato di immigrazione
clandestina inizia a concretizzarsi - annuncia - e a mettere d’accordo tutti
coloro i quali temevano un ingolfamento della giustizia e gratuiti arresti. Berlusconi, il Vaticano,
l’opposizione e l’Associazione nazionale magistrati possono stare tranquilli”.
CORRISPONDENTI.NET: Il Ministro Calderoli: “I togati stiano tranquilli. I Giudici di
Pace per fortuna hanno raccolto la sfida. Grazie alla
disponibilità dei Giudici di Pace manifestata dal loro presidente Francesco Cersosimo di farsi carico del problema”.
RAI NEWS 24: Il Ministro
Calderoli: “Il reato di immigrazione clandestina sarà di competenza
dei Giudici di Pace”.
ADUC IMMIGRAZIONE: Il Ministro
Calderoli: “Saranno i Giudici di Pace a farsi
carico del reato di clandestinità. Un grazie va dimostrato al Presidente dei Giudici di Pace
Francesco Cersosimo per il dimostrato senso dello
Stato”.
ALICE.NET: Il Ministro
Calderoli: “Problema risolto grazie ai Giudici di Pace. Questo lodo può mettere d’accordo tutti, dal Vaticano,
all’opposizione, da Berlusconi all’ANM. Ma un grazie
per il senso dello Stato va dato al Presidente dei Giudici di Pace Cersosimo”.
APCOM-VIRGILIO NOTIZIE: Il Ministro Calderoli: “Berlusconi, il Vaticano, l’opposizione, e l’Associazione Nazionale
Magistrati, possono stare tranquilli. Problema risolto grazie ai Giudici di Pace”.
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12 febbraio 2009
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IL DDL SICUREZZA C.2180 APPROVATO DAL SENATO E’ STATO
ASSEGNATO ALLE COMMISSIONI RIUNITE I AFFARI COSTITUZIONALI E II GIUSTIZIA IN
DATA 11.02.2009
ART. 21
(INGRESSO E SOGGIORNO ILLEGALE NELLO STATO)
ART. 22 (COMPETENZA
DEL GIUDICE DI PACE A CONOSCERE IL REATO)
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12 febbraio 2009
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RASSEGNA STAMPA: “Il Denaro”
del 28.01.2009
NECESSARIO
GRANTIRE L’AUTONOMIA E L’INDIPENDENZA DEI GIUDICI DI
PACE
Il Vice Presidente Vincenzo Crasto: “L’Associazione
è una forza molto responsabile e chiede a dire il vero qualcosa di meno. Certa delle qualità
professionali dei magistrati di pace, accetta la
sfida di una continuità attraverso il rinnovo quadriennale dei mandati,
previa verifica dell’attività svolta da ciascun magistrato. L’attuale ministro della Giustizia: «il giudice di pace
opera nell’esercizio di una funzione giurisdizionale alquanto rilevante e
che, per il migliore esercizio di tale funzione, egli deve godere
di autonomia e di indipendenza, essendo impegnato in essa a tempo
pieno, quale giudice di prossimità articolato sul territorio, vicino alle
quotidiane esigenze del cittadino»”.
