1861

 

2012

 

 

 

 

 

L’Associazione Nazionale Giudici di Pace celebra l’Unità d’Italia

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CONVOCAZIONE DELLA XVIII ASSEMBLEA NAZIONALE

NAPOLI 20-21 aprile 2012

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31

marzo

2012

 

L’ASSOCIAZIONE NAZIONALE è INTERVENUTA ALLA CONFERENZA NAZIONALE DELLA GIUSTIZIA PRESSO LA CAMERA DEI DEPUTATI

 

La Presidenza: “L’Associazione Nazionale Giudici di Pace è intervenuta venerdì 30 marzo, con il suo presidente, presso la Camera dei Deputati alla Conferenza nazionale della giustizia PD, unitamente, tra gli altri, al ministro della Giustizia Severino, al neopresidente ANM Sabelli, al Segretario PD Bersani. Forse solo le audizioni alla Camera ed al Senato dello scorso anno, rispettivamente sulla riforma della Costituzione e della giustizia di pace, hanno avuto pari rilevanza.  Finalmente, grazie all'Associazione, vediamo riconosciuto il nostro ruolo centrale nell'amministrazione  della giustizia. Abbiamo fatto sentire forte la voce della magistratura di pace. In specie abbiamo insistito nel chiedere una riforma che intervenga entro la fine della legislatura, anche per evitare al Paese il rischio di una condanna da parte della Corte Europea dei diritti dell’uomo a seguito delle azioni da noi proposte. Ringrazio tutti i dirigenti dell’Associazione che hanno reso possibili tali risultati. Parteciperemo altresì al fondamentale evento europeo sui magistrati di pace di cui abbiamo resi edotti nelle scorse settimane. Molto vi è ancora da fare, ma è certo che l'Associazione c'è e continuerà ad operare senza soluzione di continuità”.

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19

marzo

2012

L’ASSOCIAZIONE INCONTRA I SEN. BERSELLI, SERRA, DIVINA e COSTA

                                               

 

La Presidenza: “Una delegazione dell’Associazione Nazionale Giudici di Pace composta dal Presidente Crasto, dal vicepresidente Di Girolamo, da Daniela Longo dell’Ufficio di Presidenza e dal membro della giunta Mannino ha avuto una serie d’incontri con il Presidente della Commissione Giustizia Sen. Filippo Berselli, con il Sen. Serra, Capogruppo UDC in Commissione Giustizia e con il Sen. Divina, Capogruppo Lega Nord in Commissione Giustizia. L’Associazione ha chiesto la massima accelerazione dell’iter di approvazione della riforma della giustizia di pace, all’esame proprio della Commissione giustizia del Senato ed in ordine alla quale l’Associazione è stata sentita in audizione nel lontano luglio dell’anno scorso. Abbiamo evidenziato ai parlamentari l’estrema gravità di una situazione di precarietà e di assoluta carenza di diritti costituzionali previdenziali ed assistenziali, palesemente incostituzionale ed è in patente contrasto con le direttive comunitarie in materia di trattamenti riservati ai giudici onorari, la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, la Carta di Strasburgo e con la raccomandazione del 17 novembre 2010 del Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa CM/Rec (2010)12. L’Associazione ha ringraziato il Sen. Serra per la recente presentazione di un’interessante proposta di riforma della giustizia di pace (S. 3186), il quale ha assicurato il massimo impegno per l’approvazione.  Anche il Sen Costa (PDL) è stato incontrato dall’Associazione, il quale ha presentato in Commissione Giustizia del Senato, un importante disegno di legge (3090) sulla stabilizzazione dei Giudici di Pace. Il Presidente Berselli ha garantito che la riforma sarà licenziata in tempi brevi. Abbiamo però espresso agli autorevoli interlocutori la nostra preoccupazione in ordine alla possibilità di giungere all’approvazione della riforma da parte di entrambi i rami del Parlamento e chiesto di approvare in uno dei prossimi provvedimenti in tema di giustizia una norma che preveda quantomeno la continuità della funzione dei giudici di pace”.

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24

febbraio 2012

L’ASSOCIAZIONE INCONTRA LA CASSA FORENSE

 

 

La Presidenza: “Una delegazione dell’Associazione Nazionale Giudici di Pace, composta dal Vicepresidente Di Foggia e dal Presidente distrettuale Tesei ha incontrato nella giornata di oggi i vertici della Cassa forense. L’Associazione ha perseguito in questi anni la strada del confronto serrato con le istituzioni per giungere al riconoscimento delle tutele previdenziali ed assistenziali riconosciute a tutti i lavoratori. L’Associazione ritiene di fondamentale rilevanza la prosecuzione del confronto con la Cassa Forense per conseguire il risultato auspicato. Auspichiamo che la Cassa forense si attivi ancora con maggior impegno al fine di realizzare le sinergie necessarie per garantire i diritti fondamentali in materia pensionistica ed assistenziale a tutti quegli avvocati che hanno visto progressivamente diminuire i propri emolumenti per servire il Paese nello svolgimento delle funzioni giurisdizionali”.

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23

febbraio 2012

SOLIDARIETA’ AL PROCURATORE CAPO DI TORINO GIAN CARLO CASELLI

 

 

Il Presidente Crasto: “L’Associazione Nazionale Giudici di Pace esprime solidarietà al Procuratore Capo Giancarlo Caselli e ai magistrati della Procura della Repubblica di Torino. Nell’ultimo periodo il procuratore Caselli è stato oggetto di una campagna denigratoria a causa di provvedimenti adottati nei confronti di persone indagate di reati che si assumono commessi nell’ambito della manifestazione, legittima, di dissenso alla TAV. La gravità di quanto è accaduto non va soltanto ravvisata nei toni gratuitamente offensivi e volgari che travalicano quello che è il legittimo esercizio del diritto di critica, per configurare invece un attacco alla persona del magistrato, ma anche e soprattutto nel fatto che questo costituisce una lesione all’autonomia della magistratura. Il Procuratore Caselli viene, infatti, offeso per il semplice motivo di aver compiuto atti dovuti del suo ufficio che secondo alcuni avrebbe dovuto omettere, ma un magistrato non può, di fronte a fatti astrattamente costituenti reato, scegliere se procedere o meno a suo arbitrio, erigendosi a legislatore, ma deve applicare la legge adottando i provvedimenti conseguenti. L’autonomia della magistratura non è un principio posto a beneficio della persona del magistrato, ma a tutela dell’intero ordinamento perché solo garantendo l’indipendenza del magistrato di fronte a pressioni di piazza o di altri poteri si tutela quello che è il fondamentale principio di uno stato democratico, ossia l’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge”.

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22

febbraio 2012

L’ASSOCIAZIONE NAZIONALE INCONTRA IL SENATORE SERRA

 

Il Presidente Crasto: “Il Presidente Crasto all’esito dell’incontro ha dichiarato: «abbiamo ringraziato il Sen. Serra per aver presentato in sede di conversione del d.l. n. 212/2011, in Commissione Giustizia del Senato, un emendamento che prevedeva la continuità per i magistrati di pace ed illustrato la nostra idea di riforma sulla magistratura di pace ed in specie le proposte volte a rendere più efficiente e celere il processo nel nostro Paese, innanzitutto prevedendo un aumento delle competenze del giudice di pace nel civile sino a 25.000 euro. Abbiamo proposte soluzioni strutturali in grado di deflazionare il contenzioso in un anno. Abbiamo altresì manifestato la nostra contrarietà alla chiusura di circa 700 sedi del Giudice di Pace esistenti sul territorio nazionale, che riteniamo potrebbe condurre al collasso della giustizia di pace, che oggi tratta oltre il 50% del civile e che definisce i giudizi in tempi brevissimi, in media in meno di un anno, ed abbiamo portato la nostra proposta volta a salvare la maggior parte degli uffici. Abbiamo altresì lamentato la mancata previsione di tutele previdenziali ed assistenziali e persino il mancato adeguamento delle indennità secondo gli indici Istat, prevista dalla legge istitutiva, ma mai avvenuto dal 1999 ad oggi.» Il Sen Serra ha seriamente assicurato piena disponibilità a sostenere le istanze della magistratura di pace, in specie per quanto riguarda la tutela della maternità e la rinnovabilità dei mandati”.

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20

febbraio 2012

E’ STATA PUBBLICATA IN G.U.  LA LEGGE DI CONVERSIONE CHE PREVEDE LA PROROGA PER I GIUDICI DI PACE

 

Il Presidente Crasto: “Come già ribadito il decreto di proroga delle funzioni, è una soluzione che ovviamente non soddisfa l’Associazione Nazionale ma che comunque costituisce un obiettivo che deve essere perseguito con forza per evitare la cessazione dalle funzioni di più di 800 giudici di pace. Inoltre occorre ricordare sempre che la mancata previsione della proroga costituirebbe un precedente che pregiudicherebbe la permanenza nelle funzioni di tutti i Giudici di Pace e non solo di quelli in scadenza. L’Associazione Nazionale sta continuando nella sua azione diretta ad ottenere la continuità degli incarichi per tutti i giudici di pace. Infatti, in sede di presentazione di emendamenti all’art. 15 del D.L. 212/2011, proposti dalle forze politiche da noi contattate, si è raggiunta una convergenza della quasi totalità dei partiti sulla nostra istanza di continuità dei mandati per i Giudici di Pace, che mai ci saremmo aspettati anni fa. Questo è un importante risultato che si deve alla continua attività non solo della Presidenza dell’Associazione ma di tutti quei colleghi che, invece di lasciarsi andare ad inutili piagnistei e sterili polemiche, hanno deciso di attivarsi presso le forze politiche per raggiungere un sempre più ampio consenso intorno alle nostre istanze”.

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16

febbraio 2012

LETTERA DEL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA PROF. SEVERINO AL PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE Avv. CRASTO

 

Il Ministro: “Gentile Dott. Crasto ho letto con attenzione le Sue considerazioni per le quali la ringrazio. Le proposte di emendamento cui Lei fa riferimento recavano le  linee generali per una riforma complessiva e sistematica di principi di delega. Tali linee di riforma sarebbero state, al pari degli altri emendamenti governativi e parlamentari, oggetto di dibattito e condivisione nell’ambito delle Commissione Giustizia del Senato e della Camera dei Deputati. Il percorso che era stato immaginato avrebbe consentito di intervenire rapidamente dettando le basi per una riforma da tempo attesa e premesso un ampio confronto con le rappresentanze della magistratura onoraria saranno adeguatamente consultate. Questa soluzione, tuttavia è stata rinviata ad altro momento. Pertanto, non appena si ripresenterà l’occasione di riproporre ipotesi di revisione della materia, le rappresentanze della magistratura onoraria saranno adeguatamente consultate.

 

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28

gennaio

2012

DISCORSO DEL PRESIDENTE CRASTO ALL’INAUGURAZIONE DELL’ANNO GIUDIZIARIO

 

Il Presidente Crasto: “Il 17 novembre 2010 il Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa ha approvato la raccomandazione CM/Rec (2010)12 «sui giudici: indipendenza, efficacia e responsabilità», che contiene importanti affermazioni a tutela della indipendenza della magistratura, considerata come un «elemento connaturale allo Stato di diritto ed essenziale per l’imparzialità dei giudici ed il funzionamento del sistema giudiziario».  Il provvedimento europeo individua come elemento chiave dell’indipendenza dei giudici «la certezza di permanenza nelle funzioni e l’inamovibilità». Inevitabile conseguenza di questo principio è la garanzia di permanenza nelle funzioni fino al raggiungimento dell’età del pensionamento. I Ministri Europei si sono pronunciati anche sul tema della remunerazione dei giudici, che «deve essere commisurata al loro ruolo professionale e alle loro responsabilità e che deve garantire il mantenimento di una remunerazione ragionevole in caso di malattia, di congedo per maternità o paternità, nonché il pagamento di una pensione per il collocamento a riposo» ed hanno affermato che devono essere evitati sistemi che facciano dipendere dalle prestazioni gli elementi essenziali della retribuzione, in quanto essi possono creare difficoltà all’indipendenza dei giudici. Alla luce di tale raccomandazione, non è più possibile, pertanto, giustificare la presenza nel nostro ordinamento di giudici che vengono retribuiti in base al numero di provvedimenti emessi, ovvero a cottimo. La previsione di mandati plurimi costituirebbe un’importante apertura da parte del governo ed avrebbe l’effetto immediato di dare ai giudici di pace quella piena serenità necessaria all’esercizio dell’attività giurisdizionale”.

 

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18

gennaio

2012

PRESENTATI SEI EMENDAMENTI SULLA CONTINUITA’ PER I GIUDICI DI PACE DA ESPONENTI DI TUTTE LE FORZE POLITICHE

 

GLI ELEMENTAMENTI PRESENTATI

 

La Presidenza: “In forza della nostra azione, sono stati presentati vari emendamenti, in sede di conversione del d.l. n. 212/2011 in discussione alla Commissione Giustizia del Senato, aventi ad oggetto da un lato la continuità della magistratura di pace attraverso i mandati plurimi e dall’altra la riduzione della pianta organica della stessa magistratura in modo da incidere sulla normativa che riapriva le procedure concorsuali. L’approvazione di tali emendamenti costituisce un primo e significativo passo per l’accoglimento del complesso delle istanze della categoria che l’Associazione sta portando avanti nelle sedi politico-istituzionali. Come ogni magistrato di pace sa, ancora tanto lavoro deve essere fatto, a tal fine è necessario un pieno e convinto sostegno all’Associazione, oltre ad uno sforzo unitario della categoria, in quanto gli obiettivi da raggiungere sono comuni a tutti i Giudici di Pace, specie per i colleghi di ultima generazione, che costituiscono il nucleo della dirigenza nazionale.

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22 dicembre 2011

PUBBLICATO IN GAZZETTA UFFICIALE IL DECRETO LEGGE SULLA PROROGA

 

La Presidenza: “Oggi è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale (G.U. del 22.12.2011 Serie Generale n. 297) il Decreto Legge 22.12.2011 n. 212 che all’articolo 15 prevede la proroga dei Giudici di Pace sino alla riforma organica della magistratura onoraria e comunque sino al 31.12.2012. L’associazione Nazionale è intervenuta in limine, in quanto sino a due giorni fa, per un mero errore materiale, non era prevista la proroga per i Giudici di Pace che scadevano al 31.12.2012 ma solo per quelli con scadenza al 31.12.2011. Abbiamo chiarito, inviando comunicato, la necessità che le proroghe dei Giudici di Pace siano tenute distinte da quelle dei Got e Vpo, per quanto attiene alla fissazione del termine, dovendosi necessariamente prevedere per i giudici di pace la proroga sia dei magistrati in scadenza nell’anno in corso che di quelli in scadenza nell’anno successivo. Pertanto per il prossimo anno la proroga dovrà prevedere sia i Giudici in scadenza nell’anno 2012 che quelli in scadenza nell’anno 2013.

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16 dicembre 2011

Interrogazione a risposta scritta al Ministro della Giustizia

del Sen. Mariano DELOGU

 

 

Il Senatore DELOGU: “Premesso che solo la previsione di una certa continuità dei mandati , mediante conferme quadriennali possa assicurare la necessaria autonomia ed indipendenza ai giudici di pace, come è accaduto nel 2005 per i magistrati tributari e nel 2010 per i magistrati onorari minorili e come chiede l’Europa. Tale riforma permetterebbe di realizzare una sistema eminentemente meritocratico, con valutazione quadriennale dell’esercizio dell’attività giurisdizionale dei giudice di pace da parte del Consiglio superiore della Magistratura e del Consiglio giudiziario di appartenenza, rimuovendo il limite dei tre mandati. Ciò sarebbe anche il linea con il principio del buon andamento della pubblica amministrazione (art. 97 Cost..

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16 dicembre 2011

IL CONSIGLIO DEI MINISTRI APPROVA LA PROROGA ANNUALE PER I GIUDICI DI PACE

 

Il Presidente Crasto: “Come assicurato all’incontro di mercoledì 07 dicembre ai vertici dell’Associazione Nazionale Giudici di Pace dal sottosegretario alla Giustizia Prof. Salvatore Mazzamuto, sarà prevista un’ulteriore proroga annuale per i giudici di pace in scadenza. Trattasi di provvedimento che ovviamente non soddisfa l’Associazione Nazionale ma che comunque costituisce un obiettivo che va perseguito con forza per evitare la cessazione dalle funzioni di più di 800 giudici di pace, evento che oltre a costituire un pericoloso precedente, rappresenterebbe un grave pregiudizio al funzionamento della giustizia. L’Associazione continuerà nella sua attività per raggiungere quelli che sono i punti irrinunciabili quali la rinnovabilità degli incarichi e la necessaria previsione di una copertura previdenziale, consapevole di una sempre crescente condivisione da parte delle istituzioni e delle forze politiche.

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16 dicembre 2011

CONSIGLIO DEI MINISTRI n. 7

Provvedimenti in materia di giustizia approvati

 

“Decreto Legge EFFICIENZA PROCESSO CIVILE E SOVRAINDEBITAMENTO

(Omissis)

E' prevista una proroga di un anno per i magistrati onorari in servizio, tenuto conto, da un lato della necessità di procedere alla riforma organica della magistratura onoraria, dall'altro di completare l'attuazione della delega in materia di revisione delle circoscrizioni giudiziarie

 

“Decreto Legislativo REVISIONE DELLE CIRCOSCRIZIONI GIUDIZIARIE DEGLI UFFICI DEI GIUDICI DI PACE

E' stato approvato in prima lettura lo schema del primo dei decreti legislativi di attuazione della delega sulla revisione delle circoscrizioni giudiziarie degli uffici dei giudici di pace. Il decreto, che sarà trasmesso alle Camere per i relativi pareri, prevede l'accorpamento di diversi uffici consentendo di recuperare 1944 giudici di pace, 2104 unità di personale amministrativo, con un risparmio di spesa, a regime, pari a 28 milioni di euro l'anno

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04 dicembre 2011

 

L’ASSOCIAZIONE NAZIONALE GIUDICI DI PACE è STATA CONVOCATA MERCOLEDì 07 ALLE 10.00 DAL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA

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04 dicembre 2011

 

IL PD DICE Sì ALLA CONTINUITà PER I GIUDICI DI PACE

 

Il Presidente Crasto: “L’Associazione Nazionale Giudici di Pace ha incontrato il responsabile giustizia del Partito Democratico On. Andrea Orlando. L’Associazione ha enunciato i punti irrinunciabili dell’emananda riforma, quali la rinnovabilità degli incarichi e la necessaria previsione di una copertura previdenziale. Abbiamo chiesto che la riforma garantisca l’effettiva autonomia ed indipendenza del magistrato di pace. Ciò può avvenire solo attraverso il riconoscimento della continuità della funzione svolta, con la rinnovabilità quadriennale dei mandati, come del resto già è avvenuto per i magistrati tributari ed i giudici minorili, figure di magistrati onorari. Inoltre abbiamo evidenziato che il turn over dei giudici di pace in servizio determinerebbe la dispersione di alte professionalità maturate in decenni di attività, fenomeno esiziale per l’amministrazione della giustizia e costerebbe al Paese svariati milioni di euro per la necessaria formazione dei nuovi assunti. L’onorevole Orlando ha affermato di essere d’accordo sulla previsione della continuità dell’esercizio delle funzioni ed ha espresso la necessità di stabilire modalità di reclutamento dei magistrati di pace profondamente differenti”.

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30 novembre 2011

 

LETTERA DEL PRESidente DELL’OUA DE TILLA AL PRESidente ANgdP crasto

 

 

Il Presidente De Tilla: “Carissimo Vincenzo, la VII Conferenza Nazionale dell’Avvocatura, svoltasi a Roma nei giorni 25 e 26 novembre scorsi, per numero di partecipanti - oltre 2000 avvocati -, per l’intervento di personalità delle istituzioni, del mondo politico, accademico e forense, della società civile, ha avuto un grande successo e si è concluso con una mozione unitaria (che allego). L’obbiettivo dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura Italiana, come soggetto politico eletto dal Congresso Nazionale Forense, di unire tutte le componenti dell’Avvocatura, insieme con le istituzioni ed i rappresentanti della politica, è stato conseguito. Gli avvocati stanno conducendo una battaglia di libertà per affermare la identità del proprio ruolo e per costruire una giustizia efficiente. Ti ringrazio molto per il Tuo pregevole intervento che ha riscosso il consenso dei presenti e, segnatamente, degli organismi rappresentativi dell’Avvocatura. Nel porgerTi non solo a titolo personale ma a nome degli Avvocati Italiani un sincero ringraziamento, è gradita l’occasione per inviarTi i miei più cordiali saluti. Con stima ed amicizia”.

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30 novembre 2011

 

PROPOSTA DI LEGGE DEGLI ON. RIA E RAO PER UNA MAGGIORE STABILITA’ DEI GIUDICI DI PACE

 

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30 novembre 2011

 

SOSPENSIONE DELL’ASTENSIONE

dal 01 dicembre 2011

 

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28 novembre 2011

 

Seminario della Commissione per la Formazione della Magistratura Onoraria

 

VENT’ANNI DOPO

Il Giudice di Pace a vent’anni

dalla sua istituzione: un bilancio

 

28 novembre 2011 ore 15.00

Napoli, Palazzo di Giustizia, Centro Direzionale Auditorium

 

Intervento: Vincenzo Crasto

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10 novembre 2011

ASTENSIONE NAZIONALE

magistratura di della pace

dal 21 novembre al 02 dicembre 2011

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MODALITÀ DI SVOLGIMENTO DELL’ASTENSIONE

 

Dichiarazione di astensione da DEPOSITARE PRESSO LA SEGRETERIA DEL coordinatore

 

Provvedimento di astensionE IN MATERIA CIVILE

 

Provvedimento di astensionE IN MATERIA PENALE

 

Istanza al Coordinatore dell’Ufficio per l’affissione dei manifesti

 

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29 agosto 2011

COMUNICATO DELLA PRESIDENZA DELL’ASSOCIAZIONE

 
 

 

L’ASSOCIAZIONE NAZIONALE GIUDICI DI PACE SI OPPONE NETTAMENTE ALLA CHIUSURA DI 681 UFFICI DEL GIUDICE DI PACE

 

Il Presidente Vincenzo Crasto: Una revisione della geografia giudiziaria e degli uffici dei Giudici di pace ha un senso solo se legata ad una contemporanea riforma dello status dei magistrati di pace, altrimenti si finisce per affossare anche l'unico presidio giudiziario che funziona in Italia (in media, caso unico in Italia, un processo dura meno di un anno).  Tutto va tenuto insieme ed è solo nel quadro di una riforma complessiva che è ipotizzabile la riduzione degli uffici che presentino uno scarso indice di produttività. Tra gli 846 uffici giudiziari del Giudice di pace ve ne sono vari che per il loro esiguo contenzioso (iscrizioni al di sotto dei 200/300 procedimenti annui) potrebbero essere facilmente accorpati agli uffici giurisdizionali rispettivamente più vicini al fine di consentire un impiego più razionale del personale amministrativo e determinando un indubbio risparmio per lo Stato. Tali somme dovrebbero però essere destinate per finanziare la riforma della giustizia di pace. E’ del tutto evidente che solo attraverso la continuità del mandato è possibile assicurare il corretto e sereno esercizio della giurisdizione e la necessaria autonomia ed indipendenza del giudice, come è già avvenuto per i magistrati tributari e per i magistrati onorari minorili. Oggi vige la proroga trimestrale o semestrale delle funzioni. Tale sistema di conferme non solo lede gravemente la dignità, l’autonomia e l’indipendenza del giudice di pace, magistrato appartenente all’ordine giudiziario, ma incide negativamente sulla stessa efficienza dell’amministrazione della giustizia. La condizione attuale risulta altresì intollerabile alla luce della recente pronunzia della Corte di Cassazione, che ha ribadito che non solo la nomina, ma anche la conferma dei magistrati di pace avviene mediante procedura concorsuale.

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26 luglio 2011

COMUNICATO DELLA PRESIDENZA DELL’ASSOCIAZIONE

 

CONVOCAZIONE DIRETTIVO CENTRALE E GIUNTA ESECUTIVA COSENZA 23-24 settembre 2011

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16 giugno 2011

 

Anteprima dell’articolo del presidente Vincenzo Crasto su Italia Oggi.

 

L’Associazione in audizionale al parlamento sulla riforma costituzionale

 

 

Il Presidente Vincenzo Crasto: “E’ altresì incostituzionale la sottoposizione di fatto dei magistrati di pace ad un altro potere dello Stato, ovvero all’esecutivo. La permanenza nelle funzioni dipende da un atto discrezionale del governo, che attualmente si estrinseca in una proroga trimestrale ovvero semestrale attraverso un decreto legge. Pertanto al fine di evitare un pericoloso precedente è opportuno che per la magistratura di pace sia prevista la continuità dei mandati. L’attuale meccanismo di proroga lede gravemente la dignità, l’autonomia e l’indipendenza del magistrato di pace, su cui gravano i medesimi doveri dei giudici di carriera. Non è tollerabile che in uno Stato di democrazia avanzata la permanenza nelle funzioni di un magistrato giudicante con funzioni proprie e non delegate dipenda da un provvedimento meramente discrezionale dell’esecutivo. In definitiva l’attuale status dei magistrati di pace è in patente contrasto con la Carta costituzionale, le direttive comunitarie in materia di trattamenti riservati ai giudici onorari, la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, la Carta di Strasburgo e con la raccomandazione del 17 novembre 2010 del Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa CM/Rec (2010)12”.

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21 aprile 2011

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RASSEGNA STAMPA

Italia Oggi

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Dopo l’astensione dei Giudici di Pace (dal 4 al 8 aprile) un nuovo slancio per la riforma.

 

MAGISTRATURA ONORARIA AL RESTYLING

 

L’interesse del paese ad una giustizia equa prevalga sull’inerzia.

 

Il testo del disegno di legge delega “Berselli”

 

Il Presidente Vincenzo Crasto: “A cagione dell'astensione, il governo ha acconsentito alla ripresa dell'esame congiunto in commissione giustizia del Senato di quattro progetti di legge d'iniziativa parlamentare di riforma della giustizia di pace e onoraria che giacevano negletti in Parlamento. Si tratta del disegno di legge delega proposto dal presidente della Commissione Giustizia del Senato Filippo Berselli e dal sen. Mugnai (Pdl), il progetto di legge presentato dal sen. Giuseppe Valentino (Pdl), già sottosegretario alla giustizia nel secondo e nel terzo governo Berlusconi e delle proposte degli esponenti dell'opposizione Maritati e Poretti-Perduca (quest'ultima prevede un aumento della competenza per valore dei magistrati di pace fino a 16 mila euro). Ebbene tanto i progetti di legge della maggioranza, quanto quelli delle opposizioni prevedono la continuità nelle funzioni per i magistrati di pace. Ed invero gli articolati che maggiormente ci convincono sono quelli presentati da esponenti della maggioranza, in quanto la proposta Maritati ricorda un po' troppo da vicino la riforma dell'ex ministro Scotti. In specie il disegno di legge Berselli (in basso riportato) contiene una delega al governo ed in quanto tale individua principi e criteri direttivi a cui dovrà essere improntata la riforma”.

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05 aprile 2011

L’ASSOCIAZIONE NAZIONALE INCONTRA IL PRESIDENTE vICARIO DEI senatori DEL PDL gAETaNo quagliariello

 

La Presidenza dell’Associazione: “Una delegazione delle associazioni dei magistrati di pace che hanno proclamato l’astensione composta dal Presidente dell’ANGdP Vincenzo Crasto e dal Vice Presidente dell’ANMdP Maria Stefania Camerlengo ha incontrato il Vicepresidente vicario del gruppo PDL Sen. Gaetano Quagliariello. Nel corso dell’incontro sono state illustrate le ragioni dell’esasperazione dei magistrati di pace, a fronte della totale chiusura del Governo manifestatasi con l’opposizione all’approvazione dei 7 emendamenti al D.L. “Milleproroghe” - presentati da autorevoli rappresentanti della maggioranza oltre che dell’opposizione - che prevedevano la rinnovabilità degli incarichi. I rappresentanti Crasto e Camerlengo hanno ribadito che l’attuale status dei magistrati di pace ed onorari è in palese contrasto con la Carta costituzionale e con le norme comunitarie in tema di magistrati onorari ed è altresì gravemente lesivo della dignità, dell’autonomia e dell’indipendenza del giudice di pace, magistrato appartenente all’ordine giudiziario, la cui funzione è espressamente prevista nella Carta costituzionale all’art. 116 e su cui gravano i medesimi doveri dei giudici di carriera. In attesa dell’approvazione del progetto di legge (per il quale si prevedono tempi lunghi), è stato sollecitato un immediato ed improcrastinabile intervento normativo volto alla modifica l’art. 7 della legge istitutiva del giudice di pace, consentendo da subito la rinnovabilità degli incarichi. In tal modo si assicurerebbe la necessaria serenità a cui tutti i magistrati hanno diritto per poter svolgere al meglio le proprie funzioni”.

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08-09

aprile

2011

COMUNICATO DELLA PRESIDENZA DELL’ASSOCIAZIONE

 

CONVOCAZIONE DELLA XVII ASSEMBLEA NAZIONALE

ROMA 08-09 aprile 2011

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04 aprile 2011

COMUNICATO STAMPA DELL’OUA

 

 

GIUSTIZIA: L’OUA SOLIDALE CON L’ASTENSIONE PROCLAMATA DAI GIUDICI DI PACE E DAI MAGISTRATI ONORARI DI TRIBUNALE

 

Il Presidente Maurizio De Tilla: I giudici di pace non godono di alcuna tutela previdenziale (che era invece prevista per i giudici onorari aggregati) ed assistenziale: sono in buona sostanza lavoratori “in nero” dello Stato. L’attuale status dei magistrati di pace è in patente contrasto con la Carta costituzionale, le direttive comunitarie in materia di trattamenti riservati ai giudici onorari, la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, la Carta di Strasburgo e con la raccomandazione del 17 novembre 2010 del Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa CM/Rec (2010)12. Per tutte queste ragioni l’Oua non solo condivide le ragioni della protesta – conclude de Tilla – ma ha anche formulato un progetto di riforma sul giudice laico, già trasmesso al Governo che risponde proprio alle esigenze poste a fondamento della proclamata astensione dei giudici di pace.

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03 aprile 2011

ASTENSIONE NAZIONALE

della magistratura di pace ed onoraria

DAL 04 AL 08 aprile 2011

 

COMUNICATO CONGIUNTO

 

Associazione Nazionale Giudici di Pace – Associazione Nazionale Magistratura di Pace – Confederazione Giudici di Pace – Feder.M.O.T. – Magistrati Onorari Uniti – Unità Democratica Giudici di Pace

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31 marzo 2011

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RASSEGNA STAMPA

Italia Oggi

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L’Associazione ha proclamato un’astensione dalle udienze nei giorni dal 04 al 08 di aprile.

 

IN UFFICIO PER SPIEGARE LO SCIOPERO

 

L’astensione coinvolgerà l’intera magistratura onoraria. Migliaia di magistrati di asterranno dalle udienze e non si celebreranno oltre 200 mila processi.

 

Il Presidente Vincenzo Crasto: “Magistrati da oltre 15 anni sono trattati dallo Stato come lavoratori in nero, privi di coperture previdenziali ed assistenziali. I soli giudici di pace trattano oltre il 50% del contenzioso in materia civile, si occupano della delicata materia dell'immigrazione e celebrano i processi celermente, potremmo dire che già attuano il processo «breve» (in media un giudizio dura meno di un anno), ma non godono di alcuna tutela in caso di maternità, malattia e infortuni sul lavoro e non godono di ferie retribuite. Inoltre sono lavoratori a termine la cui permanenza nelle funzioni dipende da un atto discrezionale dell'esecutivo, che attualmente si estrinseca in una proroga anche trimestrale. Protestiamo contro il mancato rispetto dell'impegno di assicurare la continuità del mandato. Solo con tale riforma riteniamo possibile garantire la necessaria autonomia ed indipendenza del giudice e quindi il rispetto del diritto del cittadino ad una giustizia giusta ed efficiente. L'attuale status dei magistrati di pace ed onorari è in palese contrasto con la Carta costituzionale e le norme comunitarie in tema di magistrati onorari ed è altresì gravemente lesivo della dignità, dell'autonomia e dell'indipendenza del giudice di pace, magistrato appartenente all'ordine giudiziario, la cui funzione è espressamente prevista nella Carta costituzionale all'art. 116 e su cui gravano i medesimi doveri dei giudici di carriera”.

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23 marzo 2011

Commissione di Garanzia

dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali

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L’astensione proclamata dall’Associazione Nazionale Giudici di Pace per i giorni 04-08 aprile 2011 è stata calendarizzata nel quadro degli scioperi a rilevanza nazionale.

 

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22 marzo 2011

 

ASTENSIONE NAZIONALE

della magistratura di pace ed onoraria

DAL 04 AL 08 aprile 2011

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MODALITÀ DI SVOLGIMENTO DELL’ASTENSIONE

 

Dichiarazione di astensione da inviare al coordinatore

 

Provvedimento di astensione

 

Istanza al Coordinatore dell’Ufficio per l’affissione dei manifesti

 

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20 marzo 2011

 

COMUNICATO DELLA PRESIDENZA DELL’ASSOCIAZIONE

 

CONVOCAZIONE DELLA XVII ASSEMBLEA NAZIONALE

ROMA 08-09 aprile 2011

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17 marzo 2011

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RASSEGNA STAMPA

Italia Oggi

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L’Associazione ha proclamato un’astensione dalle udienze nei giorni dal 04 al 08 di aprile.

 

I MAGISTRATI COSTRETTI A SCIOPERARE

 

Zero tutela previdenziale e assistenziale ai giudici di pace.

 

Il Presidente Vincenzo Crasto: “Chiamiamo a raccolta l'intera magistratura onoraria che affronta i nostri stessi disagi. In particolare ci asterremo unitamente alla Federmot e ai Magistrati onorari uniti. In breve le ragioni della protesta. I giudici di pace non godono di alcuna tutela previdenziale ed assistenziale, sono in buona sostanza lavoratori «in nero» dello Stato e la loro permanenza nelle funzioni dipende da un atto discrezionale dell'esecutivo, che attualmente si estrinseca in una proroga anche trimestrale. L'attuale status dei magistrati di pace è in palese contrasto con la Carta costituzionale, le direttive comunitarie in materia di trattamenti riservati ai giudici onorari, la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, la Carta di Strasburgo e con la raccomandazione del 17 novembre 2010 del Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa CM/Rec (2010)12. L'ex presidente della camera Casini ha indicato tra i punti essenziali della riforma della giustizia lo status dei magistrati di pace, sostenendo la necessità di superare il sistema delle proroghe. Il presidente della Commissione giustizia del senato Berselli ha presentato una proposta di legge che prevede la continuità delle funzioni e una copertura previdenziale. L'azione di sensibilizzazione diuturna ed incessante dell'Associazione ha portato alla presentazione in senato di sette emendamenti bipartisan al decreto milleproroghe che prevedevano la continuità delle funzioni, autorevolmente sostenuti dal Presidente Berselli, dai senatori Benedetti Valentini, Centaro, Boscetto, Gramazio (Pdl) e D'Alia, Pistorio, Oliva (Udc), ma il governo si è opposto all'approvazione”.

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15 marzo 2011

PROCLAMATA L’ASTENSIONE DEI GIUDICI DI PACE E DEI GIUDICI ONORARI DI TRIBUNALE DAL 04 al 08 aprile

 

 

Il Presidente Vincenzo Crasto: “1. I giudici di pace non godono di alcuna tutela previdenziale (che era invece prevista per i giudici onorari aggregati) ed assistenziale, sono in buona sostanza lavoratori “in nero” dello Stato.  2.  La loro permanenza nelle funzioni dipende da un atto discrezionale dell’esecutivo, che attualmente si estrinseca in una proroga trimestrale. Ciò è inaccettabile, in quanto tale tipo di proroga lede gravemente la dignità, l’autonomia e l’indipendenza del giudice di pace, magistrato appartenente all’ordine giudiziario, la cui funzione è espressamente prevista nella Carta costituzionale all’art. 116 e su cui gravano i medesimi doveri dei giudici di carriera. Il sistema delle proroghe si fonda su un decreto legge. Non possiamo accettare che la permanenza nelle funzioni di un magistrato giudicante con funzioni proprie e non delegate dipenda da un provvedimento meramente discrezionale dell’esecutivo. (…) 3. Il governo è gravemente inadempiente rispetto agli impegni assunti. L’esecutivo, che in un primo momento aveva manifestato la propria disponibilità ad accogliere le principali istanze della magistratura di pace e con il quale abbiamo intavolato un lungo confronto concretizzatosi in una molteplici incontri, ha espressamente rigettato tutte le nostre richieste. In specie ha detto no, senza fornire alcuna motivazione, alla previsione della continuità ed al riconoscimento di tutele previdenziali ed assistenziali”.

 

 

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11 marzo 2011

COMUNICATO STAMPA DELL’OUA

 

 

CONTRO LA MEDIA CONCILIAZONE OBBLIGATORIA E LA ROTTAMAZIONE DELL’ARRETRATO GIUDIZIARIO

 

 

L’Organismo Unitario dell’Avvocatura traccia un primo bilancio sulle adesioni alle iniziative di protesta indette dall’Oua contro la media conciliazione obbligatoria e la rottamazione dell’arretrato giudiziario e annuncia l’invio di una lettera al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.

 

Il Presidente Maurizio De Tilla: Sarà un’adesione unanime – sottolinea - già ora sono oltre 100 gli ordini che hanno aderito, e la quasi totalità delle associazioni forensi, dai giovani avvocati dell’Aiga all’Unione Camere Civili, dall’ Anf ai Giuristi democratici, dagli avvocati di famiglia dell’Aiaf alle Camere minorili e dell’Osservatorio del diritto di famiglia, dai tributaristi dell’Uncat agli amministrativisti della Siaa, fino ai giudici di Pace dell’ANGdP, continuando con quelli dell’Unarca, di Agire Informare e dell’Accademia Forense.

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10 marzo 2011

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RASSEGNA STAMPA

QUOTIDIANO NAZIONALE

IL GIORNO

IL RESTO DEL CARLINO

LA NAZIONE

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Intervista a ROBERTO RAO (UDC)

MA LA VERA URGENZA E’ RIDURRE I TEMPI DEL PROCESSO CIVILE

 

L’On. Roberto Rao: Prima di tutto il civile. Non è ammissibile che, per arrivare a sentenza ci vogliono in media otto o dieci anni. E poi ci sono i giudici di pace e gli altri giudici onorari. Tutti noi magari anche per una semplice multa abbiamo avuto a che farci. Basti pensare che dal loro insediamento nel 1995 hanno emesso qualcosa come 13 milioni di sentenze. Il loro ordinamento è essenziale. Per non parlare della revisione delle circoscrizioni giudiziarie.

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07 marzo 2011

 

L’On. PIER FERDINANDO CASINI INTERVISTATO A PORTA A PORTA INdividua tra le PRIORITA’ DELLA GIUSTIZIA LO STATUS DEI

GIUDICI DI PACE

 

L’On. Pier Ferdinando Casini elenca le tre priorità in materia di giustizia, individuando nei giudici di pace uno dei temi fondamentali, come ribadito dalla Presidenza dell’Associazione Nazionale nei continui incontri avuti con L’On. Roberto Rao.

 

GUARDA IL VIDEO

 

 

L’On. Pier Ferdinando Casini: “Innanzitutto penso che se una riforma è epocale, come l’ha definita il Presidente del Consiglio, deve avere impatto sulle questioni che riguardano i cittadini per cui penso allo smaltimento degli arretrati, soprattutto l’arretrato civile, perché ci vogliono dieci anni per fare un processo; al tema dei giudici di pace che sono quelli su cui grava tutto il contenzioso e passano di proroga in proroga senza che venga affrontata la loro questione, il loro status, la loro collocazione e il tema del riordino delle sedi giudiziarie. Questi sono, per me, i tre punti essenziali.

 

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04 marzo 2011

 

L’ASSOCIAZIONE NAZIONALE INCONTRA L’On. ROBERTO RAO, responsabile giustizia UDC

 

 

Il Presidente Vincenzo Crasto: “Abbiamo illustrato il progetto di riforma sulla magistratura di pace ed onoraria da noi elaborato ed in specie le proposte volte a rendere più efficiente e celere il processo nel nostro Paese, innanzitutto prevedendo un aumento delle competenze del giudice di pace nel civile sino a 25.000 euro. I magistrati di pace riuscirebbero a smaltire in maniera più rapida ed efficace l’arretrato civile rispetto alla fumosa e ben più costosa figura dell’ausiliario del giudice, che, come accaduto per i goa, non risolverebbe i problemi in maniera strutturale. Inoltre, nonostante l’impegno di molti autorevoli parlamentari di maggioranza e di opposizione, che, da noi sollecitati, hanno presentato ben 7 emendamenti al recente decreto milleproroghe che prevedevano la continuità per i magistrati di pace, il Governo ha posto il veto, determinandone la mancata approvazione. Si va pertanto verso un’astensione della magistratura onoraria e di pace, che lamenta altresì la mancata previsione di tutele previdenziali ed assistenziali e persino il mancato adeguamento delle indennità secondo gli indici Istat, prevista dalla legge istitutiva, ma mai avvenuto dal 1999 ad oggi”.

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26 febbraio 2011

 

L’EMENDAMENTO SULLA PROROGA ANNUALE, GIA’ APPROVATO DALLA CAMERA, E’ STATO DEFINITIVAMENTE aPPROVATO AL SENATO E PROMULGATO DAL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

 

E’ confermata l’azione dell’Associazione Nazionale iniziata con l’incontro al Ministero del 09 novembre 2010. In sede di approvazione della legge di conversione del “milleproroghe” è stato definitivamente approvato, già approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei Deputati, l’emendamento per la proroga annuale sia dei giudici di pace con scadenza al 30.12.2010 [lettera a) del comma 2 quater] che per i giudici di pace in scadenza nel 2011 [lettera b del comma 2 quater].

Di seguito il testo del maxi emendamento

 

2-quater. al comma 2 dell’articolo 1 del decreto-legge 29 dicembre 2009 n. 193, convertito con modificazioni dalla legge 22 febbraio 2010 n. 124, sono apportate le seguenti modificazioni: a) le parole: “il cui mandato è scaduto il 31 dicembre 2009” sono sostituite dalle seguenti: “il cui mandato è scaduto il 31 dicembre 2010”; b) le parole: “il cui mandato scade entro il 31 dicembre 2010” sono sostituite dalle seguenti: “il cui mandato scade entro il 31 dicembre 2011”; c) “le parole a far data dal 1 gennaio 2010” sono sostituite dalle seguenti: “a far data dal 1 gennaio 2011”; d) le parole “non oltre il 31 dicembre 2010” sono sostituite dalle seguenti “non oltre il 31 dicembre 2011””.

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25 febbraio 2011

 

APPROVATO L’ORDINE DEL GIORNO AC 4086/A dell’on. ROBERTO RAO e ON. LORENZO RIA SULLA CONTINUITA’ NELLE FUNZIONI

 

Gli On. Roberto Rao e Lorenzo Ria hanno ottenuto l’approvazione dell’Ordine del giorno sulla continuità delle funzioni, confermando l’impegno assunto negli incontri avuti con il Presidente dell’Associazione Nazionale Giudici di Pace Vincenzo Crasto.

 

Emendamento degli On. Rao e Ria: “Se questa situazione era già inaccettabile in periodi di normale andamento dell'economia, perché rappresentava una pressoché sistematica violazione di diritti costituzionalmente garantiti e, primo fra tutti, quello di cui all'art. 24 della Costituzione, è divenuta insostenibile in questi anni di crisi economica che colpisce con particolare virulenza tutti gli strati della società, imprese comprese, in quanto l'inefficienza della giustizia ha pesanti ripercussioni sull'economia e sullo sviluppo del Paese, impegna il Governo a valutare l’opportunità di adottare in tempi brevi misure volte a garantire ai magistrati onorari una maggiore continuità nell’esercizio delle loro funzioni, evitando il ricorso a mere proroghe annuali, un equo trattamento economico, nonché forme di tutela previdenziale ed assistenziale”.

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24 febbraio 2011

 

COMUNICATO STAMPA DELL’OUA

 
 

 

SOLIDARIETA’ DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE GIUDICI DI PACE

 

Il Presidente Maurizio De Tilla: Alla protesta indetta dall’Oua, arrivano ulteriori adesioni, tra queste quella di tutti gli Ordini della Campania, (Napoli in testa), nonché dell’Associazione Nazionale Giudici di Pace, ANGdP, guidata dal presidente Vincenzo Crasto «Rimangono sul tavolo altri punti di conflitto – continua de Tilla - il principale è il ddl presentato dal ministro Alfano sulla rottamazione dell’arretrato civile. A tal proposito è arrivata in queste ore la solidarietà alla protesta anche dai giudici di pace, che con un deliberato hanno deciso di sostenere le iniziative promosse dall’avvocatura. L’ANGdP giustamente sottolinea che l’efficienza dell’amministrazione giudiziaria “non si raggiungerà mediante la fuga dal processo affidando a soggetti non appartenenti all‟ordinamento giudiziario la gestione della delicata fase conciliativa”. Anche per l’Associazione Nazionale la scelta di attribuire ad un non giudice la gestione di tale fase presenta, tra le altre cose, gravi aspetti di incostituzionalità. Forte la critica anche sul ddl per l’arretrato giudiziario. È evidente che la proposta di affidare a 600 ausiliari, magistrati e avvocati dello stato in pensione, lo smaltimento delle cause pendenti produce una sovrapposizione con le funzioni stesse della giudice di pace, riducendo però qualunque criterio di qualità del servizio. Dei veri e propri cottimisti del giudizio rapido, a scapito dei cittadini: passeremo così dalla magistratura onoraria a quella della quarta età».

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23 febbraio 2011

COMUNICATO STAMPA DELL’ASSOCIAZIONE

 
 

 

L’ASSOCIAZIONE NAZIONALE ESPRIME SOLIDARIETA’ ALL’OUA NELLA CONTRARIETA’ ALLA MEDIACONCILIAZIONE ED AL DISEGNO DI LEGGE SULLO SMALTIMENTO DELL’ARRETRATO

 

Il Presidente Vincenzo Crasto: La mediazione di cui al D.Lgs. 28/10 costituisce pertanto un procedimento parallelo ed in contrasto con la conciliazione codicistica prevista dall’art. 322 c.p.c., con notevoli problemi di coordinamento tra gli istituti ed in aperta violazione di legge in quanto viene conferita a soggetti esterni alla magistratura una competenza che il legislatore ha inteso espressamente attribuire ad un giudice. L’Associazione Nazionale Giudici di Pace rileva pertanto la presenza di gravi aspetti di incostituzionalità del D.Lgs. 28/10 per violazione dell’art. 3 della Costituzione in quanto istitutivo di un procedimento di conciliazione parallelo a quello previsto dal codice di procedura civile, al di fuori del processo e senza la mediazione di un magistrato, impedendo così agli avvocati ed agli utenti della giustizia di avvalersi del rimedio codicistico di cui all’art. 322 c.p.c., caratterizzato da minori costi e maggiori garanzie di autonomia, indipendenza e terzietà e soprattutto per la violazione dell’art. 25 co. 1 Cost., in quanto il giudice naturale precostituito per legge in materia di conciliazione è il giudice di pace (…) La proposta governativa di un ausiliario del giudice rappresenta la classica goccia che fa traboccare il vaso, concretizzando chiaramente la scelta di risolvere il problema dell’efficienza della giustizia non solo fuggendo dal processo, ma anche dalla magistratura. L’ausiliario di cui al disegno di legge in sostanza costituisce una sorta di “non giudice della quarta età (immaginiamo quanto motivato), che avrebbe lo stesso effetto che hanno avuto i giudici onorari aggregati, nati nel 1997 per smaltire l'arretrato in materia civile, ovvero nullo. Nel caso di specie la scelta configura una grave lesione all’art. 25 Cost. in quanto individua, non si sa sulla base di quali criteri un non giudice il quale deve decidere in nome del popolo italiano (..). La soluzione definitiva al problema della lentezza dei processi è ragionevole e sotto gli occhi di tutti: estendere innanzi tutto la competenza civile del giudice di pace. È possibile aumentare la competenza per valore fino a 25 mila euro e attribuire pressoché in via esclusiva la materia condominiale e quella di esecuzione forzata mobiliare. Inoltre, come è già avvenuto in passato, i processi pendenti in tribunale alla data dell'entrata in vigore della norma, potrebbero essere attribuiti al magistrato di pace per il prosieguo, consentendo di concludere il processo in media in meno di un anno.

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17 febbraio 2011

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RASSEGNA STAMPA

Italia Oggi

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GIUDICI ONORARI ANCORA PER IL 2011. INTERESSATO ANCHE CHI HA ESAURITO TUTTI I POSSIBILI RINNOVI

 

Rientrano nella proroga anche i giudici onorari, compresi i giudici di pace, che al 31 dicembre 2010 hanno esaurito i possibili rinnovi. Infatti il maxiemendamento modifica anche l'articolo 1, comma 2, del decreto legge 193/2009, Nella nuova versione i giudici onorari e i vice procuratori onorari, il cui mandato è scaduto il 31 dicembre 2010 e per i quali non é consentita un'ulteriore conferma, e i giudici di pace, il cui mandato scade entro il 31 dicembre 2011 e per i quali non è consentita un'ulteriore conferma, sono ulteriormente prorogati nell'esercizio delle rispettive funzioni a far data dal 1º gennaio 2011, fino alla riforma organica della magistratura onoraria e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2011.