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05 febbraio 2009
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IL SENATO
APPROVA IL DDL SICUREZZA S.733
CON EMENDAMENTI TRASMESSO
ALL’ALTRO RAMO DEL PARLAMENTO IN DATA 09.02.2009
ART. 21
(INGRESSO E SOGGIORNO ILLEGALE NELLO STATO)
ART. 22 (COMPETENZA
DEL GIUDICE DI PACE A CONOSCERE IL REATO)
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02 febbraio 2009
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COMUNICATO STAMPA SULL’ANNO
GIUDIZIARIO
L’ASSOCIAZIONE
NAZIONALE GIUDICI DI PACE CHIEDE AL GOVERNO IL
RICONOSCIMENTO DELLA CONTINUITA’ DELLE FUNZIONI E DEI DIRITTI COSTITUZIONALI
Il Presidente
Francesco Cersosimo: “Accogliendo la
nostra istanza avanzata anche in occasione
dell’inaugurazione dell’anno scorso, l’attuale governo meritoriamente si
appresta ad aumentare la competenza per valore. L’on. Marinello e tanti altri
deputati che stanno firmando in questi giorni, hanno riproposto
il disegno di legge, che nel 2007 vedeva
quale secondo firmatario l’attuale ministro Alfano. La proposta era ed è incentrata su due aspetti: continuità
nell’incarico con rinnovo quadriennale; previdenza. Nello stesso tempo vogliamo dirlo con grande chiarezza: se anche nel
corrente anno le attese dei Giudici di Pace verranno
frustrate ancora una volta senza che si
intraveda un reale cambiamento di rotta nel senso auspicato dal comune
sentire, in ordine alle priorità CONTINUITA’ NELL’INCARICO E PREVIDENZA,
l’Associazione Nazionale, forte del consenso acquisito in quindici anni di
attività anche presso l’opinione pubblica, trarrà le dovute conseguenze. Senza nulla escludere: dallo stato di agitazione alla
prolungata astensione dalle udienze con il coinvolgimento di tutti i
cittadini”.
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01 febbraio 2009
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EMENDAMENTO
AL DISEGNO DI LEGGE N. 1305/S DI
CONVERSIONE DEL DECRETO LEGGE 30.12.2008
PROPOSTO
DALL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE GIUDICI DI PACE e
dall’UNAGIPA
(“Proroga di termini previsti da
disposizioni legislative e disposizioni finanziarie urgenti”)
“I concorsi per l’ammissione al
tirocinio e le nuove nomine a giudice di pace, le nomine e le procedure concorsuali in corso per l’ammissione al tirocinio, per la
nomina e per l’immissione nelle funzioni di nuovi giudici di pace ai sensi
degli articoli 4 e 4 bis della legge
21.11.1991 n. 374 sono sospesi sino all’approvazione della riforma
della magistratura di pace e onoraria e comunque fino al 31 dicembre 2009.
Le scadenze degli
incarichi di tutti i giudici di pace in servizio sono prorogate di due anni.”.
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01 febbraio 2009
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RICHIESTA DI
AUDIZIONE CONGIUNTA
ASSOCIAZIONE
NAZIONALE GIUDICI DI PACE E UNAGIPA
Il Presidente Cersosimo e il Segretario Longo: “Con riferimento alle numerose
richieste che le scriventi organizzazioni Le hanno rivolto, si sollecita un
incontro urgente prima della discussione finale al Senato della conversione
in legge del decreto legge c.d. milleproroghe
(n.208 del 2008), al fine di procedere, in prospettiva
della urgente rideterminazione delle piante organiche degli uffici dei
giudici di pace, all’immediato blocco del decreto “Scotti” del 24 aprile 2008”.
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28 gennaio 2009
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INAUGURAZIONE ANNO GIUDIZIARIO 2009
INTERVENTO DEL
PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE
Il Presidente
Francesco Cersosimo: “Continuità
nell’incarico e previdenza sono le istanza
prioritarie per il 2009. Su questo l’Associazione Nazionale impegnerà in
tutta Italia i propri aderenti. In conclusione, prendiamo atto di quanto il ministro Alfano ha espresso
nella relazione alla Camera dei Deputati il 27 u. s.
‘I dati statistici confermano
l’essenziale contributo della Magistratura onoraria alla Giurisdizione. Si tratta di una
preziosa risorsa che
, in tempi brevi, dovrà trovare una
più adeguata collocazione nell’ambito della giurisdizione attraverso una
riforma radicale ed un riordino dei ruoli che non merita di essere
ulteriormente differito: un riconoscimento espresso del ruolo della
magistratura onoraria è costituito
dalle varie ipotesi di riforma e
valorizzazione (anche con proposte innovative che provengono dalla stessa
maggioranza) che riguardano in
particolare la giustizia di prossimità
erogata dai Giudici di Pace’”.