 

I GIUDICI DI PACE DICONO BASTA

Inaccettabili il precariato spinto e la mancanza di coperture

 

Il Presidente Vincenzo Crasto: “E’ inaccettabile la situazione in cui si intende relegare la magistratura di pace. In sintesi una condizione di precariato spinto, con proroghe divenute trimestrali e la carenza di qualsivoglia copertura previdenziale e assistenziale, con un governo che semplicemente è avverso a un'istituzione prevista espressamente dalla nostra Carta costituzionale ed in quanto tale stabile in re ipsa. L'unica soluzione è la chiamata a raccolta di tutti i giudici di pace e dei magistrati onorari di tribunale, con una astensione dalle udienze di una settimana (…) Anche l'Europa, spesso chiamata malamente in causa per giustificare l'adozione di provvedimenti impopolari, questa volta obbliga il nostro Paese a cambiare e a riconoscere diritti troppo a lungo mortificati. Lo scorso 17 novembre il comitato dei ministri del Consiglio d'Europa ha definitivamente approvato la raccomandazione CM/Rec (2010)12 «sui giudici: indipendenza, efficacia e responsabilità». La raccomandazione contiene importanti affermazioni a tutela dell'indipendenza della magistratura, considerata come un «elemento connaturale allo stato di diritto ed essenziale per l'imparzialità dei giudici ed il funzionamento del sistema giudiziario». Il provvedimento individua come elemento chiave dell'indipendenza dei giudici «la certezza di permanenza nelle funzioni e l'inamovibilità». Inevitabile conseguenza di questo principio è la garanzia di permanenza nelle funzioni fino al raggiungimento dell'età del pensionamento. I ministri europei si sono pronunciati anche sul tema della remunerazione dei giudici, che «deve essere commisurata al loro ruolo professionale e alle loro responsabilità e che deve garantire il mantenimento di una remunerazione ragionevole in caso di malattia, di congedo per maternità o paternità, nonché il pagamento di una pensione per il collocamento a riposo». Devono altresì essere evitati sistemi che facciano dipendere dalle prestazioni gli elementi essenziali della retribuzione, in quanto essi possono creare difficoltà all'indipendenza dei giudici (…) Il punto nodale è che il giudice di pace deve godere di una piena ed effettiva autonomia ed indipendenza, che può essere assicurata solo prevedendo una continuità nell'esercizio delle funzioni. Il legislatore del resto ha riconosciuto la fondatezza di tali istanze: la riforma dell'ordinamento giudiziario ha creato una sezione autonoma del consiglio giudiziario per i giudici di pace a riprova della necessità di rafforzarne le garanzie.

 

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16 febbraio 2011

L’EMENDAMENTO SULLA PROROGA ANNUALE E’ STATO aPPROVATO AL SENATO

 

E’ confermata l’azione dell’Associazione Nazionale iniziata con l’incontro al Ministero del 09 novembre 2011. In sede di approvazione della legge di conversione del “milleproroghe” è stato approvato l’emendamento per la proroga annuale sia dei giudici di pace con scadenza al 30.12.2010 [lettera a) del comma 2 quater] che per i giudici di pace in scadenza nel 2011 [lettera b del comma 2 quater].

Di seguito il testo del maxi emendamento

 

2-quater. al comma 2 dell’articolo 1 del decreto-legge 29 dicembre 2009 n. 193, convertito con modificazioni dalla legge 22 febbraio 2010 n. 124, sono apportate le seguenti modificazioni: a) le parole: “il cui mandato è scaduto il 31 dicembre 2009” sono sostituite dalle seguenti: “il cui mandato è scaduto il 31 dicembre 2010”; b) le parole: “il cui mandato scade entro il 31 dicembre 2010” sono sostituite dalle seguenti: “il cui mandato scade entro il 31 dicembre 2011”; c) “le parole a far data dal 1 gennaio 2010” sono sostituite dalle seguenti: “a far data dal 1 gennaio 2011”; d) le parole “non oltre il 31 dicembre 2010” sono sostituite dalle seguenti “non oltre il 31 dicembre 2011””.

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COMUNICATO DELLA PRESIDENZA DELL’ASSOCIAZIONE

 

CONVOCAZIONE DIRETTIVO CENTRALE E GIUNTA ESECUTIVA RIMINI 11-12 febbraio 2011

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29 gennaio 2011

INterventO DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE GIUDICI DI PACE ALL’INAUGURAZIONE DELL’ANNO gIUDizIario

 

Nel confronto con la magistratura di carriera abbiamo registrato un importante risultato. Luca Palamara, Presidente della Associazione Nazionale Magistrati, in un convegno tenutosi a Bologna nello scorso dicembre, ha aperto alle istanze della magistratura di pace ed ha affermato la necessità di intraprendere un percorso comune che porti finalmente al superamento del precariato. Sul fronte dei rapporti con l’avvocatura, registriamo con soddisfazione la presa di posizione di Maurizio de Tilla, Presidente dell’Organismo Unitario della Avvocatura, il quale ha assicurato pieno sostegno alle richieste della categoria e, senza alcuna reticenza, ha definito un vero e proprio «scandalo» l’assenza di trattamento pensionistico per i giudici di pace.

Anche in Europa si è pronunciata sul tema. Lo scorso 17 novembre il Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa ha definitivamente approvato la raccomandazione CM/Rec (2010)12 “sui giudici: indipendenza, efficacia e responsabilità”.

Il provvedimento europeo individua come elemento chiave dell’indipendenza dei giudici “la certezza di permanenza nelle funzioni e l’inamovibilità”. Inevitabile conseguenza di questo principio è la garanzia di permanenza nelle funzioni fino al raggiungimento dell’età del pensionamento.

Precisano infine i Ministri Europei che devono essere evitati sistemi che facciano dipendere dalle prestazioni gli elementi essenziali della retribuzione, in quanto essi possono creare difficoltà all’indipendenza dei giudici.

Ci chiediamo come il Governo Italiano, alla luce di tale Raccomandazione, possa giustificare la presenza nel nostro ordinamento giudiziario, di giudici che vengono retribuiti in base al numero di provvedimenti emessi, ovvero a cottimo, di giudici che non hanno alcuna forma di tutela previdenziale, di giudici la cui permanenza in servizio è determinata dalla volontà politica del Governo e non più del Parlamento, secondo quanto previsto nel recente “mileproroghe”.

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20 gennaio 2011

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RASSEGNA STAMPA

Italia Oggi

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GIUDICI DI PACE: IL CONFRONTO DEVE CONLUDERSI

 

Il Presidente Vincenzo Crasto:Una vittoria dell'Associazione è rappresentata dalle rassicurazioni date dal sottosegretario Caliendo in ordine alla certezza della proroga fino al 31 dicembre 2011 dei giudici in scadenza. Questi ha dato espressamente atto all'Associazione di aver sollevato il problema. Caliendo ha altresì affermato che ai giudici di pace in servizio verranno garantiti nella futura riforma della giustizia di pace ulteriori tre mandati quadriennali per un totale di 12 anni aggiuntivi (…) La rinnovabilità degli incarichi fino a 75 anni è un punto assolutamente irrinunciabile per una magistratura effettivamente autonoma ed indipendente ed abbiamo chiesto espressamente al governo un segnale in tal senso. La previsione di mandati plurimi non comporta alcun onere per lo Stato, anzi determina risparmi di spesa ed impedisce una ingiustificata dispersione di professionalità acquisite. È caduto il tabù della non rinnovabilità, anzi il trend che si va delineando è nel senso opposto: i giudici tributari, pur essendo magistrati onorari, hanno goduto della trasformazione di un rapporto a tempo determinato in uno a tempo indeterminato (decreto fiscale collegato alla finanziaria 2006) e nel dl sulla funzionalità del sistema giudiziario è stato previsto il rapporto a tempo indeterminato per i giudici onorari del tribunale per i minorenni. Risulta pertanto altresì incompatibile con le norme europee e con la Costituzione la previsione di un giudice a termine a fronte della previsione di cui all'art. 116 della nostra Carta fondamentale che fa espresso riferimento alla giustizia di pace. Lo stesso presidente del consiglio Berlusconi ha sostenuto in Parlamento la necessità di valorizzare i magistrati di pace ed il Presidente della Commissione giustizia sen. Filippo Berselli ha presentato una proposta di legge che prevede la continuità delle funzioni ed una copertura previdenziale.

 

PER LA GIUSTIZIA DI PACE RIFORMA IN TEMPI BREVI

 

Il Presidente Vincenzo Crasto: “L'Associazione nazionale giudici di pace ha dato vita ad una serie di incontri con l'onorevole Gioacchino Alfano, capogruppo Pdl in commissione bilancio della Camera, da sempre sensibile alle istanze della magistratura di pace. È stato affrontato il tema della compatibilità finanziaria della proposta di riforma elaborata dalla Associazione nazionale giudici di pace, illustrata in occasione del convegno di Bologna del 9 dicembre scorso. Abbiamo evidenziato che la previsione della continuità attraverso mandati plurimi è una riforma a costo zero e sottolineato che in tale sede il presidente dell'Associazione nazionale magistrati Luca Palamara si è detto convinto della necessità di affrontare i problemi dei magistrati di pace come un «problema di tutti», ovvero di tutte le componenti del sistema giustizia ed ha sostenuto la necessità di superare la condizione di precariato dei magistrati di pace. Abbiamo riaffermato i punti irrinunciabili della riforma della magistratura di pace, in primis la continuità delle funzioni e il rispetto dei diritti costituzionali ed evidenziato che il progetto da noi presentato determina consistenti risparmi di spesa per il Paese (…)L'onorevole Alfano ha assicurato un serio impegno al fine di risolvere le problematiche relative alla giustizia di pace. L'Associazione ha rappresentato altresì l'assoluta necessità di realizzare in tempi brevi la riforma della giustizia di pace, anche alla luce dei recenti provvedimenti legislativi che hanno previsto l'aumento di competenza per valore nel settore civile e l'attribuzione del reato di clandestinità in quello penale e che rappresentano un ulteriore riconoscimento della altissima professionalità acquisita dai magistrati di pace.

 

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18 gennaio 2011

COMUNICATO DELL’ASSOCIAZIONE

 
 

INCONTRI DI UNA DELEGAZIONE ANGdP CON ESPONENTI ISTITUZIONALI A ROMA

 

INCONTRI DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE PER LA CONTINUITA’ DEGLI INCARICHI

 

Il Presidente Vincenzo Crasto: Una delegazione dell’Associazione Nazionale Giudici di Pace composta dal Presidente Crasto e dal vicepresidente Di Girolamo ha avuto una serie di incontri nella giornata di oggi. In specie è stata ricevuta dal Sen. Filippo Berselli Presidente della Commissione Giustizia, dall’On. Robero Rao, Capogruppo UDC in Commissione Giustizia, dall’On. Paola Pelino Segretario Commissione Lavoro Pubblico e Privato e dal Sen. Benedetti Valentini, membro della Commissione Giustizia (…) L’Associazione Nazionale Giudici di Pace ha chiesto ufficialmente al Governo ed al Parlamento che nella legge di conversione del decreto cd. milleproroghe o in un prossimo provvedimento legislativo venga inserita una norma che garantisca la continuità della funzione dei magistrati di pace al fine di  risolvere un problema che ha assunto una dimensione di portata sociale, con proroghe trimestrali che non danno alcuna garanzia di serenità e che mortificano la funzione.

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18 gennaio 2011

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RASSEGNA STAMPA

Italia Oggi

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IN ARRIVO UNA PROROGA PER TUTTI I GIUDICI DI PACE

 

In base a quanto comunica Angdp il sottosegretario Caliendo ha garantito che saranno «certamente prorogati tutti i giudici di pace in scadenza, dando esplicitamente atto all'Associazione di aver sollevato il problema dei colleghi che hanno assunto le funzioni nel 1999, indicandone espressamente il numero in 145». Caliendo ha inoltre affermato che ai giudici di pace in servizio verranno garantiti, nella futura riforma della giustizia di pace, ulteriori 3 mandati quadriennali per un totale di ulteriori 12 anni. Il sottosegretario ha altresì assicurato alla delegazione, che i coordinatori, a differenza di quanto ritenuto in precedenza, non saranno magistrati di carriera, ma continueranno a essere giudici di pace. La delegazione al ministero della giustizia ha ribadito «che la rinnovabilità degli incarichi fino a 75 anni è un punto assolutamente irrinunciabile per una magistratura effettivamente autonoma e indipendente» (…) In attesa dell'entrata in vigore di una legge di riforma della magistratura di pace, l'Angdp comunica di aver chiesto al governo un «immediato intervento normativo, da inserire nel primo provvedimento utile», ad es. in sede di conversione in legge del decreto milleproroghe (come già avvenuto per i giudici tributari e per i magistrati minorili) volto alla modifica l'art. 7 della legge istitutiva del giudice di pace, che preveda la continuità delle funzioni attraverso la rinnovabilità dei mandati. Per l'Angdp «La misura costituirebbe un'importante apertura del governo e avrebbe l'effetto immediato di dare ai giudici di pace quella piena serenità necessaria all'esercizio dell'attività giurisdizionale».

 

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17 gennaio 2011

COMMISSIONE GIUSTIZIA DELLA CAMERA DEI DEPUTATI

Interrogazione a risposta immediata in Commissione al Ministro della Giustizia

 

On. Ria Lorenzo

 

conseguentemente a quanto esposto in premessa, quali iniziative intenda prendere per dare seguito all’impegno assunto con il suddetto ordine del giorno;  se non ritenga di poter intervenire a modifica del suddetto art. 7 della legge 21 novembre 1991, n. 374, anche in sede di approvazione del decreto-legge n. 225 del 2010, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative, ora in discussione al Senato, al fine di garantire da subito la rinnovabilità degli incarichi dei giudici di pace, posto che questo intervento normativo eviterebbe la dispersione di professionalità formatesi in decenni di esercizio della giurisdizione e non comporterebbe costi aggiuntivi a carico dello Stato per l’espletamento delle procedure di concorso e per la lunga e necessaria formazione dei nuovi assunti.

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14 gennaio 2011

COMUNICATO DELL’ASSOCIAZIONE

 
 

INCONTRO DI UNA DELEGAZIONE ANGdP AL MINISTERO

L’ASSOCIAZIONE CHIEDE LA CONTINUITà per tutti i giudici di pace in servizio

 

Il Presidente Vincenzo Crasto: Abbiamo incontrato il sottosegretario svariate volte in questi ultimi mesi al fine di tenere in piedi un dialogo ed evitare chiusure pregiudizievoli da parte del ministero. Il sottosegretario Caliendo ha assicurato che saranno certamente prorogati tutti i giudici di pace in scadenza, dando esplicitamente atto all’Associazione di aver sollevato il problema dei colleghi che hanno assunto le funzioni nel 1999, indicandone espressamente il numero in 145 (…).In attesa dell’entrata in vigore di una legge di riforma della magistratura di pace, abbiamo chiesto al governo un immediato intervento normativo, da inserire nel primo provvedimento utile, ad es. in sede di conversione in legge del decreto milleproroghe (come già avvenuto per i giudici tributari e per i magistrati minorili) volto quantomeno alla modifica l’art. 7 della legge istitutiva del Giudice di Pace, che preveda la continuità delle funzioni attraverso la rinnovabilità dei mandati. Lo abbiamo già chiesto alle forze parlamentari nei ripetuti incontri con il Sen. Berselli, presidente della commissione giustizia del Senato, l’On. Rao capogruppo in commissione giustizia dell’UDC, l’On. Andrea Orlando, responsabile giustizia del PD, con l’On. Gioacchino Alfano, capogruppo PDL in commissione Bilancio, il Sen. Delogu, membro della commissione giustizia, l’On. Paola Pelino solo per citarne alcuni tra molti. La misura costituirebbe un’importante apertura del governo ed avrebbe l’effetto immediato di dare ai giudici di pace quella piena serenità necessaria all’esercizio dell’attività giurisdizionale.

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08 gennaio 2011

COMUNICATO DELL’ASSOCIAZIONE

 
 

UN’ASTENSIONE SOLITARIA E NON MOTIVATA DANNEGGIA I MAGISTRATI DI PACE

 

 

La Presidenza dell’Associazione: Allo stato il ministero non ha presentato al Consiglio dei Ministri alcun disegno di legge. Un’Associazione di magistrati non può prendere una decisione così grave per il Paese sulla base unicamente di non meglio chiarite voci di corridoio sul contenuto di un progetto ministeriale. Un’astensione che si basa su semplici voci, tra l’altro per un così lungo periodo di tempo, fa sì i cittadini non comprendano il motivo per cui la magistratura di pace arrechi loro così gravi disagi ed avrà cona unica grave conseguenza quella di dare l’immagine di una categoria di giudici che non hanno il senso dell’alta funzione giudiziaria che vengono a svolgere. Altresì non motivata è la decisione di astenersi sulla base del contenuto del decreto c.d. “milleproroghe. Nel predetto provvedimento è stata inserita la proroga fino al 30.03.2011 ma nel medesimo provvedimento è altresì previsto che la proroga ulteriore verrà stabilita con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri al 31.12.2011. Certamente l’Associazione non sarà inattiva al riguardo e verranno contattate le forze politiche e le rappresentanze governative per far sì che tale proroga venga correttamente attuata, così come, del resto, è stato fatto l’anno scorso. Una non motivata decisione di astenersi dallo svolgimento di una pubblica funzione non produrrà alcun risultato che quello di irrigidire le posizioni dei vari interlocutori politici e quindi di danneggiare di fatto gli interessi dei magistrati di pace che si dice di voler difendere, oltre che ledere l’immagine della magistratura (…). Chiediamo al Parlamento un intervento legislativo a modifica dell’art. 7 della L. 374/91, nel senso della previsione della rinnovabilità dei mandati e questo non solo a tutela dei diritti dei magistrati di pace ma anche a tutela dell’autonomia della magistratura perché in nessuno Stato democratico un magistrato che svolge una funzione giudiziaria in via esclusiva, come quella della magistratura di pace, è subordinato nella durata del suo incarico ad un provvedimento discrezionale dell’esecutivo.

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30 dicembre 2010

PUBBLICATO IN GAZZETTA UFFICIALE SERIE GENERALE N. 303 DEL 29 DICEMBRE 2010 IL DECRETO LEGGE 29 DICEMBRE 2010 n. 225 - MILLEPROROGHE

 

PROROGA DEI GIUDICI DI PACE IN SCADENZA

 

La Presidenza: E’ stata disposta la proroga dei Giudici di Pace il cui mandato è in scadenza il 31.12.2010 e dei Giudici di Pace il cui mandato scade entro il 15.03.2010 sino al 31.03.2011  (articolo 1 comma 1). Con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri verrà disposta l’ulteriore proroga sino al 31.12.2011 (articolo 1 comma 2).  Il riferimento ai Giudici di Pace ed ai Giudici Onorari è contenuto nell’allegato n. 1 pagina 8 alla voce: ’31 dicembre 2010: articolo 245 comma 1 del decreto legislativo 19 febbraio 1998 n. 51; articolo 1 comma 2 del decreto-legge 29 dicembre 2009 n. 193, convertito con modificazioni dalla legge 22 febbraio 2010 n. 24.

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17 dicembre 2010

 

COMUNICATO DELL’ASSOCIAZIONE

 
 

LE FORZE POLITICHE DI MAGGIORANZA ED OPPOSIZIONE FAVOREVOLI ALLA CONTINUITA’ DELLA MAGISTRATURA DI PACE ED ONORARIA

 

Nel convegno svoltosi ad Aversa si è affermato il fronte politico antiprecariato

 

La Presidenza dell’Associazione: Il Senatore Filippo Berselli, il quale ha presentato una proposta di legge delega che prevede la continuità ed una copertura previdenziale, ha sostenuto la necessità di superare al più presto la condizione di precariato ormai inaccettabile per i magistrati. L’Onorevole Andrea Orlando (PD) ha affermato la necessità di risolvere da subito, in maniera autonoma, il problema del precariato, con una norma ad hoc, a fronte delle difficoltà di una grande riforma da approvare in Parlamento. L’Onorevole Roberto Rao, Capogruppo UDC in commissione giustizia della Camera, nell’intervento fatto pervenire, ha sottolineato che lo stato di precarietà dei magistrati di pace ed onorari non è giustificata dalla qualità del servizio che sempre più viene fornito con un alto livello di professionalità. Il Presidente Crasto ha dato atto della serietà dell’impegno assunto dalle forze politiche ed ha rivolto un appello al Parlamento al fine di approvare al più presto, quanto meno una norma antiprecariato, che preveda la continuità, dando finalmente la necessaria serenità ai magistrati.

 

16 dicembre 2010

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RASSEGNA STAMPA

Italia Oggi

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in un convegno a bologna il punto sui futuri scenari della magistratura di pace

 

gdp, c’è un fronte antiprecariato

 

anm e oua favorevoli alla stabilizzazione dei giudici

 

Il Presidente Vincenzo Crasto: Ciononostante via Arenula intenderebbe riproporre un testo assolutamente antistorico che avrebbe quale unico e prevedibile esito di affossare definitivamente la giustizia nel nostro Paese. Francamente siamo sconcertati. È possibile riformare la giustizia contro i magistrati? Ciò è ovviamente inconcepibile, ma è quel che si vorrebbe fare con una riforma che è palesemente contro la magistratura di pace e che danneggia innanzitutto i cittadini. E' unanimemente riconosciuto che la giustizia di pace attualmente garantisce efficienza, tempi brevi nell'adozione dei provvedimenti e qualità della giustizia. Con quella che possiamo definire una «controriforma» tale quadro verrebbe distrutto. Il disegno di legge governativo è altresì palesemente incostituzionale, in quanto priva il giudice di pace di autonomia ed indipendenza.

 

 

13 dicembre 2010

 

COMUNICATO DELL’ASSOCIAZIONE

 
L’Associazione Nazionale Giudici di Pace 
ha presentato ufficialmente la propria proposta di legge
 

ANM, OUA E FORZE POLITICHE

FAVOREVOLI AL SUPERAMENTO DEL PRECARIATO

 

Nel convegno svoltosi a Bologna il 9 dicembre scorso sono stati conseguiti risultati fondamentali per il futuro della magistratura di pace

 

La Presidenza dell’Associazione: Il Presidente Vincenzo Crasto ha rivendicato il rispetto dei diritti costituzionali, l’autonomia e l’indipendenza della magistratura nel suo complesso ed ha rinnovato le critiche per un lavoro a cottimo e per  un mandato che viene prorogato di anno in anno ed ha lamentato la scandalosa carenza di qualsivoglia trattamento previdenziale ed assistenziale, in primis dei diritti della legati alla maternità. Il Presidente Luca Palamara si è detto convinto della necessità di affrontare i problemi dei magistrati 'laici' come ''un problema di tutti'' ed ha sottolineato che cio' aiuterebbe anche a ''uscire dalla logica emergenziale dei problemi della giustizia''. Ha altresì affermato la necessità di superare la condizione di un precariato ormai inaccettabile per i magistrati.

 

13 dicembre 2010

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RASSEGNA STAMPA

IL DENARO

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GIUDICI LAICI, L’OUA: ORDINAMENTO UNIFICATO

 

La proposta dell'Oua è stata presentata giovedì dal presidente dell'Organismo unitario, Maurizio de Tilla, a Bologna nel corso di un convegno organizzato dalla Giunta distrettuale dell'Associazione nazionale magistrati e dall'Associazione nazionale giudici di pace sul tema: "Il contributo della magistratura onoraria al servizio giustizia:quale futuro?".

 

La Presidenza OUA: Secondo l'Oua, dunque, occorre mettere mano a una riforma orientata su una serie di capisaldi: anzitutto bisogna "garantire - sostiene de Tilla - la pari dignità tra la magistratura togata e la magistratura onoraria, accentuandone l'indipendenza e l'autonomia". Reclutamento. Quanto al problema del reclutamento l'Oua suggerisce di selezionare l'accesso anche con esami a concorsi o corsi abilitanti e di affidare ai Consigli giudiziari e ai Consigli dell'Ordine degli avvocati tanto la formazione quanto l'aggiornamento permanente. La proposta Oua ribadisce anche l'esigenza di prevedere un rigoroso sistema "di incompatibilità assoluta", che trovi un contraltare in misure per "assicurare ai magistrati onorari un adeguato trattamento economico e previdenziale", il tutto nella prospettiva di "eliminare la natura precaria della funzione e risolvere il problema della stabilizzazione almeno parziale della magistratura onoraria". Altro fronte delicato è quello della vigilanza: l'Oua a questo proposito suggerisce di istituire un organismo di controllo etico con articolazioni territoriali che sia composto da avvocati designati dagli organismi di autogoverno forense e dalla magistratura togata. La parola è ora al legislatore.

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02 dicembre 2010

 

 

 

 

 

 

 

 

 

18 novembre 2010

2° SALONE DELLA GIUSTIZIA

FIERA DI RIMINI

02 DICEMBRE 2010

 

IL PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE  VINCENZO CRASTO INTERVIENE AL CONVEGNO ORGANIZZATO DALL’OUA

 

VERSO UNA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA

L’avvocato soggetto costituzionale

Il patto per la giustizia

Il giudice laico

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COMUNICATO DELL’ASSOCIAZIONE

 

L’ASSOCIAZIONE NAZIONALE INCONTRA IL PRESIDENTE DELLA CASSA FORENSE

 

Il Vice Presidente Di Foggia: La discussione ha investito l’annosa questione del più volte richiesto intervento del Legislatore in ordine alla possibilità di equiparare ai fini previdenziali l’indennità percepita quale Giudice di Pace al reddito professionale e di ritenere validi gli anni nei quali i colleghi Giudici di Pace iscritti alla Cassa hanno versato i soli minimi contributivi.  La delegazione, sottolineando ancora una volta la drammatica posizione dei Giudici di Pace iscritti alla Cassa, che rischiano la cancellazione, vanificando così i versamenti effettuati, ha chiesto uno specifico intervento in merito. Il Presidente Ubertini si è impegnato a portare la questione al prossimo comitato dei delegati che si terrà il giorno 16 dicembre, impegnandosi, nel contempo a trovare una soluzione..

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19 novembre 2010

COMUNICATO DELL’ASSOCIAZIONE

 

IL PARLAMENTO RISPONDE ALLA MAGISTRATURA DI PACE

 

Il Presidente Crasto: Ieri sulle colonne di Italia Oggi abbiamo chiesto alle forze politiche parlamentari di affrontare la questione della riforma della magistratura onoraria e di pace.  Nella giornata di oggi gli onorevoli Roberto Rao e Lorenzo Ria hanno presentato un ordine del giorno, che recepisce le nostre principali istanze e che di seguito riportiamo. L’ordine del giorno è stato accolto dal governo in sede di approvazione della legge di stabilità. L’Associazione ne esigerà il puntuale rispetto dal governo che ha assunto un impegno in molteplici occasioni pubbliche, dinanzi al Parlamento e con la magistratura associata e quindi dinanzi al Paese.

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18 novembre 2010

RASSEGNA STAMPA

Italia Oggi mese di agosto

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Nel 2011 scadono circa mille mandati. Occhi della categoria puntati sul milleproroghe

APPELLO ALLE FORZE PARLAMENTARI

SOLUZIONI STRUTTURALI PER LE ATTRIBUZIONI DEI GIUDICI DI PACE

 

Il Presidente Vincenzo Crasto: La scorsa settimana siamo stati ricevuti dal sottosegretario Caliendo e dal capo dell'Ufficio legislativo del ministero della Giustizia, Iannini ai quale abbiamo chiesto un intervento urgentissimo, ad es. nel cosiddetto decreto milleproroghe, atteso che già dal 2011 circa mille giudici di pace dovranno lasciare l'incarico (scadono i mandati dei magistrati già prorogati quest'anno e di quelli immessi nelle funzioni nel 1999)”-“Riteniamo che si sia trattato di un grave errore da parte dell'esecutivo, che aveva un'ottima base di partenza: la proposta di legge presentata nella passata legislatura anche dall'allora onorevole Alfano e da noi valutata positivamente, in quanto prevedeva la continuità per i magistrati di pace, attraverso il rinnovo quadriennale dei mandati ed una copertura previdenziale. Prendendo le mosse da tale progetto di legge, abbiamo presentato una proposta di legge molto apprezzata dalle forze politiche e dagli operatori del diritto, che prevede peraltro coperture economiche adeguate, effetto di una razionalizzazione dell'organizzazione degli uffici del giudice di pace.

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09 novembre 2010

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

05 novembre 2010

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

28 ottobre 2010

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

22 ottobre 2010

RESCONTO DELL’ATTIVITA DELLA PRESIDENZA

 

L’ASSOCIAZIONE INCONTRA IL SOTTOSEGRETARIO CALIENDO E IL CAPO DELL’UFFICIO LEGISLATIVO IANNINI: E’ NECESSARIO PROROGARE TUTTI I MAGISTRATI IN SCADENZA

 

Il Presidente Crasto: La presidenza dell’Associazione ha posto il problema della prossima decadenza di circa 1000 magistrati di pace, alcuni dei quali (i primi giudici di pace in servizio nel 1995) già in regime di proroga ed altri (i magistrati immessi nelle funzioni nel 1999) alla scadenza dei tre mandati quadriennali nel 2011 ed ha sollecitato un intervento urgente da inserire ad es. nel decreto cd. milleproroghe in favore dei colleghi in scadenza. L’incontro, franco e costruttivo, si è rivelato fondamentale al fine di risolvere una problematica vitale per la giustizia di pace. Abbiamo altresì affrontato il tema della proposta di legge presentata dall’Associazione e ribadito che la riforma non può prescindere dalla previsione della continuità, attraverso mandati plurimi e di una copertura previdenziale.

 

L’ASSOCIAZIONE INCONTRA L’ON RAO, COMPONENTE DELLA COMMISSIONE GIUSTIZIA DELLA CAMERA

 

Il Presidente Crasto: In particolare il Presidente Crasto e il Vice Presidente Di Girolano hanno sollecitato un intervento che preveda la rinnovabilità degli incarichi per tutti i giudici di pace ritenendo gravemente lesivo dell’autonomia della magistratura, oltre che un pericoloso precedente, forse unico in Europa, che dei magistrati, titolari delle funzioni giudiziarie ordinarie, siano rinnovati di anno in anno con un provvedimento governativo meramente discrezionale. L’On. Rao ha mostrato, oltre ad una completa conoscenza delle problematiche della magistratura di pace, una piena disponibilità a creare una sinergia a livello politico affinché si possa intervenire a livello legislativo nel senso della rinnovabilità dei mandati.

 

L’ASSOCIAZIONE INCONTRA IL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE GIUSTIZIA SEN. FILIPPO BERSELLI

 

Il Presidente Crasto: L’Associazione Nazionale Giudici di Pace ha incontrato al Senato il Presidente della Commisione Giustizia Sen. Filippo Berselli. Abbiamo ringraziato Berselli per aver proposto un disegno di legge di riforma della magistratura di pace che offre una soluzione apprezzabile alle questioni fondamentali da noi poste, prevedendo la continuità dei mandati e una copertura previdenziale ed assistenziale affrontati e le delegazioni hanno stabilito di incontrarsi nuovamente a breve. Abbiamo però evidenziato che la legislatura, secondo i migliori analisti politici, non sembra avere vita lunga. Pertanto l’Associazione ha chiesto ufficialmente che venga calendarizzaro al più presto il disegno di legge, che affronta una questione che ha assunto particolare rilievo sociale. Il problema è reale, in quanto dal 2011, in caso di mancanza di un provvedimento ad hoc, circa 1.000 Giudici di Pace dovranno lasciare l’incarico, con l’impossibilità di essere sostituiti, atteso che le procedure concorsuali sono ferme e ciò avrà come conseguenza il rischio di paralisi di una giustizia efficiente.

 

L’ASSOCIAZIONE INCONTRA IL RESPONSABILE GIUSTIZIA DEL PARTITO DEMOCRATICO ON. ORLANDO E L’ON MELIS.

INIZIA UN CONFRONTO SERIO E COSTRUTTIVO

 

Il Presidente Crasto: Il problema è reale e richiede una soluzione in tempi brevi: invero già dal 2011, in caso di mancanza di un provvedimento ad hoc, ben 800 Giudici di Pace dovranno lasciare l’incarico, con l’impossibilità di essere sostituiti. L’Associazione ha chiesto pertanto un intervento normativo che in tempi celeri modifichi l’art. 7 della legge istitutiva del giudice di pace, prevedendo da subito la rinnovabilità dei mandati. Giudichiamo l’incontro serio e costruttivo. Gli onorevoli Orlando e Melis hanno dimostrato notevole interesse per i temi affrontati e le delegazioni hanno stabilito di incontrarsi nuovamente a breve.

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CONVEGNO

 

09 dicembre 2010

                     ANM                         Associazione Nazionale

Associazione Nazionale Magistrati                   Giudici di Pace

            Giunta Distrettuale                   “La giustizia al servizio del cittadino”

     Emilia Romagna                               ___________

                                                             Associazione Regionale

                                                      Giudici di Pace Emilia Romagna

 

IL CONTRIBUTO DELLA MAGISTRATURA ONORARIA AL SERVIZIO GIUSTIZIA: QUALE FUTURO?

 

BOLOGNA – ORATORIO DEI FILIPPINI – VIA MANZONI 5

 

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05 ottobre 2010

COMMISSIONE GIUSTIZIA DELLA CAMERA DEI DEPUTATI

Risposta in Commissione del Ministero della Giustizia

 

Il Sottosegretario Caliendo: In questo contesto si stanno valutando tutte le opzioni possibili per consentire all'Amministrazione della giustizia di continuare ad avvalersi della professionalità maturata da parte di coloro che hanno già svolto le funzioni di giudice di pace, compatibilmente con la necessità di rispettare i limiti di età già previsti dalla legge ed il carattere onorario e temporaneo delle funzioni giudiziarie. Quanto alla possibilità di assicurare una copertura previdenziale ed assistenziale, segnalo che anche rispetto a questo fondamentale argomento è in corso uno studio sulle probabili soluzioni perseguibili. Non a caso, infatti, sono stati già avviati contatti con il Ministero dell'economia al fine di verificare l'entità dei relativi costi

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04 ottobre 2010

COMMISSIONE GIUSTIZIA DELLA CAMERA DEI DEPUTATI

Interrogazione a risposta immediata in Commissione al Ministro della Giustizia

 

On. Rao Roberto e On. Ria Lorenzo (n. 5-03529)

 

lo Stato si avvale di giovani e attrezzati professionisti (per lo più avvocati o ex giudici onorari di tribunale) per i quali il compenso percepito per l'attività di magistrato costituisce l'unico reddito;
non è accettabile che un Paese che vanta una lunga tradizione di civiltà del lavoro lasci i magistrati di pace senza le più elementari tutele costituzionalmente riconosciute:

se non intenda accelerare il più possibile i tempi di una riforma (che il Governo si era impegnato ad approvare entro l'estate) - di fondamentale rilievo anche sotto il profilo sociale - che possa garantire la rinnovabilità dei mandati sino al compimento dei 75 anni di età, nonché un'adeguata copertura previdenziale ed assistenziale da estendere anche alle lavoratrici madri

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16 settembre 2010

RASSEGNA STAMPA

Italia Oggi mese di settembre

 

I gIUdICI: La riforma s’ha da fare.

 

l’angdp chiede alle istituzioni di Fare il massimo per accelerare sul riordino della giustizia di Pace.

 

Il Presidente Vincenzo Crasto

RINNOVABILITA’ DEGLI INCARICHI

La riforma eviterebbe la dispersione di professionalità formatesi in decenni di esercizio della giurisdizione e determinerebbe un notevole risparmio di spesa per lo Stato, in quanto il reiterato avvicendamento dei magistrati costerebbe allo Stato svariati milioni di euro per l'espletamento delle procedure di concorso e per la lunga e necessaria formazione dei nuovi assunti. La riforma ha dei precedenti autorevoli: per i magistrati tributari e per i magistrati onorari del tribunale per i minorenni il rapporto a tempo determinato è stato di recente trasformato in rapporto a tempo indeterminato. Neppure i conciliatori, precursori nel nostro ordinamento dei giudici di pace, avevano limiti di durata temporale. Peraltro la magistratura di pace associata accetta la sfida della semplice rinnovabilità del mandato.

AUTONOMIA ED INDIPENDENZA DELLA FUNZIONE DI GIUDICE DI PACE: L’UNIFICAZIONE DELLE CATEGORIE E’ INCOSTITUZIONALE.

La magistratura di pace associata rivendica con forza la propria autonomia e indipendenza. È necessario mantenere due distinti status per la magistratura di pace e la magistratura onoraria di tribunale, salvaguardando le competenze esercitate in via esclusiva del giudice di pace. Riteniamo auspicabile un collegamento tra le due diverse categorie, nel senso di rendere le funzioni svolte quale magistrato onorario di tribunale titolo di preferenza per l'accesso al concorso di giudice di pace. L'unificazione delle medesime non è compatibile con la Carta costituzionale, stante la diversità delle funzioni esercitate, ovvero una giurisdizione esclusiva per i giudici di pace a fronte di un rapporto di vicarietà con il giudice di carriera per i magistrati onorari di tribunale. Palesi sono i rischi di incostituzionalità essendo il tribunale giudice dell'appello rispetto al giudice di pace. Le nostre proposte sono state recentemente sottoposte al guardasigilli sotto forma di articolato, ma è necessario che governo e Parlamento accelerino il più possibile i tempi della riforma.

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14 settembre 2010

Il Presidente Vincenzo Crasto ha inviato una richiesta di incontro al Ministro della Giustizia per un immediato intervento normativo nel senso della continuità degli incarichi

 

Il Presidente Crasto: In attesa dell’approvazione del disegno di legge, chiediamo al governo un immediato intervento normativo volto quantomeno alla modifica l’art. 7 della legge istitutiva del Giudice di pace, prevendo la rinnovabilità dei mandati, molti dei quali in scadenza nei prossimi mesi. La magistratura di pace associata rivendica la propria autonomia ed indipendenza e tra i punti non rinunciabili della riforma individua la necessaria distinzione tra le figure dei magistrati di pace e dei magistrati onorari di tribunale. L’unificazione delle medesime non è compatibile con la Carta costituzionale, stante la diversità delle funzioni esercitate, ovvero una giurisdizione esclusiva per i giudici di pace a fronte di un rapporto di vicarietà con il giudice di carriera per i magistrati onorari di tribunale.

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04 settembre 2010

RASSEGNA STAMPA

Italia Oggi mese di agosto

 

IL MINISTERO NON E’ RIUScito a centrare LA SCADENZA DELLA PAUSA ESTIVA.

GIUDICI DI PACE: RIFORMA RINVIATA. AL LAVORO FINO A 75 anni con ADEGUATE TUTELE PREVIDENZIALI

 

Il Presidente Vincenzo Crasto: Una ulteriore razionalizzazione delle risorse potrebbe derivare dagli accorpamenti dei microuffici giudiziari, ovvero di quegli uffici che trattano meno di 100 procedimenti annui, che potrebbero facilmente essere inglobati negli uffici rispettivamente viciniori. La stessa rinnovabilità dei mandati rappresenta una razionalizzazione del sistema, impedendo il turn over di tutti i magistrati e con esso un enorme spreco di professionalità e di danaro pubblico per l’espletamento dei concorsi e per la formazione dei nuovi assunti. Tale previsione è perfettamente compatibile con il nostro ordinamento giuridico: i giudici tributari (giudici speciali ed onorari) hanno goduto della trasformazione di un rapporto a tempo determinato in uno a tempo indeterminato tout court (decreto fiscale collegato alla finanziaria 2006) ed il recente dl sulla funzionalità del sistema giudiziario ha previsto il rapporto a tempo indeterminato per i magistrati onorari del tribunale per i minorenni. Lo stesso conciliatore, lontano progenitore nel nostro ordinamento del giudice di pace, non aveva limiti di durata temporale.

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03 settembre 2010

COMUNICATO DELLA PRESIDENZA DELL’ASSOCIAZIONE

 

CONVOCAZIONE DIRETTIVO CENTRALE, GIUNTA ESECUTIVA, COLLEGI DEI PROBI VIRI E REVISORI DEI CONTI A ROMA IL 26-26 SETTEMBRE 2010

 

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13 luglio 2010

RASSEGNA STAMPA

Italia Oggi

 

GIUSTIZIA LENTA, ecco la soluzione.

La chiave nell’aumento delle competenze del giudice di Pace

 

Il Presidente Vincenzo Crasto: Le varie riforme che si sono succedute negli anni dimostrano che le scorciatoie non producono risultati apprezzabili. La soluzione definitiva al problema della lentezza dei processi è semplicissima, ragionevole e sotto gli occhi di tutti: estendere la competenza civile del giudice di pace. I magistrati di pace si rendono disponibili ad un ulteriore sforzo nell'interesse del Paese. Proponiamo al governo di aumentare la competenza per valore del giudice di pace fino a 50.000 euro e di attribuire a tale magistrato competenze pressoché esclusive in materia condominiale, di separazione consensuale e di esecuzione forzata mobiliare. Inoltre, come è già avvenuto in passato, i processi relativi a tali materie, pendenti in tribunale alla data dell'entrata in vigore della norma, dovranno essere attribuiti al magistrato di pace per il prosieguo, deflazionando di oneri enormi i tribunali. In passato ciò è già avvenuto e processi che precedentemente duravano anche più di un lustro sono stati celebrati in pochi mesi. Ciò è spiegabile, oltre che con l'abnegazione dei magistrati di pace, anche per l'agilità del rito delineato dal legislatore che consente al giudice di tagliar corto con le attività dilatorie e di concludere il processo anche in un'unica udienza. Nella prassi in media la causa viene rinviata solo per un paio di udienze e si conclude quasi sempre entro l'anno, in media in 340 giorni.

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13 luglio 2010

RASSEGNA STAMPA

Italia Oggi

 

MEDIAZIONE: stop per i procedimenti di competenza del giudice di pace

 

Il comunicato dell’Associazione Nazionale: Il Giudice di Pace è il giudice della conciliazione previsto dal legislatore. Il processo di conciliazione in sede non contenziosa è infatti disciplinato espressamente dall'art. 322 del codice di procedura civile, che prevede la facoltà per il cittadino con costi irrisori e con la possibilità di avvalersi dell'ausilio di un difensore, di adire il giudice di pace per tentare la conciliazione. La mediazione di cui al dlgs 28/10 costituisce pertanto un procedimento parallelo alla conciliazione codicistica, con notevoli problemi di coordinamento tra gli istituti. L'Associazione Nazionale Giudici di Pace solleva altresì forti dubbi di costituzionalità per la violazione dell'art. 3 della Costituzione del d.lgs 28/10, in quanto istitutivo di un procedimento di conciliazione in contrasto con quello previsto dal codice di procedura civile, al di fuori del processo e senza la mediazione di un magistrato, impedendo così ai cittadini di avvalersi del rimedio codicistico di cui all'art. 322 c.p.c., caratterizzato da minori costi e maggiori garanzie di autonomia, indipendenza e terzietà.

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25 giugno 2010

RASSEGNA STAMPA

Italia Oggi

 

L’Associazione Nazionale Giudici di Pace chiede al governo di escludere la mediazione per i procedimenti di competenza del Giudice di Pace

 

Il Presidente Vincenzo Crasto: L’Associazione Nazionale Giudici di Pace, la principale organizzazione dei Giudici di Pace denuncia con una nota che la mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali, previste ai sensi del’ D.lgs. 28/10 anche per le cause di competenza dei Giudici di Pace è inutile e dannosa per i cittadini. L’associazione chiede al Governo di intervenire proponendo una norma che escluda quantomeno la mediazione obbligatoria in relazione alle cause di competenza del giudice di pace, poiché in contraddizione con l’oralità, la concentrazione e l’immediatezza del giudizio che il rito di questo magistrato storicamente ha realizzato e per l’incostituzionalità della norma.

 

 

 

17 giugno 2010

RASSEGNA STAMPA

Italia Oggi

 

CONTINUITA’ AI giudici di pace

 

DAL SOTTOSEGRETARIO CALIENDO UN IMPEGNO CHIARO NEI CONFRONTI DELLA MAGISTRATURA

 

Il Presidente Vincenzo Crasto: In occasione dell'incontro presso il ministero della Giustizia del 26 maggio scorso, l'esecutivo, attraverso il sottosegretario alla Giustizia Caliendo, ha assunto per la prima volta un impegno chiaro nei confronti della magistratura di pace: la riforma stabilirà per i magistrati in servizio la rinnovabilità dei mandati sino al compimento dei 65-70 anni di età, e garantirà almeno un mandato quadriennale per i giudici che superino i predetti limiti di età, in modo tale da consentire loro di esercitare le funzioni sino ai 75 anni. Il governo ha assicurato, altresì, che la riforma conterrà una copertura previdenziale, ipotizzando una partecipazione forfettaria del ministero al pagamento dei contributi. Una buona notizia è giunta per i magistrati in scadenza di mandato al 31 dicembre 2010: se il disegno di legge non dovesse essere approvato per tale data questi saranno nuovamente prorogati, come è già avvenuto con il recente dl sulla funzionalità del sistema giudiziario. Il ministero della Giustizia si è impegnato a presentare la riforma prima della pausa estiva. (…) In attesa dell'approvazione del disegno di legge (per la quale, per stessa ammissione del ministro Alfano, si prevedono tempi lunghi), abbiamo chiesto al governo un immediato intervento normativo volto alla modifica l'art. 7 della legge istitutiva del giudice di pace, consentendo da subito la rinnovabilità degli incarichi. In tal modo si assicurerebbe la necessaria serenità a cui tutti i magistrati hanno diritto per poter svolgere al meglio le proprie funzioni.

 

 

 

09 giugno 2010

LETTERA DI RISPOSTA DEL PRESIDENTE EMERITO CERSOSIMO AD UN ARTICOLO PUBBLICATO SU “LA STAMPA”

 

 

Il Presidente Emerito Francesco Cersosimo: “Egregio direttore, con riferimento  all’intervista al legale fiduciario di Fondiaria Sai dal titolo “I furbetti giocano con il colpo di frusta”, mi consenta di esprimere un fermo dissenso, relativamente alla parte in cui tenta maldestramente di coinvolgere i giudici di pace con espressioni calunniose per l’intera categoria (…) Ecco trovati i veri colpevoli nell’ordine: i Napoletani, “molti avvocati ed anche una parte dei giudici di pace”. Ed il sen. Elio Lannutti, presidente Adusbef, che  afferma: “Finalmente l’ISVAP si è accorta dei furti legalizzati  perpetrati dalle assicurazioni alle famiglie italiane”, che figura ci fa ? Al di là del tono scherzoso, vorrei chiarire ai lettori de La Stampa che il cd colpo di frusta è accertato in giudizio da un consulente tecnico d’ufficio sulla persona del danneggiato ed alla presenza del medico, consulente di parte assicuratrice; che il colpo di frusta si valuta con oggettività scientifica e che, se esistente, comporta una invalidità da micro permanente che non supera il due per cento, per come è riportato in tutti i manuali di medicina legale; che il danno morale, se riconosciuto, è liquidato come da dottrina e da giurisprudenza della Cassazione; che le società di assicurazione si costituiscono in giudizio con valenti avvocati in grado di controbattere i testi reticenti o falsi, e denunciarli se del caso; infine i magistrati di pace emettono una sentenza, sulla base di quanto emerge in causa, secondo le norme del codice civile, di procedura, e delle leggi speciali sulle assicurazioni che dal 1969 si sono succedute. Ed infine, se insoddisfatti si può appellare in Tribunale e si può adire la Procura della Repubblica in caso di ventilate truffe. Al riguardo sarebbe utile conoscere il numero degli appelli, delle denunce e l’esito.

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03 giugno 2010

 

 

 

LETTERA DI RISPOSTA DEL PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE AD UN ARTICOLO PUBBLICATO SU “IL GIORNALE”

 

 

Il Presidente Vincenzo Crasto: Egregio direttore,ho letto con attenzione gli articoli di Luca Fazzo dal titolo “gli aspiranti giudici? Un esercito di somari” e “Quando il Magistrato di fa aiutare dal cane” del 29 maggio 2010. In essi si colgono attacchi gratuiti che minano ingiustificatamente l’autonomia, l'indipendenza, la dignità e l’onorabilità della funzione giudiziaria. Gli articoli, lungi dall'essere espressione di legittima critica, sempre consentita, contengono inaccettabili affermazioni di denigrazione e di delegittimazione della funzione giudiziaria e pertanto devo chiederLe di pubblicare la presente ai sensi della legge sulla stampa. Ai magistrati di pace le forze politiche tutte e l’attuale governo hanno sempre riconosciuto un alto senso dello Stato, pensi direttore che il mancato adeguamento delle remunerazioni secondo gli indici ISTAT, previsto dalla legge istitutiva del giudice di pace (ma mai avvenuto dal 1999 ad oggi) non solo non ha prodotto un solo sciopero, ma neppure uno stato di agitazione. Un altro dato fondamentale per comprendere appieno la giustizia di pace è il seguente: i giudici di pace quando sbagliano pagano e pagano davvero. Invero, risulta evidente dallo stesso articolo che i magistrati che non rispondono a determinati standard qualitativi non vengono riconfermati ed addirittura anche quando viene irrogata la sanzione discipliare della censura il più volte perdono il lavoro. Converrà egregio direttore che si tratta di un caso di meritocrazia effettiva più unico che raro nel nostro Paese. La realtà è un’altra rispetto a quella che l’articolo pretenderebbe: nell’esercizio delle funzioni giurisdizionali dimostriamo quotidianamente che anche in Italia è possibile amministrare una giustizia in maniera efficiente!.

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27 maggio 2010

 

 

COMUNICATO DELLA PRESIDENZA DELL’ASSOCIAZIONE

 

UNA PRIMA APERTURA DEL MINISTERO SULLA RINNOVABILITA’ DEGLI INCARICHI PER I GIUDICI IN SERVIZIO

 

Il Presidente Vincenzo Crasto: Il sottosegretario Caliendo ha annunciato la presentazione di un nuovo disegno di legge che garantisca ai giudici di pace in servizio la rinnovabilità degli incarichi. Diversamente dagli altri incontri questa volta il governo ha dichiarato in maniera esplicita che la riforma conterrà la rinnovabilità dei mandati per i giudici di pace in servizio. Il sottosegretario ha altresì annunciato che è allo studio la possibilità di prevedere un trattamento previdenziale, con il contributo parziale dello Stato o, in assenza di copertura finanziaria, a titolo volontario. Abbiamo conseguito un importante risultato. Ciò è stato possibile in forza della diuturna e caparbia azione dell’Associazione Nazionale. In ogni caso non ci fermeremo e continueremo nella nostra opera volta a perseguire il nostro principale obiettivo, ovvero la continuità nell’esercizio delle funzioni.