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16 gennaio 2009
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COMUNICATO STAMPA SUL CONVEGNO
NAZIONALE
IL DIRETTIVO
CENTRALE DELL’ASSOCIAZIONE
Il Presidente
Francesco Cersosimo: “Il direttivo ha deciso di continuare a perseguire
gli obiettivi della piattaforma
congressuale approvata dal XIV congresso a Bologna il 18-19 aprile 2008, e
che ha trovato ulteriore esplicitazione nel convegno romano. D’intesa con i parlamentari presenti si è
convenuto di insistere nel calendarizzare il
disegno di legge e nel contempo di attivare ogni
possibile iniziativa, anche attraverso emendamenti da apportare al decreto
“mille proroghe” oppure al disegno di legge “sulla sicurezza” allorché
saranno discussi alla camera”.
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22 gennaio 2009
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RASSEGNA STAMPA: Italia Oggi
PIU’ FORZA AI
GIUDICI ONORARI
Il Presidente OUA Maurizio De Tilla: “E’ giunto il momento di dare forza
e sistemazione normativa alla magistratura onoraria. Con l'attività
svolta dagli avvocati come giudici laici si è dato un notevole contributo
allo smaltimento dei processi. Il numero dei magistrati onorari ha superato
le 11.500 unità su un numero complessivo di 21.000 giudici. In concreto, la magistratura onoraria si occupa del 65 per cento
del contenzioso civile”.
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15 gennaio 2009
CONVEGNO NAZIONALE
sul tema
“Continuità
nell’incarico, previdenza, Consiglio Superiore della Magistratura. Aspetti di uno stesso problema: il Giudice di Pace, magistrato
togato nell’ordinamento giudiziario”.
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RASSEGNA STAMPA: Italia Oggi
GIUDICI DI PACE: precarietà stop
Alla scadenza
del mandato rischio paralisi per gli uffici
Il Presidente Cersosimo: “Ci chiediamo,
quotidianamente, nell'esercizio di tale gravosa incombenza,
possono dei magistrati essere precari? Allo scadere del terzo mandato, tutti a casa con inevitabili
effetti paralizzanti per gli uffici, con nuovi tirocini, corsi di formazione
e nuova professionalità da creare. Con buona pace del milione e 300
mila sentenze emesse in un anno! Altro che bagattelle. Risposte concrete a
chi chiede la tutela del proprio diritto contro vessazioni e abusi. Qual è la
serenità di un magistrato, se è precario e privo anche di previdenza? Il
reddito prodotto non serve a niente. Se si è avvocati
non fa premio su quello professionale e non incide sulla pensione. E chi non
è avvocato? Resta completamente a piedi”.
RASSEGNA STAMPA: Ansa
GIUSTIZIA: Giudici di Pace: La riforma non ci lasci precari.
Anche il
presidente dell'Organismo Unitario dell'Avvocatura (Oua)
Maurizio De Tilla ha
definito uno ''scandalo'' l'assenza di trattamento pensionistico
per i giudici di pace e ha fatto appello per un grande convegno nazionale
di avvocati e giudici onorari.
RASSEGNA STAMPA: Adnkronos - Ansa
GIUSTIZIA: OUA: necessaria riforma
organica della magistratura onoraria
Il Presidente
Maurizio De Tilla: “Ed e' fondamentale che si garantisca pari dignita'
tra magistratura onoraria e magistratura togata, sia sul piano
dell'inquadramento giuridico sia sotto il profilo del trattamento economico e
previdenziale. La magistratura onoraria e' una
risorsa della nostra giustizia e' giunto il momento di varare una legge che
dia forza al settore e che lo sottragga da uno stato di eterna emergenzialità'”.
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15 gennaio 2009
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CONVEGNO NAZIONALE
sul tema
“Continuità
nell’incarico, previdenza, Consiglio Superiore della Magistratura. Aspetti di uno stesso problema: il Giudice di Pace, magistrato
togato nell’ordinamento giudiziario”.
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14 gennaio 2009
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COMUNICATO STAMPA SUL CONVEGNO
NAZIONALE
Il Presidente Cersosimo: “Il convegno vuole porre all’attenzione lo
stato di precarietà’ in cui versano i giudici di pace. questi
pur facenti parte dell’ordinamento giudiziario con autonomia ed indipendenza
giurisdizionale, non
hanno certezza di continuare nell’incarico, non hanno previdenza
e non sono rappresentati nel consiglio superiore della magistratura”.
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