 

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24 maggio 2010

 

RASSEGNA STAMPA

Il Sole 24 Ore

 

Dal Giudice di Pace i ricorsi on line giocano d’anticipo

 

giustizia: conclusa la fase di rodaggio. La pre-iscrizione telematica è già attiva in oltre 200 uffici

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19 maggio 2010

COMUNICATO DELLA PRESIDENZA DELL’ASSOCIAZIONE

 

IL MINISTRO HA CONVOCATO LE DELEGAZIONI DELLE ASSOCIAZIONI DELLA MAGISTRATURA DI PACE ED ONORARIA

 

La Presidenza dell’Associazione: L’Associazione Nazionale ribadirà quello che è il principale punto non rinunciabile della propria azione sindacale, ovvero la rinnovabilità degli incarichi dei giudici di pace. L’Associazione Nazionale ha presentato un ha presentato un progetto di riforma della giustizia di pace e della magistratura onoraria di tribunale il cui aspetto qualificante è rappresentato dal riconoscimento della continuità delle funzioni. Si tratta di un progetto che l’Associazione Nazionale Giudici di Pace ha condiviso con altre organizzazioni di giudici di Pace, quali Unità Democratica, la Confederazione dei Giudici di Pace ed anche con la Federmot, la principale organizzazione dei magistrati di tribunale, secondo quanto auspicato dallo stesso ministro della Giustizia Alfano nell’ultimo incontro del 2 marzo scorso. La stabilità delle funzioni è l’obiettivo fondamentale che la Presidenza dell’Associazione si è prefissato, non potendo accettare una riforma che preveda un magistrato con funzioni temporanee.  La figura di un giudice usa e getta oltre ad essere grandemente lesiva dell’onorabilità della funzione giudiziaria manifesterebbe il totale disinteresse della politica ai diritti dei cittadini i quali vedrebbero le questioni che interessano il loro quotidiano affidate da un conciliatore “eternamente dilettante” e non ad un magistrato professionale.

 

 

 

20 maggio 2010

RASSEGNA STAMPA

Italia Oggi

 

UNA Riforma ormai necessaria

 

Lettera apeRta del Presidente ANGdP Crasto al ministro della giustizia angelino alfano

 

Il Presidente Crasto: L'Associazione nazionale giudici di pace richiede da alcuni anni l'attuazione di una riforma organica della giustizia di pace il cui aspetto qualificante deve essere il riconoscimento della continuità delle funzioni. Come avrà potuto constatare la riforma da noi ipotizzata dà al Paese molto più di quanto non chieda. Del resto il senso dello Stato dei magistrati di pace è stato spesso apprezzato da Lei e da altri ministri del governo di cui fa parte. Si tratta di un progetto che l'Associazione nazionale giudici di pace (la più rappresentativa della categoria) ha condiviso con altre organizzazioni, secondo quanto da Lei auspicato nell'ultimo incontro del 2 marzo scorso. Proponiamo soluzioni razionali e conformi alla Carta costituzionale in ordine allo status dei magistrati, che peraltro in molti casi determinano risparmi di spesa. I principi ispiratori della proposta sono contenuti nell'accordo raggiunto dall'intera magistratura di pace associata l'11 marzo a Napoli e sono stati fatti propri dal recente congresso della nostra associazione. I punti che consideriamo irrinunciabili sono la rinnovabilità dell'incarico sino al 75° anno d'età, subordinata alla valutazione da parte del competente Consiglio giudiziario e del CSM e la previsione di una copertura previdenziale e assicurativa. Rivendichiamo, altresì, la nostra autonomia ed indipendenza, per cui il nostro progetto prevede due distinti status rispettivamente per la magistratura di pace e per la magistratura onoraria di tribunale

 

14 maggio 2010

L’incontro con il Ministro della Giustizia è stato spostato al 26 maggio 2010 ore 10.00

 

Il Sottosegretario di Stato Caliendo: Facendo seguito alla nota del 12 maggio 2010, relativa alla convocazione del 20 maggio 2010, si comunica che, causa la fissazione del Consiglio dei Ministri cui l’On. Angelino Alfano è chiamato a partecipare, l’incontro in questione è spostato al 26 maggio 2010 ore 10.00.

 

13 maggio 2010

 

 

Il Ministro della Giustizia ha convocato le associazioni dei magistrati di pace ed onorari

 

Il Sottosegretario di Stato Caliendo: Facendo seguito all’incontro del 15 marzo il Ministro On.le Angelino Alfano, ha fissato un nuovo incontro per il giorno 20 maggio 2010 alle 10.00 per potere valutare e discutere congiuntamente le proposte che codeste Associazioni hanno fatto pervenire. Auspicando la partecipazione di codeste Associazioni, si resta in attesa di conferma per poter provvedere ad una adeguata organizzazione dell’incontro.

 

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12 maggio 2010

 

Il Presidente Vincenzo Crasto ha inviato al Ministro della Giustizia il progetto di legge dell’Associazione Nazionale

 

Il Presidente Crasto: Il nostro è un progetto unitario, in quanto è stato condiviso da altre associazioni di Giudici di Pace quali “Unità democratica” e la “Confederazione Nazionale dei Giudici di Pace” ed a breve è attesa l’adesione dalla principale associazione di Got e Vpo, la “Federmot”, a riprova della qualità dell’articolato. Certi che Lei saprà riconoscere nello sforzo da noi profuso l’espressione del nostro tradizionale senso dello Stato, restiamo in attesa di Sua convocazione al fine di illustrarLe compiutamente la proposta.

 

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12 maggio 2010

PROGETTO DI LEGGE SULLA MAGISTRATURA DI PACE ED ONORARIA APPROVATO DALLA GIUNTA DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE GIUDICI DI PACE

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13 maggio 2010

 

 

RASSEGNA STAMPA: Italia Oggi

 

Dal GIudice di Pace Stando a casa. TUTTE le informazioni sullo stato dei ricORSI E UDIENZE VIA INTERNET.

 

 

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08 maggio 2010

COMUNICATO DELLA PRESIDENZA DELL’ASSOCIAZIONE

 

L’ASSOCIAZIONE NAZIONALE HA PRESENTATO

IL PROGETTO DI RIFORMA SULLA MAGISTRATURA DI PACE ED ONORARIA

 

La Presidenza dell’Associazione: Una delegazione dell’Associazione Nazionale Giudici di Pace composta dal Presidente Vincenzo Crasto, dal Vice Presidente Nicola di Foggia e dal Presidente Distrettuale di Salerno Luigi Vingiani da ha presentato oggi il proprio disegno di legge di riforma della categoria in un incontro con le rappresenzanze della Magistratura di Pace ed Onoraria nell’ambito degli incontri di concertazione promossi dalla precedente presidenza Cersosimo. Il punti centrali ed irrinunciabili del progetto di legge dell’Associazione sono: la previsione di due distinti status per la magistratura di pace e la magistratura onoraria di tribunale; la rinnovabilità degli incarichi e l’assoggettamento ad un sistema previdenziale. L’Associazione Nazionale confida nel raggiungimento di un’intesa comune tra le categorie di magistrati sul testo elaborato al  fine di presentare al Ministro un progetto condiviso ed una linea di azione sindacale comune.

 

 

09 maggio 2010

 

RASSEGNA STAMPA: Il Sole 24 Ore

 

GIUDICI Di PACE sul WEB. AL VIA IL NUOVO SERVIZIO

 

04 maggio 2010

Delibera del CSM DEL 29.04.2010

Rinnovi dei Giudici di Pace in scadenza per il prossimo quadriennio

 

 

26 aprile 2010

 

 

 

Richiesta di convocazione del Presidente dell’Associazione Vincenzo Crasto al Ministro della Giustizia

 

 

 

23 aprile 2010

DOCUMENTO PROGRAMMATICO DEL PRESIDENTE VINCENZO CRASTO  APPROVATO DALLA XIV ASSEMBLEA NAZIONALE A ROMA IL 22 - 23 aprile 2010

 

Il Presidente Crasto: E’ pacifico che solo attraverso la continuità nell’incarico, pur con rinnovo quadriennale, si assicura la necessaria autonomia ed indipendenza del giudice. Il continuo turn over presenta aspetti esiziali per i cittadini: la dispersione di eccelse professionalità formatesi in decenni di esercizio delle funzioni e costi enormi per lo Stato per la formazione dei neoassunti. La continuità è un punto indefettibile rispetto al quale non siamo disposti a recedere. Si tratta dell’unica condizione che possa garantire una reale autonomia ed indipendenza della magistratura, senza le quali, conformemente alla nostra Carta costituzionale, vengono meno le prerogative che consentono di riconoscere l’esercizio della giurisdizione.

 

23 aprile 2010

 

RELAZIONE DELLA PRESIDENZA APPROVATA DALLA XIV ASSEMBLEA NAZIONALE A ROMA IL 22 - 23 aprile 2010

 

La Presidenza dell’Associazione: Oggi in buona sostanza chiediamo molto meno di quanto è stato riconosciuto ai magistrati tributari, a cui giustamente e senza colpo ferire è stato conferito un mandato a vita. Il paragone è calzante in quanto si tratta di giudici onorari. Inoltre nello stesso provvedimento appena menzionato è stata prevista la rinnovabilità senza alcun limite dei magistrati onorari del tribunale per i minorenni. Le nostre sono proposte semplici e logiche che consentono un risparmio di spesa per lo Stato, che con il continuo turn over totale dei magistrati spenderebbe evidentemente più danaro per formare di volta in volta i nuovi assunti (sempre che ci sia un interesse alla loro formazione, attesa la loro estrema transitorietà). Siamo più forti di quello che noi stessi riteniamo: questa forza ci è data dai risultati raggiunti in questi anni di esercizio di funzioni giurisdizionali. La giustizia di pace mostra una straordinaria efficienza: la durata media dei processi innanzi al Giudice di Pace si mantiene in tempi di gran lunga inferiori all’anno, il che corrisponde ad un terzo del tempo necessario per la definizione dei processi innanzi al Tribunale. Un altro punto a favore dei giudici di pace è costituito dai dati relativi alla produttività.

 

 

 

15 aprile 2010

 

 

RASSEGNA STAMPA: Italia Oggi

 

GIUDICI LAICI, ORGANISMO UNITARIO

ANGdp con federmot si muove verso un coordinamento

 

 

09 aprile 2010

 

COMUNICATO DELLA PRESIDENZA DELL’ASSOCIAZIONE

 

CONVOCAZIONE DELLA XIV ASSEMBLEA NAZIONALE A ROMA IL 22 - 23 aprile 2010

 

 

03 aprile 2010

 

Delibera del CSM DEL 01.04.2010

Rinnovi dei Giudici di Pace in scadenza per il prossimo quadriennio

 

 

18 marzo 2010

 

RASSEGNA STAMPA: Italia Oggi

 

UN MESE MEMORABILE PER I GIUDICI. Sciopero, audizione al quirinale e restyling della riforma

 

 

19 marzo 2010

 

 

Delibera del CSM DEL 17.03.2010

Rinnovi dei Giudici di Pace in scadenza per il prossimo quadriennio

 

 

18 marzo 2010

 

 

Delibera del CSM DEL 04.03.2010

Rinnovi dei Giudici di Pace in scadenza per il prossimo quadriennio

 

 

12 marzo 2010

 

 

Audizione al Quirinale di una delegazione delle Associazioni dei Giudici di Pace

 

link al sito della Presidenza della Repubblica

 

Discorso del Presidente Cersosimo al Capo dello Stato: L’Associazione Nazionale Giudici di Pace fondata nel 1994, ha scelto da sempre di partecipare al più ampio dibattito sulla Giustizia con moderazione e senso dello Stato, consapevole di rappresentare dei laici, chiamati a svolgere funzioni giudicanti, che coinvolgono sempre diritti dei cittadini, che attendono tutela a volte anche nei confronti di altri organi dello Stato.  Per i Giudici di Pace è stato un anno difficile anche quello decorso, che si va ad assommare purtroppo ai precedenti, determinando incertezza ed ansia per il futuro che mette a dura prova la serenità su cui un magistrato dovrebbe sempre poter contare (...). A fronte dell’apprezzamento per il lavoro svolto che ci perviene ogni anno nelle relazioni dei Presidenti delle Corti d’Appello e dello stesso Guardasigilli, in occasione delle inaugurazioni dell’anno giudiziario per il crescente lavoro svolto, che si attesta ormai nell’ordine di due milioni di procedimenti (civili e penali), abbiamo dovuto constatare che non si è messo mano ad un riconoscimento di uno status che preveda, tra l’altro, una continuità dell’incarico (attualmente limitato nel tempo), una retribuzione certa (che metta fine al cottimo), una previdenza (oggi assente), un’autonomia (messa a dura prova da alcuni disegni governativi del passato), infine una partecipazione nel CSM (la cui assenza determina una grave distorsione nel sistema delle garanzie). La totale mancanza di questi presupposti rende il giudice laico un precario, in balia degli eventi e non garantisce la funzione.

 

 

09 marzo 2010

 

 

COMUNICATO DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE GIUDICI DI PACE

 

SUCCESSO DELLO SCIOPERO CADUCATO IL DISEGNO DI LEGGE GOVERNATIVO

 

Il Presidente Cersosimo: Obiettivo raggiunto. Il ministro Alfano, dopo avere prorogato i gdp in scadenza nel 2010  al pari dei got e vpo, ha RITIRATO il disegno di legge  di “Riforma della Magistratura Onoraria” ed ha invitato tutte le organizzazioni dei magistrati laici ad un incontro per 7-8 aprile p.v. per  arrivare ad una normativa sullo status condivisa.

 

 

09 marzo 2010

 

 

COMUNICATO DELL’ASSOCIAZIONE

 

INVITO ALLA RIUNIONE DI TUTTE LE RAPPRESENTANZE DEI MAGISTRATI LAICI A ROMA IL 14.03 PER DISCUTERE SU UNA PROPOSTA COMUNE DI DISEGNO DI RIFORMA

 

 

03 marzo 2010

 

 

COMUNICATO CONGIUNTO DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE GIUDICI DI PACE e DELLA FEDERMOT

 

APERTURA DEL MINISTRO ALFANO SULLA RIFORMA DELLA MAGISTRATURA ONORARIA E DI PACE

 

Il Presidente ANGdP Cersosimo ed il Presidente Federmot ValerioLa forza di uno sciopero unitario,  che ha avuto un successo enorme (rilevato nella misura dell’80% -fonte La Stampa del 02.03.10), il coinvolgimento di molti parlamentari,  la concordanza  di voci, espresse se pure separatamente da GdP, GOT e VPO, hanno determinato il ministro Alfano nel ritenere di fatto  caducato il disegno di legge sulla riforma dei giudici onorari e nel richiedere alle organizzazioni sindacali una proposta di legge condivisa da inoltrare entro dieci-quindici  giorni per pervenire ad un nuovo incontro già indicato per il 7° 8 Aprile p.v.

 

 

26 febbraio 2010

 

 

COMUNICATO CONGIUNTO DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE GIUDICI DI PACE, FEDERMOT E MAGISTRATI ONORARI UNITI

 

E’ CONFERMATA L’ASTENSIONE

 

CONVOCATE LE RAPPRESENTANZE SINDACALI DAL MINISTRO ALFANO PER IL GIORNO 02 MARZO

 

L’ANGdP, la Federmot e Mag.On.Uniti:pur apprezzando l’apertura ministeriale, che giunge dopo mesi di iniziative e convegni con il sottosegretario, deputati e senatori, ritengono che allo stato non siano venute meno le ragioni che hanno indotto la magistratura laica a proclamare scioperi comuni: ritiro del disegno di legge sulla riforma che non ha recepito alcuna istanza dei cosiddetti onorari:  fine del precariato e continuità nell’incarico (al pari degli onorari delle Commissioni Tributarie e del Tribunale dei Minorenni); previdenza, retribuzione adeguata e conseguente disciplina delle incompatibilità avvocato/ giudice. tutto ciò  premesso, le tre organizzazioni, che rappresentano la stragrande maggioranza della magistratura laica, ribadiscono l’astensione dalle udienze dal 1 al 5 marzo pv. ed invitano  tutti i colleghi ad aderire

 

 

19 febbraio 2010

Commissione di Garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali

 

L’astensione proclamata dall’Associazione Nazionale Giudici di Pace per i giorni 01-05 marzo 2010 è stata calendarizzata negli scioperi di rilevanza nazionale.

 

 

 

01 – 03

marzo 2010

 

ASTENSIONE  NAZIONALE

di tutta la magistratura laica

DAL 01 AL 05 marzo 2010

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LOCANDINA DELL’ASTENSIONE

 

MODALITÀ DI SVOLGIMENTO DELL’ASTENSIONE

 

Dichiarazione di astensione da inviare al coordinatore

 

Provvedimento di astensione

 

Istanza al Coordinatore dell’Ufficio di affissione dei manifesti

 

 

20 gennaio 2010

 

 

RASSEGNA STAMPA: Guida al diritto n. 2

 

CON i Giudici di pace sOtTO tUtela dei toGaTI L’AUTONOMIA DELLA CATEGORIA VA verso il tramonto

 

Il Presidente Francesco Cersosimo: Si mantiene il «tradizionale carattere onorario e temporaneo dell’esercizio delle funzioni» si afferma: «vengono invece rimodulati i criteri per il conferimento di tali funzioni, al fine di incentivare il reclutamento dei migliori giovani laureati in gurisprudenza, a cui – nelle more del definitivo inserimento nel mondo lavorativo attraverso il superamento di un concorso pubblico o il consolidamento della propria attività professionale - lo Stato offre la  possibilità di svolgere una preziosa esperienza professionale, previo un adeguato periodo di formazione mirata all’esercizio delle funzioni giudiziarie onorarie». Insomma come dire, caro giovane, dopo otto anni hai trentadue anni ti abbiamo formato, togliti dai piedi e lasciaci lavorare con i corsi, le scuole, i  concorsi, altri corsi, le altre prebende evvai in un turn over senza pausa, con decine di magistrati di carriera chiamati a sacrificarsi a sottrarre tempo al proprio lavoro per formare, controllare e dirigere i seimila onorari. Tutto questo a spese del cittadino e dei suoi difensori, che incautamente chiedono giustizia. Ecco spiegato perché gli avvocati sono stati tagliati dall’esercizio delle funzioni. L’esercizio della professione forense non è un requisito di accesso (basta la laurea in giurisprudenza, in un primo momento avevamo temuto un semplice diploma), ma non è neanche un titolo preferenziale, a differenza dei notai e dei  cancellieri, se non si è conseguito il diploma di specializzazione, previsto dal Dlgs 398/1997 (...) se questo è il disegno di legge, è evidente che il precariato dei Gdp, lavoratori a cottimo, senza previdenza, non trova una soluzione, ma viene ribadito ed eretto a sistema. Stupisce, ma è così. È altresì ovvio che su tale tematica, dopo avere richiesto invano incontri governativi, l’Angdp chiederà di esprimersi a tutti gli operatori della giustizia dall’Oua all’Aiga, alle Camere penali, all’Anm. I parlamentari, che in ogni occasione, hanno manifestato apprezzamento per il lavoro svolto dai Gdp, le organizzazioni della società civile dovranno intervenire per scongiurare la fine  dell’esperienza del giudice di pace. A tutti diamo appuntamento all’inaugurazione dell’anno giudiziario e alle manifestazioni di dissenso che seguiranno

 

 

16 gennaio 2010

 

 

SCIOPERO NAZIONALE DEI GIUDICI DI PACE

 

COMUNICATO DEL CONSIGLIO DIRETTIVO DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE GIUDICI DI PACE tenutosi a Roma il 15-16 gennaio 2010: ASTENSIONE per i giorni 22, 23, 24, 25, 26  e 27 febbraio

 

Il Consiglio direttivo dell’Associazione Nazionale: IL DIRETTIVO invita tutti i giudici laici a manifestare il proprio dissenso presso ogni Corte d’Appello  sabato 30 gennaio 2010 in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario;  PROCLAMA l’astensione dalle udienze e da tutta l’attività giudiziaria dei Giudici di Pace  dal 22 al 27 febbraio 2010; AUSPICA l’adesione  di tutti i giudici laici a sostegno delle comuni rivendicazioni per una azione forte ed unitaria da estrinsecarsi contestualmente  nello stesso periodo; DA’ MANDATO a tal fine di alla  Presidenza dell’Associazione  di stabilire i necessari contatti con tutte le organizzazioni degli operatori della giustizia e dei cittadini interessati ad una  riforma che segni un passo avanti e non abbia l’effetto di una contro-riforma.

 

 

07 gennaio 2010

 

 

RASSEGNA STAMPA: Italia Oggi

 

Documento di modifica firmato OUA. E critiche dall’ANGdP.

GIUDICI ONORARI, PRESSING PER CAMBIARE LA RIFORMA

 

 

05 gennaio 2010

 

COMUNICATO DELL’ASSOCIAZIONE

 

CONVOCAZIONE DEL DIRETTIVO NAZIONALE CENTRALE DELL’ANGdP A ROMA IL 15-16 GENNAIO 2010

 

 

23 dicembre 2009

 

 

COMUNICATO DELL’ASSOCIAZIONE

 

CONVOCATO D’URGENZA IL DIRETTIVO NAZIONALE CENTRALE DELL’ANGdP A ROMA IL 15-16 GENNAIO 2010

         

Il Presidente Francesco Cersosimo: Il Consiglio dei Ministri del 17 u.s. non ha proceduto alla proroga dei Giudici di Pace in scadenza nel 2010, contrariamente a quanto preannunciato. In ambienti ministeriali comunque si dà per certo un decreto legge ad hoc nei prossimi mesi ed in tempo utile. Allo stato il disegno di legge è inaccettabile e se fosse approvato segnerebbe la fine dell’Ufficio del Giudice di Pace diventando una sezione del Tribunale con perdita di autonomia ed indipendenza. I Giudici di Pace verrebbero assimilati ai giudici onorari, eterodiretti e giovanissimi precari ed avrebbero a disposizione solo due mandati quadriennali, senza alcun futuro né prospettiva di continuità. E’ confermata la retribuzione a cottimo senza previdenza e, se avvocati, saranno destinati ad operare fuori dalla Corte d’Appello ove esercitano la funzione di giudice di pace.  La norma transitoria garantisce agli attuali giudici in servizio soltanto un mandato per i giudici prorogati e due mandati per i giudici che non hanno avuto proroghe (quindi altri due mandati dopo il terzo mandato). Ovviamente l’Associazione Nazionale Giudici di Pace contrasterà in ogni modo questo disegno di legge che non dà prospettiva di continuità di autonomia, di indipendenza dei giudici di pace.

 

 

17 dicembre 2009

 

SCHEMA DEL DISEGNO DI LEGGE ALFANO DI RIFORMA DELLA MAGISTRATURA ONORARIA

 

17 dicembre 2009

 

 

RASSEGNA STAMPA: Italia Oggi

 

GDP In PRESSING SULLA PREVIDENZA.

PROFESSIONISTI IN  SERVIZIO FINO A 75 anni e fine del PRECARIATO

 

Il Presidente Francesco Cersosimo: Una volta codificata e rafforzata la “insostituibile” presenza dei gdp con l’aumento di competenza in civile   ed in penale (reato di clandestinità) ne  deriva naturalmente , a nostro avviso quale corollario indissolubile, la continuità nell’incarico con mandati rinnovabili quadriennali e con verifica di professionalità  sino a settantacinque anni. La continuità delle funzioni è l’unica condizione infatti  che possa garantire una reale autonomia ed indipendenza della magistratura laica, senza le quali, conformemente alla nostra Carta costituzionale, vengono meno le prerogative che consentono di riconoscere l’esercizio della giurisdizione in capo ai giudici. Riteniamo che senza questi aspetti il  disegno di legge nasca con gravi elementi di incostituzionalità e ci appelleremo al Capo dello Stato ed al Consiglio Superiore della Magistratura. L’Associazione Nazionale Giudici di Pace, forte di quanto affermato pubblicamente dal sen Caliendo sulla circostanza  che il testo non sarà blindato, per come preannunciato nei mesi scorsi sulle pagine di Italia Oggi , interverrà in ogni modo, affinchè la continuità e al previdenza  entrino nel disegno di legge. In questo territorio, in queste contraddizioni dovremo entrare, senza isterie, per coinvolgere il maggior numero di parlamentari , che già oggi sono convinti della bontà delle nostre argomentazioni. L’azione dell’ANGdP dovrà essere rivolta verso tutti i parlamentari nazionali e regionali affinché la  riforma della giustizia che parte dal giudice laico sia fatta per i cittadini e non per le lobbies, più o meno venute allo scoperto, in grado di garantire  il gattopardesco finto cambiamento. I “paria della giustizia”,  come siamo stati definiti in un libro di successo, devono restare tali per poterne controllare le nomine, ogni otto anni con finti concorsi, e per garantire un tourn over ove parcheggiare giovani (ventiquattrenni!) figli di papà, neo laureati in attesa di tempi migliori !!!”.

 

 

02 dicembre 2009

 

 

COMUNICATO DELL’ASSOCIAZIONE

 

LUCI ED OMBRE NELLE CONCLUSIONI DEL SOTTOSEGRETARIO CALIENDO AD AVERSA

         

Il Presidente Francesco Cersosimo: L’Associazione ha continuato a richiedere a gran voce, per come hanno sottolineato Cersosimo, Crasto, Libri e Di Foggia, l’autonomia ed indipendenza dell’Ufficio , l’accorpamento degli stessi con sede circondariale e sedi distaccate, la continuità dell’incarico e la previdenza. Le risposte degli intervenuti (forze politiche, avvocatura, magistrati e rappresentanti del CSM) sono state del tutto ampiamente favorevoli alle aspettativa dei gdp. Il sen .Caliendo, sottosegretario alla giustizia con delega ai giudici onorari, intervenendo a conclusione dei lavori ha preannunciato la imminente presentazione in consiglio dei ministri del disegno di legge sulla magistratura onoraria: AUTONOMIA ED INDIPENDENZA. I gdp continueranno ad avere la loro precipuità: autonomia ed indipendenza anche nei confronti del Tribunale, disattendendo iniziali ipotesi che si rifacevano al progetto di legge Scotti e dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura. PRECARIATO RICONFERMATO E PIU’ LIMITATO NEL TEMPO. Il disegno di legge governativo non porta a compimento l’opera, anzi in qualche modo la distrugge, peggiorando l’attuale precariato, che dagli attuali tre mandati passerebbero a due, aprendo a giovani appena laureati (ventiquattrenni) e fino a sessant’anni. E’ prevista una NORMA TRANSITORIA DI SALVAGUARDIA PER I GDP IN SERVIZIO a scaglioni dai sessanta-sessantacinque – settanta –settantacinque anni con stringenti verifiche quadriennali dopo i primi otto anni. Cosa vorrà dire? Non è stato chiarito molto, evidentemente perchè non vi è ancora un articolato condiviso nella formulazione. Nulla è stato detto sulla previdenza e questo la dice lunga su quale tipo di precario si vuole perpetuare . Se questo sarà il disegno di legge è evidente che la nostra insoddisfazione e quella dei cittadini tutti sarà enorme per una normativa che si preannuncia contraddittoria. L’Associazione Nazionale Giudici di Pace, che  ha chiesto un  incontro urgente con il Ministro Alfano e con il Sottosegretario Caliendo per poter ancora riaffermare le istanze della categoria prima della presentazione del disegno di legge e per poter capire la reale portata delle norme transitorie per chi è attualmente in servizio. Purtroppo di più non è stato dato di recepire. E’ stato detto dal sen.Caliendo che il disegno di legge sullo status non è blindato. Vedremo.

 

 

30 novembre 2009

 

CONVEGNO ORGANIZZATO DAL DISTRETTO DI NAPOLI DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE GIUDICI DI PACE

 

IL GIUDICE DI PACE: ANALISI E PROSPETTIVE

DI UN MAGISTRATO LAICO

 

LOCANDINA CON INTERVENTI

 

 

25 novembre 2009

 

 

Delibera del CSM DEL 19.11.2009

Rinnovi dei Giudici di Pace in scadenza per il prossimo quadriennio

 

 

21 novembre 2009

 

INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE GIUDICI DI PACE ALLA VI CONFERENZA NAZIONALE AVVOCATURA OUA SUL GIUDICE LAICO

 

 

19 novembre

2009

 

 

RASSEGNA STAMPA: Italia Oggi

 

MESI di batTAGLIA PER I GIUDICI: IN ASSENZA DI RISPOSTE IDONEE, ASTENsionE DALLE UDIENZE

 

Il Presidente Francesco Cersosimo: Abbiamo le nostre indicazioni, i nostri progetti, sul breve e sul medio termine. Innanzi tutto occorre tranquillità e serenità per i gdp e per i giudici onorari (6.000 mila professionisti già impegnati a tempo pieno), con una proroga di quattro anni e mandati rinnovabili sino a settantacinque anni (proposta di legge Alfano–Marinello), con verifica  di professionalità, con un reddito adeguato e certo nel minimo con incentivi e  previdenza. Nel medio tempo, si mantenga l’attuale indipendenza dei GdP, da estendere ai VPO, ripristinando una sorta di “procurina” autonoma, prendendo atto che la temuta separazione delle carriere tra giudicanti e requirenti presso 1’Ufficio del gdp è operante dal 2000 con ottimi risultati. I gdp e vpo di nuova nomina dovranno essere tutti avvocati reclutati, come oggi con concorsi per titoli, senza che qualcuno pensi di poter gestire l’assunzione con esami con scritti ed orali aperti ai più vari sospetti. In tale sistema la incompatibilità tra magistrato ed avvocato dovrebbe essere assoluta, in quanto, essendo già oggi un lavoro a tempo pieno, i più hanno di fatto smesso la professione forense. A questo magistrato si potrà consegnare tutta la ex competenza dei pretori con aumento di altre materie in tema di diritto di famiglia e condominio. Il risultato sarebbe una deflazione concreta del lavoro che appesantisce i Tribunali, potendosi aumentare il numero dei magistrati addetti al settore penale, di cui vi è necessità ed urgenza, per come i cittadini invocano”.

 

 

11 novembre 2009

 

Rinnovi dei Giudici di Pace in scadenza per il prossimo quadriennio

 

 

19 ottobre 2009

 

 

RASSEGNA STAMPA: Italia Oggi

 

Giudici di Pace: Le carte in tavola   

 

Il Vice Presidente Vincenzo Crasto: Il riconoscimento della continuità dell'alta funzione svolta. La mancata adozione di un provvedimento in tal senso determinerà, sin dall'aprile prossimo, la scadenza del mandato per 800 giudici e la conseguente impossibilità per i 2 mila giudici residui di garantire l'assolvimento dei loro compiti istituzionali, con conseguenze che si palesano particolarmente gravi sul regime delle espulsioni e del nuovo reato di clandestinità con gravi ripercussioni sull'ordine pubblico e sulla sicurezza dei cittadini. È possibile che il ministero sia così sordo di fronte a tale evidenza? Francamente non si comprende perché il governo non intenda rispettare gli impegni assunti anche dinanzi al Parlamento di garantire la stabilità delle funzioni. In più occasioni l'esecutivo ha dichiarato di condividere ed ha fatto propri, recependoli, ordini del giorno sostenuti da esponenti della maggioranza e dell'opposizione che prevedevano la continuità (da ultimo ricordiamo i due odg proposti dai parlamentari Pelino e Marinello alla Camera e Berselli al Senato ).  Del resto, è inutile negarlo, la continuità delle funzioni è l'unica condizione che possa garantire una reale autonomia ed indipendenza della magistratura, senza le quali, conformemente alla nostra Carta costituzionale, vengono meno le prerogative che consentono di riconoscere l'esercizio della giurisdizione (vogliamo ritornare ai vicepretori che venivano nominati con il plauso dei Consigli dell'ordine degli avvocati?). Invero, si tratta di un provvedimento pacificamente condiviso dagli stessi operatori del diritto, in quanto ci si è resi conto che le professionalità acquisite non possono essere ragionevolmente disperse con un turnover, che non gioverebbe al sistema giustizia. Last but not least, tale riforma consentirebbe un notevole risparmio di spesa per lo Stato, in quanto la sostituzione di tutti i giudici di pace costerebbe allo Stato svariati milioni di euro per la formazione dei nuovi assunti. In un periodo di crisi economica tanto acuta anche tale aspetto merita un’approfondita riflessione.

 

 

13 ottobre 2009

 

 

L’ASSOCIAZIONE NAZIONALE CONVOCATA IN AUDIZIONE PRESSO IL CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA

 

 

25-26 settembre 2009

 

COMUNICATO DELL’ASSOCIAZIONE

 

IL DELIBERATO DEL CONSIGLIO DIRETTIVO CENTRALE

         

Ampio consenso è stato espresso alla relazione del presidente Cersosimo,  che ha preannunciato decise azioni di lotta, con scioperi già da novembre, qualora nel segretissimo disegno governativo non venissero accolte le richieste minime della categoria: 1. autonomia ed indipendenza dei Giudici di Pace , che qualcuno vorrebbe asserviti ai magistrati dei Tribunali, così come oggi avviene per i GOT ed i VPO. 2. Continuità nell’incarico. 3 Previdenza ed assistenza .4.Riorganizzazione degli uffici.

 

17 settembre 2009

 

RASSEGNA STAMPA: Italia Oggi

 

Pronti a scioperare ad oltranza.  

 

Il Presidente Francesco Cersosimo: Avrei spiegato che il 4 aprile 2010 si sarebbero ridotti a duemila e negli anni a seguire sempre di meno per la scadenza del terzo mandato per tutti, in mancanza di un atto legislativo che permetta i mandati continui sino al raggiungimento dei settantacinque anni e con verifica di professionalità ogni quattro anni. In sostanza avrei detto con forza che il sistema gdp, continuando di questo passo, già ad aprile 2010 sarebbe imploso con effetti dirompenti e devastanti anche per i Tribunali, impossibilitati a reggere l'impatto di circa un milione cinquecentomila procedimenti che ogni anno ormai si riversano egli uffici del gdp . Allora sì che tutti clandestini del mondo avrebbero scelto come terra di approdo il Bel Paese. Patria del diritto e dei diritti? È questo che si vuole? Chi gioca contro? Nel direttivo dell'ANGdP il 25 p.v., e nel successivo incontro con l'Unagipa, proporrò un'altra settimana di sciopero per ottobre ed una per novembre , Sono scioperi di sensibilizzazione affinché nessuno possa dire di non avere saputo, neanche l'Associazione Nazionale Magistrati né l'Organismo Unitario dell'Avvocatura. Mi auguro che Il Tempo, la stessa ItaliaOggi e tutta la stampa si renda conto che non c'è tempo da perdere. Nei mesi scorsi gli onorevoli Pelino, Marinello ed altri hanno proposto emendamenti e disegni di legge che vanno in direzione di mettere mano alla materia, salvaguardando le professionalità acquisite degli attuali gdp. Il Senato ha approvato un ordine del giorno in tal senso. Analogo odg è stato presentato alla camera dei deputati. Il sottosegretario agli Interni Mantovano a nome del Governo lo ha accolto. Il Ministero della Giustizia tace.

 

 

03 settembre 2009

 

COMUNICATO DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE GIUDICI DI PACE

 

CONVOCAZIONE DEL DIRETTIVO CENTRALE e GIUNTA

 

Roma, 25-26 settembre 2009

 

 

03 settembre 2009

CONVEGNO DI MAGISTRATURA DEMOCRATICA

 

LA CONDIZIONE GIUDICA DELLO STRANIERO.

 

18-19 settembre 2009

 

Invito del Presidente di Magistratura Democratica al Presidente dell’Associazione Nazionale Giudici di Pace.

 

02 settembre 2009

 

LETTERA CONGIUNTA DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE E DELL’UNAGIPA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

 

I rappresentanti delle Associazioni: “Fin dal 2001 il Ministro della Giustizia avvertì la necessità di una riforma del settore istituendo una apposita Commissione di Studi, ma da quella data i Governi ed i legislatori non  hanno avviato  alcuna iniziativa.    La riforma è indispensabile per assicurare al Paese una Magistratura di Pace professionale e stabile per potere continuare a garantire una risposta celere, efficiente e qualificata alla domanda di Giustizia dei cittadini”.

 

02 settembre 2009

 

LETTERA CONGIUNTA DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE E DELL’UNAGIPA AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA

 

I rappresentanti delle Associazioni: “Le rinnoviamo, al riguardo, le basilari richieste di rinnovabilità dei mandati quadriennali, tutela previdenziale ed assistenziale, garanzie di indipendenza ed autonomia e revisione delle indennità, quali obiettivi minimi per adeguare ai principi costituzionali lo status dei GdP e per migliorare l’efficienza della giustizia”.

 

22 agosto 2009

 

RASSEGNA STAMPA: Il Resto del Carlino - La Nazione

 

Giudici di Pace in guerra a casa uno su tre.   

 

 

09 agosto 2009

 

RASSEGNA STAMPA: Avvenire

 

Giudici di Pace: tante perplessità  

 

 

24 luglio 2009

 

 

LETTERA CONGIUNTA DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE E DELL’UNAGIPA AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA

 

I rappresentanti delle Associazioni: “Le scriventi organizzazioni, dopo un  periodo di indefinibile attesa dalle richieste , desiderano conoscere i propositi del Governo e del Ministero che Lei dirige e chiedono di poterla incontrare con ogni possibile urgenza al fine di realizzare un utile  collaborazione nel pieno rispetto dei rispettivi ruoli. Tenga altresì  conto che in mancanza di provvedimenti immediati ad ottobre i presidenti delle Corti d’Appello dovranno iniziare l’iter per la copertura dei circa 800 posti in scadenza il 03.04.2010 , con conseguenze inimmaginabili atte a collassare gli uffici , molti dei quali si troveranno privi di giudici”.

 

di prossima pubblicazione in settembre

RASSEGNA STAMPA: Il Denaro

 

La magistratura di pace proclama l’astensione per scongiurare la paralisi degli uffici giudiziari  

 

Il Vice Presidente Vincenzo Crasto: I magistrati di pace come spesso è accaduto in passato propongono soluzioni semplici e che in alcuni casi determinano un risparmio di spesa per lo Stato. Innanzi tutto i giudici di pace chiedono il riconoscimento della continuità dell’alta funzione svolta. La mancata adozione di un provvedimento in tal senso determinerà, come detto, la scadenza del mandato per 800 giudici e la conseguente impossibilità per i 2000 giudici residui di garantire l’assolvimento dei loro compiti istituzionali, con conseguenze che si palesano particolarmente gravi sul regime delle espulsioni e del nuovo reato di clandestinità con gravi ripercussioni sull’ordine pubblico e sulla sicurezza dei cittadini. Il riconoscimento della rinnovabilità dei mandati fino a 75 anni è necessario, oltre che opportuno. Francamente non si comprende perché il governo non intenda rispettare l’impegno assunto anche dinanzi al Parlamento di garantire la stabilità delle funzioni. Infatti in più occasioni l’esecutivo ha dichiarato di condividere ed ha fatto propri, recependoli ordini del giorno sostenuti da esponenti della maggioranza e dell’opposizione che prevedevano la continuità (da ultimo ricordiamo i due odg proposti dagli onorevoli Pelino e Marinello). Si tratta di atti di indirizzo rispetto al quale il governo ha ora l’obbligo di uniformarsi, rispettando così la volontà del Parlamento e quindi del Paese. Gli unici che sembrerebbero opporsi a tale soluzione sono il Ministro Alfano ed il sottosegretario Caliendo. Qui la vicenda assume i contorni assolutamente indecifrabili. Infatti, il ministro Alfano nella passata legislatura ha sottoscritto una eccelsa proposta di legge che prevedeva la continuità dell’incarico per i giudici di pace ed il riconoscimento di una copertura previdenziale. Non si comprende perchè oggi a soli due anni di distanza non intenda sostenere quella che è stata una sua proposta. Cosa è cambiato signor Ministro in un sì breve lasso temporale? Lo stesso sottosegretario Caliendo dovrebbe appoggiare tale soluzione, atteso che nella sua precedente attività di presidente dei giudici tributari è riuscito ad ottenere per tali magistrati la trasformazione di un rapporto a tempo determinato ad uno di tipo indeterminato.

 

16 luglio 2009

 

 

Il PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE GIUDICI DI PACE FRANCESCO CERSOSIMO SU SKY NEWS 24 DELLE ORE 11.00 PER ILLUSTRARE LE  RAGIONI DELLO SCIOPERO

 

 

16 luglio 2009

RASSEGNA STAMPA: Italia Oggi

 

Un successo lo sciopero dei Giudici di Pace  

 

Il Presidente Francesco Cersosimo: E dire che l'intero parlamento ha preso coscienza del collasso prossimo futuro, che porterà a una estinzione della magistratura di pace. Se non si interviene oggi, non rinviando a futuri riordini di tutta la cosiddetta magistratura onoraria. Vorrei che, qualcuno mi spiegasse cosa ha di onorario il gdp che lavora tempo pieno, avendo da tempo abbandonato lo studio di avvocato, che opera in propri uffici in autonomia di giurisdizione e che a giorni dovrà mobilitarsi per giudicare del reato di clandestinità. Nell'aprile 2010 , ottocento giudici termineranno il loro rapporto di collaborazione e nel 2012-2013 i rimanenti, mandando all'aria tutta la professionalità acquisita in questi anni. Ha senso tutto questo? Nel momento in cui si raddoppia la competenza civile per valore e si attribuiscono in penale altri reati? Per la verità mi sembra il gioco dei quattro cantoni: tutte le forze politiche ne sono consapevoli, la soluzione non arriva e il problema viene procrastinato. Hanno iniziato gli onorevoli Marinello e Pelino, che hanno presentato emendamenti e ordini del giorno e poi Vitali e Taglialatela del Pdl, per continuare con i 57 deputati della Lega che con un'interrogazione a risposta immediata hanno incalzato il governo (per la verità la risposta dell'on. Vito è stata molto interlocutoria), per proseguire con l'on Vietti dell'Udc e Tenaglia del Pd. Il collasso è attuale, la soluzione del problema è a portata di mano. Basta mettersi intorno a un tavolo, lavorando attorno a principi irrinunciabili in uno stato di diritto: fine del precariato, previdenza, autonomia e indipendenza dei gdp.

 

16 luglio 2009

RASSEGNA STAMPA: Italia Oggi

 

Le ragioni della protesta dei Giudici di Pace 

 

Il Presidente Francesco Cersosimo: L'attuale ministro della giustizia Angelino Alfano nel 2007 era cofirmatario di una proposta di legge, a costo zero, diretta a far cessare la precarietà ed a fornire idonea copertura di assistenza e previdenza; il disegno di legge è stato ripresentato dall'on .Marinello (pdl) ed altri, ma non è stato messo all'odg della commissione giustizia (idem per le iniziative degli on. Vitali e Taglialatela) ; non riceve i gdp dal settembre 2008, nonostante i ripetuti solleciti delle organizzazioni sindacali sempre più preoccupati dello stato di collasso della giustizia di pace; non dà attuazione agli ordini del giorno presentati alla Camera ed accolti dal governo.

 

13 luglio 2009

 

RASSEGNA STAMPA: Ansa.it

 

Giudici di Pace in sciopero contro la precarietà

 

Il Presidente Francesco Cersosimo: “I giudici di pace devono uscire dalla condizione di precarieta': e' questo il motivo dei sei giorni di sciopero che l' Associazione Nazionale e l' Unione Nazionale della categoria hanno indetto da oggi a sabato 18 luglio. ''Il giudice di pace - spiega Francesco Cersosimo, presidente dell'Associazione Nazionale - non ha assistenza per malattia, infortunio e maternita'; ha tutti i doveri del magistrato senza continuita' nell'incarico (ad aprile del 2010 e nel 2012 decadra' la quasi totalita' degli attuali gdp in servizio ); deve assicurare alta professionalita', ma non gli si offre alcun sostegno al suo impegno quotidiano (nessun corso di aggiornamento e' stato predisposto in occasione dell'attribuzione del reato di clandestinita'); e' retribuito a cottimo ed ad udienza; non percepisce indennita' di aggiornamento e studio”.

 

13 luglio 2009

 

 

COMUNICATO STAMPA

 

I DATI DELL’ASTENSIONE

                         

Il Presidente Francesco Cersosimo: “Si profila un clamoroso successo dell’astensione nell’ordine del 90-92% dei magistrati di pace in servizio. La categoria manifesta il disagio della precarietà nel lavoro e confida nell’intervento del parlamento e del governo per rimediare al grave ritardo accumulato in questi anni. Ci scusiamo con tutti gli utenti della giustizia tuttavia tale azione è portata avanti con grave sacrificio anche economico per evitare il collasso degli uffici che si determinerà ad aprile del 2010, con l’esodo di 800 giudici e nel 2012-13 con i rimanenti.

 

13 luglio 2009

 

 

Il PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE GIUDICI DI PACE FRANCESCO CERSOSIMO INTERVISTATO ALLA TRASMISSIONE RADIOFONICA ‘ISTRUZIONI PER L’USO’ DI EMANUELA FALCETTI

 

ASCOLTA L’INTERVISTA                                                                        

 

08 luglio 2009

 

INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DEGLI On.li COTA, LUCIANO DUSSIN, DAL LAGO, REGUZZONI, ALESSANDRI, ALLASIA, BITONCI, BONINO, BRAGANTINI, BRIGANDÌ, BUONANNO, CALLEGARI, CAPARINI, CHIAPPORI, COMAROLI, CONSIGLIO, CROSIO, D'AMICO, DOZZO, GUIDO DUSSIN, FAVA, FEDRIGA, FOGLIATO, FOLLEGOT, FORCOLIN, FUGATTI, GIBELLI, GIDONI, GIANCARLO GIORGETTI, GOISIS, GRIMOLDI, LANZARIN, LUSSANA, MACCANTI, LAURA MOLTENI, NICOLA MOLTENI, MONTAGNOLI, MUNERATO, NEGRO, PAOLINI, PASTORE, PINI, PIROVANO, POLLEDRI, RAINIERI, RIVOLTA, RONDINI, SALVINI, SIMONETTI, STEFANI, STUCCHI, TOGNI, TORAZZI, VANALLI e VOLPI                                                                                             (n. 3-00592 seduta n. 199 del 08 luglio 2009).

 

VIDEO DELL’INTERROGAZIONE PARLAMENTARE                                                                          

(andare su ‘interrogazioni a risposta immediata (svolgimento), scorrere fino a ‘Molteni Nicola pag. 57 e 59’ e ‘Elio Vito pag. 58’ poi cliccare su ‘play’)

 

Resoconto stenografico della seduta pag. 31: ”Per effetto delle descritte innovazioni legislative si realizzerà una significativa valorizzazione del ruolo dei giudici di pace; che già corrispondono con il loro lavoro alla domanda di giustizia proveniente dai cittadini, realizzando, altresì, un’importante deflazione del carico giudiziario gravante sulla magistratura ordinaria: quali iniziative il Ministro interrogato intenda adottare, in conseguenza delle nuove competenze attribuite al giudice di pace al fine di assicurare l’adeguata copertura di magistrati onorari in tutte le sedi giudiziarie, la dotazione di adeguate risorse, l’efficienza e la speditezza dei procedimenti attribuiti alla sua giurisdizione .

 

 

 

05 luglio 2009

 

SCIOPERO NAZIONALE DEI GIUDICI DI PACE

 

LOCANDINA DELL’ASTENSIONE

 

COMUNICATO CONGIUNTO DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE GIUDICI DI PACE e dell’UNAGIPA: ASTENSIONE per i giorni 13, 14, 15, 16, 17  e 18 luglio

 

MODALITÀ DI SVOLGIMENTO DELL’ASTENSIONE

 

Chiarimenti in materia penale e immigrazione

 

Dichiarazione di astensione da inviare al coordinatore

 

Provvedimento di astensione in materia civile (ordinario e o.s.a.)

 

Istanza al Coordinatore dell’Ufficio di affissione dei manifesti

 

 

 

04 luglio 2009

 

RASSEGNA STAMPA: Corriere della Sera

 

Allarme dei Giudici di Pace: siamo al collasso  

 

Nell’aprile del 2010 ben 800 magistrati dovranno lasciare l’incarico per scadenza del mandato. Per rimpiazzarli, secondo Francesco Cersosimo, presidente dell’Angdp, l’associazione di categoria più rappresentativa, ci vorranno almeno due anni per la selezione, più sei mesi per la formazione. Nel 2012 scadrà gran pare dei superstiti. Per questa ragione ed anche per altre riconducibili all’urgenza di una riforma (mancanza di copertura previdenziale, personale amministrativo ridotto), la categoria ha proclamato uno sciopero dal 13 al 18 luglio. I giudici di pace chiedono un decreto urgente che li stabilizzi alla scadenza del mandato, dopo una verifica professionale”.

 

 

02 luglio  2009

COMUNICATO STAMPA

 

IL REATO DI IMMIGRAZIONE CLANDESTINA

                         

Il Presidente Francesco Cersosimo: “L’attribuzione della competenza del reato di clandestinità ai giudici di pace trova la categoria in forte stato di agitazione con una proclamazione di sciopero dal 13 al 18 luglio 2009. In tempi non sospetti abbiamo manifestato lealtà e consapevolezza del ruolo, dichiarandoci pronti a fare il nostro lavoro.  Un milonecinquecentomila cause definite nel 2007 parlano per i Giudici di Pace. Se a questo si aggiunge l’aumento della competenza civile e penale senza intervenire, neanche con il rinnovo dei mandati  da effettuare con un decreto legge  in attesa della riforma, il sistema è prossimo al collasso  e nessuna legge potrà essere attuata”.

 

02 luglio  2009

RASSEGNA STAMPA: Il Sole 24 Ore

 

Per i Giudici di Pace precarietà da risolvere  

 

Ubaldo Perfetti - Vicepresidente del Consiglio Nazionale Forense: Sono comprensibili le manifestazioni di disagio e le proteste degli interessati. A queste si aggiungono oggi quelle dei giudici e dei vice procuratori onorari che scontano una condizione di precarietà e disagio. Svolgono, infatti, un’attività essenziale per il funzionamento della macchina della giustizia che altrimenti si bloccherebbe, ma non hanno presidi previdenziali e assistenziali, ferie pagate, prospettive di pensione. Peraltro, poiché provengono prevalentemente dall’avvocatura, sono il segno tangibile dell’insostituibile apporto supplente della classe forense alla soluzione dei mali della giustizia. E’ stata avanzata l’idea di stabilizzare queste forme di precariato introducendo il ruolo del giudice laico (aggettivo non dei migliori, perché il giudice – anche quello ordinario - è sempre laico se laicità vuol dire rispetto di regole e valori normativizzati). Se si leggono queste spinte nella prospettiva di risolvere alcuni dei più gravi problemi, anche esistenziali, che contrassegnano lo sfruttamento di queste figure onorarie di giudice, l’idea può essere approfondita.

 

30 giugno 2009

RASSEGNA STAMPA: Il Sole 24 Ore

 

I Giudici di Pace lanciano l’SOS  

 

Ma proprio la riforma costituisce uno degli elementi di insoddisfazione, da cui è derivata la decisione dello sciopero, condivisa dalle due associazioni di categoria (l’Unione nazionale giudici di pace e l’Associazione nazionale giudici di pace), messe alle strette da quella che bollano come un’(assoluta sordità» del ministero della Giustizia. Anzi, dal ministero sono arrivati in questi mesi segnali contraddittori che le associazioni non mancano di sottolineare. Da una parte è ancora del tutto assente un progetto di riforma, malgrado le rassicurazioni fornite quasi un anno fa dal ministro Angelino Alfano e dal sottosegretario Giacomo Caliendo. Nessuna prospettiva quindi, si lamentano le associazioni, di superare lo “storico” stato di precarietà della categoria, riconoscendo, per esempio, la rinnovabilità dei mandati fino a 75 anni e le tutele previdenziali e retributive previste dalla Costituzione. Aggravato oltretutto dal fatto che in scadenza nei prossimi mesi ci sono circa 800 dei magistrati onorari, con il crollo dell’organico in servizio effettivo a non più di 2.000 giudici. La conseguenza sarà allora, avvertono i giudici di pace, l’impossibilità, per esempio, di eseguire espulsioni ed esaminare i reati di immigrazione clandestina se il disegno di legge sicurezza non sarà corretto. Con quali ripercussioni sull’ordine pubblico e sulla sicurezza dei cittadini non è difficile, incalzano i magistrati onorari, immaginare.

 

29 giugno 2009

 

COMUNICATO STAMPA

 

L’ASSOCIAZIONE NAZIONALE INVITATA AL CENTENARIO DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE MAGISTRATI.

 

La Presidenza: “L’ANM ha invitato l’ANGdP quale associazione più rappresentativa dei Giudici di Pace. Alla magistratura di pace, rappresentata dal Presidente dell’ANGdP Cersosimo è stato riservato lo stesso cerimoniale previsto per i Presidenti del Consiglio Nazionale Forense, dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura e dell’Associazione Nazionale Giovani Avvocati, quale segno tangibile del riconoscimento istituzionale che i giudici di pace si sono conquistati nell’ambito degli operatori del diritto”.

 

25 giugno 2009

COMUNICATO STAMPA

 

L’ASSOCIAZIONE NAZIONALE INVITATA AL CONVEGNO NAZIONALE DELL’ORGANISMO UNITARIO DELL’AVVOCATURA TENUTOSI A FERMO

 

La Presidenza: “Nel corso del convengo è stata presentata la proposta di legge di modifica costituzionale e la proposta di legge sul giudice laico. Al convengo è intervenuto anche il Presidente Cersosimo dell’ANGdP che ha criticato alcuni aspetti della proposta in particolare la trasposizione del Giudice di Pace presso il Tribunale ed ha invitato l’organismo unitario dell’Avvocatura a soprassedere nella presentazione ed a proporre un tavolo di confronto tra le due parti e l’ANM.

 

25 giugno 2009

 

SCIOPERO NAZIONALE DEI GIUDICI DI PACE

 

COMUNICATO CONGIUNTO DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE GIUDICI DI PACE e dell’UNAGIPA: ASTENSIONE per i giorni 13, 14, 15, 16, 17  e 18 luglio

 

Le due organizzazioni denunciano: 1. La mancata riforma della Giustizia di Pace, sulla quale non è stato neanche avviato un confronto con la categoria, nonostante l’impegno assunto nel settembre 2008 dal Ministro Alfano e dal Sottosegretario Caliendo di superare l’attuale stato di precarietà della categoria, che presuppone, necessariamente, il riconoscimento della rinnovabilità dei mandati sino a 75 anni e delle tutele previdenziali, retributive ed ordinamentali previste dalla Costituzione. 2. Le gravissime disfunzioni degli Uffici del Giudice di Pace determinate da: a) l’assoluta insufficienza del personale amministrativo in servizio, carente almeno del 50% rispetto alle necessità degli Uffici; b) l’irrazionale distribuzione dei giudici sul territorio, con enormi differenze dei carichi di lavoro da ufficio a ufficio (sino a 500 volte).

 

18 giugno 2009

RASSEGNA STAMPA: Italia Oggi

 

Giudici di Pace, Uffici al collasso  

 

Il Presidente Francesco Cersosimo: In nostro senso dello Stato è messo a dura prova dalla precarietà del lavoro, da una retribuzione a cottimo, da una mancanza di previdenza. In sostanza diciamo: a fronte di impegni sempre più gravosi, persa da tempo nei fatti la nostra onorarietà, che ha determinato un lavoro a tempo pieno, occorre che vi siano delle garanzie normali in un paese civile, per una prospettiva serena di tutti i Giudici di Pace . Forse è arrivato il momento di sensibilizzare di più l’opinione pubblica, come facemmo in passato con azioni mirate di sospensione delle udienze . Certo meglio un disagio oggi, che un disastro domani. E nessuno potrà dire di non averlo saputo.

 

18 giugno 2009

 

RASSEGNA STAMPA: Italia Oggi

 

Incontri con parlamentari. Rivendicazioni sul tavolo. Una delegazione dell’ANGdP guidata dal vice presidente Vincenzo Crasto a colloquio con Taglialatela e Rivellini   

 

Circa un mese fa su impulso dell’Associazione Nazionale dei Giudici di Pace, Taglialatela ha presentato alla Camera dei deputati la proposta di legge (a cui è stato assegnato il n. 2341), intitolata “Disposizioni in materia di tutela previdenziale dei Giudici di Pace” che prevede altresì la stabilizzazione dei Giudici di Pace. I parlamentari hanno assunto l’impegno di sostenere in ogni sede, parlamentare e di governo, le rivendicazioni dei giudici di pace ed in particolare i punti irrinunciabili della piattaforma programmatica dell’Associazione Nazionale Giudici di Pace della continuità e della tutela previdenziale.

 

15 giugno 2009

 

RASSEGNA STAMPA: Avvocati Oggi-Italia Oggi

 

Le maxi riforme saranno sostenute dai Giudici di Pace?  

 

Il vero problema sta invece nell'aver fatto due riforme pesanti, ferme restando però le attuali condizioni di lavoro e di organici di tribunali e cancellerie. Un esempio su tutti: l'ufficio del giudice di pace. A quanto risulta dalla pianta organica del ministero della giustizia, i giudici di pace dovrebbero essere complessivamente 4.700. Di fatto, però, ce ne sono solo 3 mila, e a 700 di questi, tra poco meno di un anno, scadrà il mandato, che non potrà essere rinnovato.

 

 

10 giugno 2009

 

COMUNICATO STAMPA

L’ASSOCIAZIONE NAZIONALE INCONTRA GLI ON. TAGLIALATELA E RIVELLINI.

 

La Presidenza: “L’Associazione ha rappresentato l’assoluta necessità di realizzare in tempi brevi la riforma della giustizia di pace, anche alla luce dei recenti provvedimenti legislativi che hanno previsto l’aumento di competenza per valore nel settore civile e l’attribuzione del reato di clandestinità in quello penale, che rappresentato un ulteriore riconoscimento della straordinaria professionalità acquisita dai magistrati di pace. I parlamentari hanno assunto l’impegno di sostenere in ogni sede, Parlamentare e di Governo, le rivendicazioni dei Giudici di Pace ed in particolare i punti irrinunciabili della piattaforma programmatica della Associazione Nazionale Giudici di Pace della continuità e della tutela previdenziale”.

 

10 giugno 2009

 

Il DOCUMENTO PRESENTATO AGLI ON. TAGLIALATELA E RIVELLINI

 

Il Vice Presidente Vincenzo Crasto: “L’Associazione Nazionale Giudici di Pace ritiene necessario assicurare la continuità delle funzioni, attraverso rinnovi quadriennali dell’incarico, previa verifica dei Consigli giudiziari e del C.S.M. Tale proposta ha trovato d’accordo in più occasioni il Parlamento. Un ulteriore dato che passa spesso sotto silenzio è che il giudice di pace ha effettuato il “sorpasso” nei confronti del tribunale: dinanzi al magistrato di pace pende ormai stabilmente più del 50% del contenzioso in materia civile. L’auspicato provvedimento legislativo sulla continuità delle funzioni è volto ad assicurare la piena autonomia ed indipendenza dei Giudici in servizio e non è nuovo nel nostro ordinamento giuridico, essendo già stato adottato in passato per i Giudici Tributari, i quali sono indiscutibilmente giudici onorari (D.L. 203/2005, convertito in L. 248/2005).

 

11 giugno 2009

 

IL REATO DI IMMIGRAZIONE CLANDESTINA

 

COMUNICATO STAMPA

VERSO IL COLLASSO DEGLI UFFICI DEL GIUDICE DI PACE.

 

Il Presidente Cersosimo: “Ad aprile del 2010 altri settecentocinquanta dovranno lasciare l’incarico se il Governo non interverrà a mettere fine al precariato dei magistrati di pace. Il problema è  attuale. Non a caso la Camera dei Deputati,  in occasione dell’approvazione del provvedimento sulla clandestinità, ha esaminato  ben due ordini del giorno (on. Pelino, on. Marinello ed altri) che vanno nella direzione di invitare il Governo a provvedere con urgenza affinché si abbia un rinnovo quadriennale, con verifica di professionalità. E’ evidente che in tale incertezza i Giudici di Pace, stanno programmando azioni di sensibilizzazione verso i cittadini, anche con azioni di sciopero per rendere improcrastinabile l’intervento governativo. In mancanza del quale sarà collassato anche il servizio giustizia dei Giudici di Pace.

 

11 giugno 2009

 

RASSEGNA STAMPA: Il Messaggero

 

I Giudici di Pace: “Immigrati? Pronti a fare la nostra parte”.  Intervista al Presidente Cersosimo 

 

Il Presidente Cersosimo: “Abbiamo già dato la nostra disponibilità: siamo al servizio della giustizia e del Paese. Ma non possiamo vivere nel precariato: bisogna modificare la legge. E’ tempo che il governo ci dia una maggiore serenità.

 

 

10 giugno 2009

 

RASSEGNA STAMPA: Italia Oggi

 

L’Organismo Unitario dell’Avvocatura in campo per riformare la magistratura onoraria 

 

Il Presidente De TillaUnificazione di tutte le funzioni con il solo mantenimento dell'autonomia del giudice di pace, valutazione non solo per titoli ma anche per esame e come contropartita una retribuzione parametrata all'ingresso nella magistratura togata, contributi previdenziali inclusi.

 

 

28 maggio 2009

 

CONVENGO DELL’OUA SULLA RIFORMA DELLA MAGISTRATURA LAICA

 

COMUNICATO STAMPA

PRESENTAZIONE DELLA BOZZA DI DISEGNO DI LEGGE DELLA MAGISTRATURA LAICA PROPOSTA DALL’ORGANISMO UNITARIO DELL’AVVOCATURA.

 

Il comunicato: “Prendiamo atto che il Presidente De Tilla si è dichiarato favorevole alla autonomia dell'istituto del Giudice di Pace rispetto al Tribunale ed alla necessità di non trasformare questo magistrato in un sostituto processuale ed ha dichiarato altresì la sua disponibilità ad iniziare un confronto sulla continuità delle funzioni purché subordinata ad una effettiva verifica della professionalità alla scadenza degli incarichi. Su tali presupposti il presidente Cersosimo ha manifestato la disponibilità dell'Associazione ad iniziare un percorso di dialogo e di costruzione per una riforma condivisa con l’OUA nel rispetto dei due punti indicati quali irrinunciabili per l'Associazione Nazionale”.

 

27 maggio 2009

AUMENTO DELLA COMPETENZA CIVILE DEL GIUDICE DI PACE

 

COMUNICATO STAMPA

L’AUMENTO DELLA COMPETENZA IN MATERIA CIVILE PER IL GIUDICE DI PACE E’ LEGGE.

IL SENATO HA APPROVATO IL DDL 1082.

 

Il Presidente Cersosimo: “E’ pur sempre un passo avanti non scontato - ha dichiarato Cersosimo - e va nella direzione del rafforzamento della presenza del giudice di pace nel sistema giudiziario verso cui si è diretta con forza l’Associazione Nazionale Giudici di Pace. E’ uno dei punti programmatici da sempre dell’Associazione, consapevole che più si aumenta la competenza, più i giudici di pace diventano insostituibili. Più diventano insostituibili, più le loro istanze dovranno essere accolte: continuità, previdenza, retribuzione adeguata”.

 

25 maggio 2009

 

RASSEGNA STAMPA: L’informazione ed. Reggio Emilia

La proposta dell'organismo unitario dell'avvocatura per guarire un sistema vicino al collasso riunire le figure e garantire loro piena dignità e operatività

 

Ad animare il dibattito ha contribuito anche l'avvocato Francesco Cersosimo, presidente dell'associazione nazionale giudici di pace. ha difeso la categoria e il ruolo peculiare,arrivando a sua volta a dirsi d'accordo con la necessità di avviare un confronto comune

 

22 maggio 2009

 

CONVENGO DELL’OUA SULLA RIFORMA DELLA MAGISTRATURA LAICA

 

MAGISTRATURA ONORARIA: REGOLA O ECCEZIONE?

SITUAZIONE ATTUALE E PROSPETTIVE DI RIFORMA”

Reggio Emilia 22.05.2009

 

interviene per la Magistratura di Pace il Presidente ANGdP Cersosimo

 

21 maggio 2009

 

RASSEGNA STAMPA: Italia Oggi

La vicenda andata in scena in commissione durante l’esame del DDL sicurezza. La continuità non passa come emendamento ma come ordine del giorno sì.

 

Il Presidente ANGdP Cersosimo: ” Nell’ambito di tale discussione la on. Pelino ha presentato un emendamento idoneo a protrarre il mandato dei gdp con continuità e rinnovi quadriennali, per come da sempre richiesto dall’Angdp e ribadito in occasione del convegno di gennaio e dell’assemblea di marzo ultimo scorso. La motivazione del rinnovo è semplice e facilmente comprensibile da tutti, in special modo in occasione dell’approvazione della legge in discussione: che senso ha formare dei magistrati per dodici anni e poi mandarli a casa, operando un turn over? Come non rendersi conto che nel 2010 settecento cinquanta magistrati dovranno lasciare l’incarico e gli altri duemiladuecentocinquanta nel 2012? Che fine farà la legge sulla immigrazione clandestina e tutte le altre di cui vi è competenza esclusiva dei giudici di pace sia in civile che in penale? Dal che l’opportunità, anzi la necessità di approvare l’emendamento proposto.

 

14 maggio 2009

 

RICHIESTA DEL PRESIDENTE ANGdP AL MINISTRO ALFANO DI INCONTRO URGENTE ALLA LUCE DEGLI ORDINI DEL GIORNO SULLA CONTINUITA’ DEI MANDATI ACCOLTI DAL GOVERNO

 

Il Presidente Cersosimo: ”A seguito dell’approvazione alla Camera del disegno di legge sulla sicurezza ,che riconferma la competenza dei gdp in ordine al reato di clandestinità , nonché del recepimento da parte del Governo dell’o.d.g.  dell’on. Pelino, che prevede la continuità nell’incarico dei gdp attualmente in servizio,  Le chiedo un incontro urgente,  al fine di esporLe il disagio della categoria ,chiamata ad operare in ogni ufficio del territorio, anche il più periferico,  e l’inevitabile paralisi di ogni attività che si produrrà nel prossimo anno , qualora non dovesse intervenire un provvedimento urgente del suo ministero tempi brevissimi ,  per effetto della cessazione dall’incarico di circa ottocento gdp e degli altri, che seguiranno  nei mesi successivi.

 

14 maggio 2009

 

LA CAMERA HA FATTO PROPRI GLI ORDINI DEL GIORNO DELL’On PAOLA PELINO (9/2180/1) E DEGLI On.li MARINELLO, GIOACCHINO ALFANO, BERNARDO, GARAGNANI, PELINO e ROMELE (9/2180/3) SULLA CONTINUITA’ DEI MANDATI PER I GIUDICI DI PACE. 

 

Vedi allegato di seduta pag 1-3 (Odg Pelino) e 3-4 (Odg. Marinello)

 

13 maggio 2009

 

IL GOVERNO HA ACCOLTO PIENAMENTE SENZA RINVIO PER FORMULAZIONE L’ORDINE DEL GIORNO PRESENTATO DALL’On. PELINO (9/2180/1) E CON RINVIO DEGLI On.li MARINELLO, GIOACCHINO ALFANO, BERNARDO, GARAGNANI, PELINO e ROMELE (9/2180/3) SULLA CONTINUITA’ DEI MANDATI PER I GIUDICI DI PACE.

VIDEO DELLA RISPOSTA DEL GOVERNO Sottosegretario On. MANTOVANO                                                         

(andare su ripresa discussione AC 2180-A pag. 55 scorrere fino a Mantovano Alfredo pag. 90 e cliccare su play)

Resoconto stenografico pag. 90: ”PRESIDENTE. Nessun altro chiedendo di parlare invito il rappresentante del Governo ad esprimere il parere. ALFREDO MANTOVANO, Sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, il Governo accetta l'ordine del giorno Pelino n. 9/2120-A/1 (...) Il Governo accetta l'ordine del giorno Marinello n. 9/2180-A/3, a condizione che il dispositivo sia così riformulato: «impegna il Governo a valutare l'opportunità di riconsiderare la durata massima di otto anni per l'incarico di giudice di pace, sia pure subordinatamente al giudizio periodico di idoneità».

 

13 maggio 2009

 

L’On PELINO E GLI On.li MARINELLO, GIOACCHINO ALFANO, BERNARDO, GARAGNANI, PELINO e ROMELE HANNO PRESENTATO DUE ORDINI DEL GIORNO (Pelino: 9/2180A/1) (Marinello: (9/2180A/3)  SULLA CONTINUITA’ DEI MANDATI PER I GIUDICI DI PACE                                                                                            (Allegato A della seduta n. 176 del 13 maggio 2009).

 

VIDEO DELL’INTERVENTO DELL’ON. PAOLA PELINO                                                                         

(andare su ‘ripresa discussione AC 2180-A pag. 55’ scorrere fino a ‘Pelino Paola pag. 58’ e cliccare su ‘play’)

Resoconto stenografico della seduta pag. 58: ”PRESIDENTE. Constato l'assenza dell'onorevole Lo Moro, che aveva chiesto di parlare per illustrare il suo ordine del giorno n. 9/2180-A/69; si intende che vi abbia rinunciato.  L'onorevole Pelino ha facoltà di illustrare il suo ordine del giorno n. 9/ 2180-A/1. PAOLA PELINO. Signor Presidente, il maggior carico di lavoro giurisdizionale, sia in campo civile che penale, che si è venuto a determinare nei confronti dei giudici di pace renderebbe necessario assicurare con la protrazione quadriennale continuità e professionalità degli incarichi.
Si dovrebbe consentire, in attesa della riforma organica della magistratura di pace, una pluralità di rinnovi, soprattutto pensando ai numerosi giudici (circa 750) il cui mandato è di prossima scadenza. Il giudice di pace ha una sua visibilità riconosciuta dalla Costituzione (articolo 116), è organo giudicante di primo grado, sia in sede civile che in sede penale, e la continuità dell'incarico quadriennale è comunque subordinata alla valutazione del consiglio giudiziario e del CSM .

 

12 maggio 2009

 

L’EMENDAMENTO MARINELLO-GARAGNANI SULLA CONTINUTIA’ DEI MANDATI E’ STATO DICHIARATO INAMMISSIBILE DALLA PRESIDENZA DELLA CAMERA PER ESTRANEITA’ ALLA MATERIA

 

06 maggio 2009

IL GOVERNO HA POSTO LA FIDUCIA SUL DDL SICUREZZA LA DISCUSSIONE E’ RINVIATA AL 12, 13 e 14 MAGGIO

 

06 maggio 2009

E’  IN DISCUSSIONE IN AULA L’EMENDAMENTO MARINELLO-GARAGNANI SULLA CONTINUITA’ DEI MANDATI PER I GIUDICI DI PACE

 

pag. 30 del fascicolo di seduta

 

 

30 aprile 2009

 

L’EMENDAMENTO E’ STATO DICHIARATO INAMMISSIBILE SU PARERE DEL GOVERNO

MOBILITAZIONE PER ASTENSIONE.

 

Il Presidente Cersosimo: ”Le commissioni Giustizia ed Affari Costituzionali nella seduta del 28aprile u.s., su parere del Governo, hanno dichiarato inammissibile per estraneità della materia l’emendamento Pelino sulla continuità dell’incarico per i gdp. Giova ricordare che è stato allegato  all’art.22 bis del disegno di legge sulla sicurezza, che prevede la competenza specifica del gdp in tema di reato di clandestinità. Tale decisione appare strumentale per non affrontare il problema.

 

Il Presidente Cersosimo: ”Si pongono necessarie riflessioni con spirito unitario, cui  chiamiamo a partecipare  tutti i gdp  con un referendum da proporre in ogni  ufficio  che valuti  iniziative di lotta che comportino l’astensione dalle udienze e da tutte le attività connesse.

 

 

PUBBLICATE DAL CSM LE GRADUATORIE PER I TRASFERIMENTI DEI GIUDICI DI PACE

 

23 aprile 2009

 

 

L’On. Paola Pelino ha presentato l’emendamento sulla continuità per i giudici di pace

 

 

 

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La dichiarazioni del presidente Cersosimo

 

 

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Il testo dell’emendamento

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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La relazione all’emendamento

 

 

 

L’ON. PAOLA PELINO HA PRESENTATO ALLE COMMISSIONI CONGIUNTE AFFARI COSTITUZIONALI E GIUSTIZIA DELLA CAMERA L’EMENDAMENTO SULLA CONTINUITA’

 

 

 

Il Presidente Cersosimo: ” Siamo sicuri  di avere l’appoggio di gran parte del parlamento ha proseguito CersosimoConfidiamo  nel parere positivo del Ministro Alfano, che come si ricorderà nel 2007 si era reso promotore di un analogo disegno di legge, in uno con  l’On. Marinello.

 

 

 

Dopo l’art. 22 è inserito l’art. 22 bis

(Modifiche all'articolo 7 della legge 21 novembre 1991, n. 374,

 in materia di durata dell'ufficio del giudice di pace).

 

1. All'articolo 7 della legge 21 novembre 1991, n. 374, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:

         a) il comma 1 è sostituito dal seguente:

      «1. Il rapporto di servizio del magistrato  che esercita le funzioni di giudice di pace ha la durata di quattro anni a decorrere dalla data del giuramento e di immissione nel possesso delle funzioni; esso si protrae per ulteriori periodi di quattro anni, subordinatamente al giudizio di idoneità di cui al comma 2-bis» ;

         b) il comma 2 è abrogato;

 c) al comma 2-bis, primo periodo, la parola: «primo» è soppressa. Le parole “integrato ai sensi del comma 2 dell’art. 4 nonché da un rappresentante dei giudici di pace del distretto” sono soppresse e sostituite da “sezione autonoma per i giudici di pace”.

 

RELAZIONE ALL’EMENDAMENTO DELL’ON. PAOLA PELINO

 

 

16 aprile 2009

 

 

 

RICHIESTA DEL PRESIDENTE ANGdP AL MINISTRO ALFANO DI APPLICAZIONE VOLONTARIA DEI GIUDICI DI PACE DELL’ABRUZZO PRESSO ALTRI UFFICI

 

Il Presidente Cersosimo: ”Poiché per i Giudici di Pace in servizio, il lavoro prestato presso gli uffici, è fonte di primaria importanza, voglia prendere in considerazione che  a tutti i magistrati dell’Abruzzo sia data la  possibilità, a loro discrezione e  pur mantenendo la sede, di essere applicati  presso altri uffici, anche non limitrofi o di fuori regione, di cui vi è necessità e bisogno per essere sotto organico.

 

 

 

 

16 aprile 2009

 

 

 

 

 

RASSEGNA STAMPA

 

Italia Oggi

 

PIÙ COMPETENZE, CONTINUITÀ.

A GIORNI IN AULA IL DDL SICUREZZA CHE PREVEDE LA COMPETENZA DEL GIUDICE DI PACE SUL REATO DI IMMIGRAZIONE CLANDESTINA.

 

Il Presidente Cersosimo: ”Da questa necessaria premessa deriva la richiesta più volte avanzata, di non disperdere o azzerare la professionalità e l’esperienza acquisita dei tremila gdp oggi in servizio. Senza rimandare alla lontana una riforma che vede coinvolti i giudici di pace nella più ampia relativa ai giudici onorari di tribunale, occorre dare stabilità e serenità a chi verrà investito di una così delicata funzione giurisdizionale.

 

LA LETTERA DI ALEMANNO.

 

Il Sindaco di Roma Alemanno:A fronte di tali considerazioni non può non condividersi la richiesta reiterata sia dalla Vostra Associazione Nazionale che dai rappresentanti delle altre magistrature onorarie, di rafforzare il rapporto con l’Amministrazione, eliminando l’anacronistico limite dei mandati temporanei che può, peraltro restare, come già avviene per i magistrati di ruolo, quale mero termine di periodiche valutazioni sulla qualità e quantità dei provvedimenti emesso dal magistrato onorario”.

 

RACCOLTA FONDI PRO TERREMOTATI.

INIZIATIVA DELL’ASSOCIAZIONE PER L’ABRUZZO.

 

La Presidenza dell’Associazione Nazionale:A seguito del catastrofico terremoto che ha colpito la regione Abruzzo  l’Associazione Nazionale Giudici di Pace promuove una raccolta di fondi. Tutti colleghi ed il personale delle cancellerie sono invitati a partecipare. Le somme potranno essere versate direttamente presso il c.c. postale n. 29262201 intestato Associazione Nazionale Giudici di Pace con la causale obbligatoria ‘pro Abruzzo’ oppure contattando i presidenti distrettuali e i referenti di circondario dell’associazione”.

 

 

11 aprile 2009

 

RACCOLTA FONDI PER L’ABRUZZO 

 

La Presidenza dell’Associazione Nazionale:A seguito del catastrofico terremoto che ha colpito la regione Abruzzo  l’Associazione Nazionale Giudici di Pace promuove una raccolta di fondi. Tutti colleghi ed il personale delle cancellerie sono invitati a partecipare. Le somme potranno essere versate direttamente presso il c.c. postale n. 29262201 intestato Associazione Nazionale Giudici di Pace con la causale obbligatoria ‘pro Abruzzo’”.

 

 

07 aprile 2009

 

RASSEGNA STAMPA: Mondo professionisti

Un’unica magistratura onoraria per un’efficace giurisdizione laica.

Il Presidente OUA Maurizio De Tilla: ”Gli avvocati stanno dando un forte contributo affinché si conferisca un ruolo paritario e concorrente rispetto alla magistratura togata, anche nella predisposizione delle regole e delle strutture a presidio della magistratura onoraria attinta prevalentemente dagli albi degli avvocati. Tale cooperazione va inquadrata nella prerogativa di “Soggetto costituzionale”. Nel progetto, appunto, elaborato dall’OUA è previsto che “L’avvocatura concorre, con propri rappresentanti, all’Amministrazione della giustizia nelle diverse articolazioni”. Alla Politica, anche da questa sede, insieme alla magistratura laica, lanciamo la sfida per una giustizia più moderna, europea ed efficiente.

 

 

25 marzo 2009

 

L’INTERVENTO DELL’On. PAOLA PELINO ALLA XV ASSEMBLEA NAZIONALE

 

L’On. Paola Pelino:Ribadisco la mia assoluta disponibilità a perorare, come ho fatto in precedenza, la Vostra causa. Appena possibile, presenterò, come concordato con l’Avv. Cersosimo, apposito emendamento al disegno di legge A. C. n. 2180, recante disposizioni in materia di sicurezza pubblica, in discussione in 1^ Commissione Affari Costituzionali e 2^ Giustizia, che è stato in precedenza approvato dal Senato dopo un approfondito esame presso le Commissioni di merito e la discussione in Assemblea, con sostanziali modifiche e integrazioni”.

 

 

 

18 marzo 2009

L’ON. PAOLA PELINO PRESENTERA’ ALLE COMMISSIONI CONGIUNTE AFFARI COSTITUZIONALI E GIUSTIZIA DELLA CAMERA L’EMENDAMENTO SULLA CONTINUITA’

 

Dopo l’art. 22 è inserito l’art. 22 bis

(Modifiche all'articolo 7 della legge 21 novembre 1991, n. 374,

 in materia di durata dell'ufficio del giudice di pace).

 

1. All'articolo 7 della legge 21 novembre 1991, n. 374, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:

          a) il comma 1 è sostituito dal seguente:

      «1. Il rapporto di servizio del magistrato  che esercita le funzioni di giudice di pace ha la durata di quattro anni a decorrere dalla data del giuramento e di immissione nel possesso delle funzioni; esso si protrae per ulteriori periodi di quattro anni, subordinatamente al giudizio di idoneità di cui al comma 2-bis» ;

          b) il comma 2 è abrogato;

          c) al comma 2-bis, primo periodo, la parola: «primo» è soppressa. Le parole “integrato ai sensi del comma 2 dell’art. 4 nonché da un rappresentante dei giudici di pace del distretto” sono soppresse e sostituite da “sezione autonoma per i giudici di pace”.

 

19 Marzo 2009

ALEMANNO CONDIVIDE E SOSTIENE

LE ISTANZE DEI GIUDICI DI PACE

 

Il Sindaco di Roma Alemanno:A fronte di tali considerazioni non può non condividersi la richiesta reiterata sia dalla Vostra Associazione Nazionale che dai rappresentanti delle altre magistrature onorarie, di rafforzare il rapporto con l’Amministrazione, eliminando l’anacronistico limite dei mandati temporanei che può, peraltro restare, come già avviene per i magistrati di ruolo, quale mero termine di periodiche valutazioni sulla qualità e quantità dei provvedimenti emesso dal magistrato onorario” (testo del comunicato pag. 1).

 

Il Sindaco di Roma Alemanno:Siate quindi pronti Amici Carissimi, a fare un passo in avanti proponendovi con convinzione nella veste di magistrati a pieno titolo, nel rispetto delle prerogative tipiche della magistratura di ruolo, ma senza complessi di inferiorità; poiché magistrati lo siete davvero e tali dovete continuare ad essere(testo del comunicato pag. 2).

 

 

 

 

19 marzo 2009

XV ASSEMBLEA NAZIONALE DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE GIUDICI DI PACE

 

Roma  19 Marzo  2009 ore 15:00

Hotel Nazionale  (piazza Montecitorio)

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Roma  20 marzo 2009 ore 10: 00

Villa Benedetta

 

INVITO E PROGRAMMA DEI LAVORI

 

 

 

 

 

 

 

05 marzo 2009

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

04 marzo 2009

 

AUMENTO DELLA COMPETENZA CIVILE DEL GIUDICE DI PACE

 

COMUNICATO STAMPA

IL SENATO HA APPROVATO L’AUMENTO DI COMPETENZA CIVILE

DEL GIUDICE DI PACE

Il Presidente Cersosimo: “Si conferma ormai l'insostituibile presenza dei Giudici di Pace nel sistema giustizia. Prendendo atto del dato di fatto, occorre che quanto prima si metta fine al precariato con il rinnovo dei mandati,  come previsto dal ddl Marinello -Pelino,  con recupero di professionalità, efficienza e notevoli risparmi per il bilancio del Ministero di Giustizia”.

 

RASSEGNA STAMPA: Italia Oggi

Processo civile: il Giudice di Pace raddoppia

Al giudice di pace le liti fino a 5 mila euro, 20 mila per i sinistri. Ancora più poteri al Giudice di pace. Non solo raddoppia il valore della cause di competenza del magistrato onorario, ma passa a 20 mila euro quello per i sinistri e viene ancora aggiunta la competenza per le cause relative agli interessi o accessori da ritardato pagamento di prestazioni previdenziali o assistenziali ”.

 

IL DDL SUL PROCESSO CIVILE C.1082 CHE PREVEDE L’AUMENTO DELLA COMPENTENZA CIVILE DEL GIUDICE DI PACE E’ STATO APPROVATO DAL SENATO

ART. 27 (MODIFICHE AL LIBRO PRIMO DEL CODICE CIVILE)

 

 

25 febbraio 2009

 

RASSEGNA STAMPA: Libero

La lettera inviata al direttore Feltri dal Presidente Cersosimo in risposta all’articolo di Vincenzo Vitale del 20 febbraio

Il Presidente Cersosimo: “Il sig.Vincenzo Vitale   ha preso lucciole per lanterne. Mentre tutti gli organi di informazione hanno  correttamente segnalato che l’avv. Mariangela Gentile svolge le funzioni di giudice onorario di Tribunale in Bologna , tant’è che è stato anche intervistato il Presidente di quel Tribunale , inopinatamente l’articolista qualifica come giudice di pace la predetta per poi lanciarsi in una lunga diatriba nei confronti di tutti i giudici di pace. Per prima cosa è intollerabile che senza conoscere gli atti si costruisca un articolo “pesante “ , senza dare alla stessa alcuna possibilità di poter esprimere le ragioni che abbiano potuto indurla in una decisione , che, se vista sull’onda emotiva , può apparire grave . In secondo luogo  , quantunque la stessa abbia sbagliato ed è umano , anche se il Presidente del Tribunale  mostra di non condividere tale sbaglio, perché coinvolgere in un giudizio negativo  tutti i  restanti ottomila giudici onorari , ed in particolar modo i giudici di pace, che, nella specie,  non c’entrano  assolutamente niente ?

Ad ogni buon fine voglio ricordare che l’attività dei giudici di pace , la cui professionalità viene verificata ogni quattro anni . è molto apprezzate dal legislatore ,  che proprio in questi giorni ha licenziato in senato il disegno di legge sulla sicurezza ove è viene attribuita ai giudici di pace la competenza sul reato di clandestinità per gli extra comunitari .

Ne  prenda nota e se ne faccia una ragione il sig. Vitale

Mi auguro  che ella sappia  contribuire a chiarire la vicenda   ed inviti il dott. Vitali a scusarsi con gli ottomila giudici onorari”.

 

 

23 febbraio 2009

 

                                   RASSEGNA STAMPA: Italia Oggi

IL GIUDICE DI PACE FA DA APRIPISTA AI REATI MINORI

 L'articolo 35 del decreto legislativo 274/2000 (competenza penale del giudice di pace) prevede l'estinzione del reato conseguente a condotte riparatorie. Il giudice di pace, sentite le parti e l'eventuale persona offesa, può dichiarare con sentenza estinto il reato, quando l'imputato dimostra di aver proceduto, prima dell'udienza di comparizione, alla riparazione del danno cagionato dal reato, mediante le restituzioni o il risarcimento, e di aver eliminato le conseguenze dannose o pericolose del reato.

 

 

21 febbraio 2009

 

COMUNICATO STAMPA

SARA’ PRESENTATO ALLA CAMERA L’EMENDAMENTO SULLA CONTINUITA’

Gli Onorevoli Marinello e Pelino hanno confermato al Presidente Cersosimo che presenteranno l’emendamento sulla continuità non appena il disegno di legge sulla sicurezza sarà calendarizzato presso le commissioni congiunte affari costituzionali e giustizia della camera”.

 

 

19 febbraio 2009

 

RASSEGNA STAMPA: Italia Oggi

LA PAROLA D’ORDINE E’ CONTINUITA’

Niente riforma dell’istituto senza o contro i giudici di pace

Il Presidente Cersosimo: “A Napoli ho consegnato personalmente al Ministro il testo dell’intervento i cui punti essenziali possono essere riassunti: a) precipuità della funzione di giudice di pace diversa funzione di giudice di pace, diversa dalla funzione di giudice onorario di Tribunale; b) riconoscimento di uno status che tenga conto dell’autonomia ed indipendenza del magistrato di pace; c) allocazioni diverse degli uffici; d) procedere nell’immediato all’approvazione del disegno di legge Marinello, Pelino e altri in ordine alla continuità dell’incarico e previdenza. La continuità è prioritaria e essenziale (…) In tale situazione in questi giorni appare evidente che i gdp debbono estrinsecare una ben mirata azione di coinvolgimento, senza ricercare improbabili scorciatorie. Ad un obiettivo comune si risponde con un’azione comune che oggi è di proposta e domani; in assenza di risultati non potrà che essere di lotta nelle forme che tutti insieme determineremo, come abbiamo fatto allorché abbiamo fermato il disegno di legge Scotti”.

 

 

 

 

12 febbraio 2009

COMUNICATO STAMPA

LA COMPETENZA DEI GIUDICI DI PACE IN MATERIA DI REATO DI IMMIGRAZIONE CLANDESTINA E’ ALLA CAMERA

IL Presidente Francesco Cersosimo: “L’Associazione Nazionale, perseguendo con coerenza l’obiettivo della continuità dell’incarico per tutti i Giudici di Pace, ha inoltrato agli Onorevoli Marinello e Pelino, che si erano resi disponibili sin dal convegno tenutosi al Roma il 15 gennaio 2009, un emendamento da presentare al disegno di legge C.2180”.

 

EMENDAMENTO AL DISEGNO DI LEGGE C.2180

PROPOSTO DALL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE GIUDICI DI PACE

Art. 1.

(Modifiche all'articolo 7 della legge 21 novembre 1991, n. 374,

 in materia di durata dell'ufficio del giudice di pace).

1. All'articolo 7 della legge 21 novembre 1991, n. 374, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:

          a) il comma 1 è sostituito dal seguente:

      «1. Il rapporto di servizio del magistrato  che esercita le funzioni di giudice di pace ha la durata di quattro anni a decorrere dalla data del giuramento e di immissione nel possesso delle funzioni; esso si protrae per ulteriori periodi di quattro anni, subordinatamente al giudizio di idoneità di cui al comma 2-bis» ;

          b) il comma 2 è abrogato;

         c) al comma 2-bis, primo periodo, la parola: «primo» è soppressa.

 

COMUNICATO STAMPA DEL 07 giugno 2008

IL Presidente Francesco Cersosimo: “Possiamo farci carico del problema dell’espulsione dei clandestini. Necessario un diverso status per i Giudici di Pace. Continuità e diritti previsti per ogni lavoratore.

 

RASSEGNA STAMPA DEL 08 giugno 2008

ll GIORNALE.IT:La proposta, avanzata dal ministro Roberto Calderoli, ieri ha trovato disponibile il presidente dell’Associazione dei giudici di pace, Francesco Cersosimo: «Possiamo farci carico del problema». Calderoli è soddisfatto: «Il lodo sul reato di immigrazione clandestina inizia a concretizzarsi - annuncia - e a mettere d’accordo tutti coloro i quali temevano un ingolfamento della giustizia e gratuiti arresti. Berlusconi, il Vaticano, l’opposizione e l’Associazione nazionale magistrati possono stare tranquilli.

 

CORRISPONDENTI.NET: Il Ministro Calderoli: “I togati stiano tranquilli. I Giudici di Pace per fortuna hanno raccolto la sfida. Grazie alla disponibilità dei Giudici di Pace manifestata dal loro presidente Francesco Cersosimo di farsi carico del problema.

 

RAI NEWS 24: Il Ministro Calderoli: “Il reato di immigrazione clandestina sarà di competenza dei Giudici di Pace”.

 

ADUC IMMIGRAZIONE: Il Ministro Calderoli: “Saranno i Giudici di Pace a farsi carico del reato di clandestinità. Un grazie va dimostrato al Presidente dei Giudici di Pace Francesco Cersosimo per il dimostrato senso dello Stato”.

 

ALICE.NET: Il Ministro Calderoli: “Problema risolto grazie ai Giudici di Pace. Questo lodo può mettere d’accordo tutti, dal Vaticano, all’opposizione, da Berlusconi all’ANM. Ma un grazie per il senso dello Stato va dato al Presidente dei Giudici di Pace Cersosimo.

 

APCOM-VIRGILIO NOTIZIE: Il Ministro Calderoli: “Berlusconi, il Vaticano, l’opposizione, e l’Associazione Nazionale Magistrati, possono stare tranquilli. Problema risolto grazie ai Giudici di Pace.

 

 

 

12 febbraio 2009

IL DDL SICUREZZA C.2180 APPROVATO DAL SENATO E’ STATO ASSEGNATO ALLE COMMISSIONI RIUNITE I AFFARI COSTITUZIONALI E II GIUSTIZIA IN DATA 11.02.2009

ART. 21 (INGRESSO E SOGGIORNO ILLEGALE NELLO STATO)

ART. 22 (COMPETENZA DEL GIUDICE DI PACE A CONOSCERE IL REATO)

 

 

12 febbraio 2009

 

RASSEGNA STAMPA: “Il Denaro” del 28.01.2009

NECESSARIO GRANTIRE L’AUTONOMIA E L’INDIPENDENZA DEI GIUDICI DI PACE

Il Vice Presidente Vincenzo Crasto: “L’Associazione è una forza molto responsabile e chiede a dire il vero qualcosa di meno. Certa delle qualità professionali dei magistrati di pace, accetta la sfida di una continuità attraverso il rinnovo quadriennale dei mandati, previa verifica dell’attività svolta da ciascun magistrato. L’attuale ministro della Giustizia: «il giudice di pace opera nell’esercizio di una funzione giurisdizionale alquanto rilevante e che, per il migliore esercizio di tale funzione, egli deve godere di autonomia e di indipendenza, essendo impegnato in essa a tempo pieno, quale giudice di prossimità articolato sul territorio, vicino alle quotidiane esigenze del cittadino»”.

 

 

05 febbraio 2009

 

IL SENATO APPROVA IL DDL SICUREZZA S.733

CON EMENDAMENTI TRASMESSO ALL’ALTRO RAMO DEL PARLAMENTO IN DATA 09.02.2009

ART. 21 (INGRESSO E SOGGIORNO ILLEGALE NELLO STATO)

ART. 22 (COMPETENZA DEL GIUDICE DI PACE A CONOSCERE IL REATO)

 

 

02 febbraio 2009

COMUNICATO STAMPA SULL’ANNO GIUDIZIARIO

L’ASSOCIAZIONE NAZIONALE GIUDICI DI PACE CHIEDE AL GOVERNO IL RICONOSCIMENTO DELLA CONTINUITA’ DELLE FUNZIONI E DEI DIRITTI COSTITUZIONALI

Il Presidente Francesco Cersosimo: Accogliendo la nostra istanza avanzata anche in occasione dell’inaugurazione dell’anno scorso, l’attuale governo meritoriamente si appresta ad aumentare la competenza per valore. L’on. Marinello e tanti altri deputati che stanno firmando in questi giorni, hanno riproposto il disegno di legge, che nel 2007 vedeva  quale secondo firmatario l’attuale ministro Alfano. La proposta era ed è incentrata su due aspetti: continuità nell’incarico con rinnovo quadriennale; previdenza. Nello stesso tempo vogliamo dirlo con grande chiarezza: se anche nel corrente anno le attese dei Giudici di Pace verranno frustrate ancora una volta senza che si intraveda un reale cambiamento di rotta nel senso auspicato dal comune sentire, in ordine alle priorità CONTINUITA’ NELL’INCARICO E PREVIDENZA, l’Associazione Nazionale, forte del consenso acquisito in quindici anni di attività anche presso l’opinione pubblica, trarrà le dovute conseguenze. Senza nulla escludere: dallo stato di agitazione alla prolungata astensione dalle udienze con il coinvolgimento di tutti i cittadini.

 

 

01 febbraio 2009

 

EMENDAMENTO AL DISEGNO DI LEGGE N. 1305/S DI CONVERSIONE DEL DECRETO LEGGE 30.12.2008

PROPOSTO DALL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE GIUDICI DI PACE e dall’UNAGIPA

(“Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni finanziarie urgenti)

I concorsi per l’ammissione al tirocinio e le nuove nomine a giudice di pace, le nomine e le procedure concorsuali in corso per l’ammissione al tirocinio, per la nomina e per l’immissione nelle funzioni di nuovi giudici di pace ai sensi degli articoli 4 e 4 bis della legge  21.11.1991 n. 374 sono sospesi sino all’approvazione della riforma della magistratura di pace e onoraria e comunque fino al 31 dicembre 2009.

Le scadenze degli incarichi di tutti i giudici di pace in servizio sono prorogate di due anni.”.

 

 

01 febbraio 2009

 

RICHIESTA DI AUDIZIONE CONGIUNTA

ASSOCIAZIONE NAZIONALE GIUDICI DI PACE E UNAGIPA

Il Presidente Cersosimo e il Segretario Longo: Con riferimento alle numerose richieste che le scriventi organizzazioni Le hanno rivolto, si sollecita un incontro urgente prima della discussione finale al Senato della conversione in legge del decreto legge c.d. milleproroghe (n.208 del 2008), al fine di procedere, in prospettiva della urgente rideterminazione delle piante organiche degli uffici dei giudici di pace, all’immediato blocco del decreto “Scotti” del 24 aprile 2008”.

 

 

28 gennaio 2009

INAUGURAZIONE ANNO GIUDIZIARIO 2009

INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE

Il Presidente Francesco Cersosimo: Continuità nell’incarico e previdenza sono le istanza prioritarie per il 2009. Su questo l’Associazione Nazionale impegnerà in tutta Italia i propri aderenti. In conclusione, prendiamo atto di quanto il ministro Alfano ha espresso nella relazione alla Camera dei Deputati il 27 u. s. ‘I dati statistici confermano l’essenziale contributo della Magistratura onoraria  alla Giurisdizione. Si tratta di una preziosa risorsa  che , in tempi brevi, dovrà trovare  una più adeguata collocazione nell’ambito della giurisdizione attraverso una riforma  radicale ed un riordino  dei ruoli che non merita di essere ulteriormente differito: un riconoscimento espresso del ruolo della magistratura onoraria  è costituito dalle varie ipotesi di riforma  e valorizzazione (anche con proposte innovative che provengono dalla stessa maggioranza) che riguardano  in particolare la giustizia di prossimità  erogata dai Giudici di Pace’”.

 

 

16 gennaio 2009

 

COMUNICATO STAMPA SUL CONVEGNO NAZIONALE

IL DIRETTIVO CENTRALE DELL’ASSOCIAZIONE

Il Presidente Francesco Cersosimo: Il direttivo ha deciso di continuare a  perseguire gli  obiettivi della piattaforma congressuale approvata dal XIV congresso a Bologna il 18-19 aprile 2008, e che ha trovato ulteriore esplicitazione nel convegno romano. D’intesa con i parlamentari presenti si è convenuto di insistere nel calendarizzare il disegno di legge e nel contempo di attivare ogni possibile iniziativa, anche attraverso emendamenti da apportare al decreto “mille proroghe” oppure al disegno di legge “sulla sicurezza” allorché saranno discussi  alla camera”.

 

 

22 gennaio 2009

 

RASSEGNA STAMPA: Italia Oggi

PIU’ FORZA AI GIUDICI ONORARI

Il Presidente OUA Maurizio De Tilla: “E’ giunto il momento di dare forza e sistemazione normativa alla magistratura onoraria. Con l'attività svolta dagli avvocati come giudici laici si è dato un notevole contributo allo smaltimento dei processi. Il numero dei magistrati onorari ha superato le 11.500 unità su un numero complessivo di 21.000 giudici. In concreto, la magistratura onoraria si occupa del 65 per cento del contenzioso civile.

 

 

15 gennaio 2009

 

CONVEGNO NAZIONALE

sul tema

 

Continuità nell’incarico, previdenza, Consiglio Superiore della Magistratura. Aspetti di uno stesso problema: il Giudice di Pace, magistrato togato nell’ordinamento giudiziario.

RASSEGNA STAMPA: Italia Oggi

GIUDICI DI PACE: precarietà stop

Alla scadenza del mandato rischio paralisi per gli uffici

Il Presidente Cersosimo: “Ci chiediamo, quotidianamente, nell'esercizio di tale gravosa incombenza, possono dei magistrati essere precari? Allo scadere del terzo mandato, tutti a casa con inevitabili effetti paralizzanti per gli uffici, con nuovi tirocini, corsi di formazione e nuova professionalità da creare. Con buona pace del milione e 300 mila sentenze emesse in un anno! Altro che bagattelle. Risposte concrete a chi chiede la tutela del proprio diritto contro vessazioni e abusi. Qual è la serenità di un magistrato, se è precario e privo anche di previdenza? Il reddito prodotto non serve a niente. Se si è avvocati non fa premio su quello professionale e non incide sulla pensione. E chi non è avvocato? Resta completamente a piedi.

RASSEGNA STAMPA: Ansa

GIUSTIZIA: Giudici di Pace: La riforma non ci lasci precari.

Anche il presidente dell'Organismo Unitario dell'Avvocatura (Oua) Maurizio De Tilla ha definito uno ''scandalo'' l'assenza di trattamento pensionistico per i giudici di pace e ha fatto appello per un grande convegno nazionale di avvocati e giudici onorari.

RASSEGNA STAMPA: Adnkronos - Ansa

GIUSTIZIA: OUA: necessaria riforma organica della magistratura onoraria

Il Presidente Maurizio De Tilla: “Ed e' fondamentale che si garantisca pari dignita' tra magistratura onoraria e magistratura togata, sia sul piano dell'inquadramento giuridico sia sotto il profilo del trattamento economico e previdenziale. La magistratura onoraria e' una risorsa della nostra giustizia e' giunto il momento di varare una legge che dia forza al settore e che lo sottragga da uno stato di eterna emergenzialità'”.

 

 

15 gennaio 2009

CONVEGNO NAZIONALE

sul tema

Continuità nell’incarico, previdenza, Consiglio Superiore della Magistratura. Aspetti di uno stesso problema: il Giudice di Pace, magistrato togato nell’ordinamento giudiziario.

 

 

14 gennaio 2009

 

COMUNICATO STAMPA SUL CONVEGNO NAZIONALE

 

Il Presidente Cersosimo: Il convegno vuole porre all’attenzione lo stato di precarietà’ in cui versano i giudici di pace. questi pur facenti parte dell’ordinamento giudiziario con autonomia ed indipendenza giurisdizionale,  non hanno certezza di continuare nell’incarico, non hanno previdenza  e non sono rappresentati nel consiglio superiore della magistratura”.